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sabato 1 giugno 2013
Killzone HD [inGioco]
Classico post che raccoglie i commenti partoriti durante il tempo in cui menti e mani dei tawernicoli sono coinvolti nella partita e non solo. Questa volta è sottomano la riedizione del primo capitolo della trilogia di Killzone. Tutto nei commenti.
domenica 26 luglio 2009
[Hands On] La zona morta 'vissuta' live
“Laddove negli FPS i conflitti a fuoco si consumavano fra salti sovraumani, repentini strafe laterali e head-shot esplosi da sotto l’ascella, in Killzone (1) la più ardita acrobazia è camminare e sparare contemporaneamente. In effetti, prima ancora di uno sparattutto, KZ è un esercizio di repressione dell’istinto” [rivista Videogiochi #010]
Il discorso vale anche per il secondo capitolo – Killzone 2 – e per la parte online che lo riguarda. Se come il sottoscritto c’è chi interpreta questo ‘nuovo corso’ degli FPS alla lettera immaginando un conflitto costruito sull’azione ragionata (scovi il cecchino e cerchi di aggirarlo per prenderlo alle spalle), sulla cavalleria e l’onore dei combattenti, c’è chi invece insiste con il vecchio metodo della folle corsa verso il martirio, mandando a monte la stessa natura di un prodotto che a suo modo ha cercato di scrivere nuove regole. Lo scempio è simile a quello che si avrebbe di fronte all’invenzione del basket interpretato dagli astanti come un giuoco calcio qualsiasi e quindi con i protagonisti intenti a maltrattare ottusamente il pallone cercando di mandarlo a canestro con i piedi.
Si tratta principalmente di una questione di ‘ruoli’, presenti e da interpretare anche quando il titolo in questione non ha la dicitura ‘GDR’. Nel momento in cui entri in una partita e trovi compagni/antagonisti che hanno deciso di seguire le tue stesse regole (le regole del gioco), KZ2 diventa un piacere anche se il tuo contributo da novizio non incidesse sul risultato finale. Qualcosa di simile – e al limite – potrebbe avvenire anche partecipando consapevolmente ad un massacro forsennato, ma nel caso solo ed esclusivamente in seguito a una decisione consapevole e accettata da tutti i partecipanti e cioè quella di violare le regole del gioco (o seguirle se si partecipa all'escusiva modalità denominata appunto massacro). Il problema nasce quando i due sistemi si scontrano perché si cade vittima del mal gioco altrui o, peggio, si decide di cedervi andando contro i propri ‘principi ludici’ con la conseguenza di inscenare uno spettacolo pietoso.
KZ2 online è pregevole solo di fronte ad un’interpretazione corale. In caso contrario si deve cedere al compromesso sfidando la fortuna, il server, l’orario, il periodo dell’anno in cui trovare la propria dimensione (es. con i bimbiminkia impegnati sui banchi di scuola). Se tutto va per il verso giusto, ci si può crogiolare nella soddisfazione di un progresso tangibile, di episodi memorabili vissuti nei singoli scontri o attraverso conflitti di massa in squadre che condividono lo stesso obiettivo (giocare al servizio della propria fazione). In caso contrario è bene procurarsi una buona scorta di antiacidi e purganti di vario genere, perché la melma da mandar giù ed espellere è davvero notevole. Un peccato perché il campo di gioco offerto dai Guerrilla è straordinario: un FPS capace di piacere a molti, persino a coloro che non trovano del tutto consona la modalità di fuoco vissuta in soggettiva. Costoro potrebbero addirittura sacrificarsi decidendo d'imparare astrusi meccanismi motori e nuove regole d'ingaggio, pur consapevoli del rischio concreto di ritrovarsi in un ambiente che le ignora.
NOTA VIDEO
Il contributo linkato in testa al post è auto prodotto. Potrebbe trattarsi del primo di una lunga serie di video ‘fatti in casa’ e non più pescati da chi li ha già filmati per noi. Oppure solo un appunto per ricordare – una volta presa la decisione di continuare l’avventura online dentro KZ2 – quanto era (o è rimasto) novellino colui che scrive.... oltre che protagonista dello 'spettacolo pietoso' a cui si accennava qualche riga sopra ^^’
P.S. dopo un paio di minuti l’audio si spegne; purtroppo me ne sono accordo solo dopo un’ora di upload e quando ormai ero lontano da un PC che mi permettesse di rimetterci le mani sopra. La prossima volta andrà meglio, si spera (sia per la prossima e per il meglio ^^’)
Altri link
- [Hands On] Killzone 2 [xPeter]
- [Hands On] Killzone 2 [maxlee]
lunedì 9 marzo 2009
La zona morta
Scrivo di Killzone 2 con l'esperienza di gioco ancora in corso d'opera, portata avanti in sessioni contenute per l'imprevista difficoltà a trovarci granchè in termini di stimoli.In fondo, doveva essere ed è solo un FPS. Audiovisivamente abbacinante. Qual è il problema?
Saranno le ondate di nemici tutti uguali, mossi da una IA da bot multiplayer scenicamente gonfiata e divisi con poca fantasia tra kamikaze (che a volte vengono proprio in fila indiana) e talpe da muretto (con testolina affiorante ad intermittenza). Sarà l'arsenale, un'indigestione di mitra, mitraglie e contromitragliette più una magnum obbligatoria che pare caricata a salve. Sarà che la dinamica delle sparatorie, i ritmi ed il level design a volte brillano ma altrettante volte sono generici. Sarà che tra torrette, carroarmato, bidoni esplosivi, droni sentinella e script assortiti ci si trova a subire l'ennesima rassegna di clichè. Sarà che a livello di caratterizzazione siamo ancora una volta al minimo sindacale (e mi pare manchino pure quella leggerezza o quel briciolo di ironia che potevano indorare la pillola, il che è deleterio quando s'è scelta tra le fonti d'ispirazione Gears of War). Sarà che anche il solo mirare, per il pad, per i controlli elaborati, per amor di realismo o per un concorso di responsabilità, è fin troppo faticoso (col paradosso che a distanza ravvicinata le cose spesso si complicano, facendo rimpiangere le gioie del melee attack di un Halo3).
Fatto sta che più di riconoscere la bontà assoluta della realizzazione tecnico\artistica e la solidità innegabile di un sistema di gioco che, ideato con così poco rischio, non poteva non funzionare, non mi riesce.
Quel che mi sta lasciando interdetto di Killzone 2 non è tanto che non si tratti di capolavoro, epiteto che tra l'altro significa tutto e niente, quanto il parco intrattenimento che sto riuscendo a trarne in totale buona fede.
Il discorso fin qua potrebbe anche interpretarsi come la solita pretesa di chissà quali innovazioni, e l'eventuale "colpa" di Killzone2 limitarsi al far parte, nonostante budget e tempi, d'un filone ormai prevedibile nel complesso.
Insomma, recriminazioni che potrebbero tranquillamente esulare dal caso specifico.
In realtà il fatto puro e semplice è che sono riuscito a divertirmi abbondantemente di più con molto meno in termini di valore di produzione, in primis col "cugino povero" Resistance, che non promuoverei di certo come baluardo di freschezza in termini di gameplay.
In qualche modo certe sensazioni dovrò pure spiegarmele; e allora diciamo che devono essere il mix o la singola natura degli elementi tradizionali, non tanto la loro tutto sommato legittima presenza, a non avvincere più di tanto. Sarà una questione di ritmo che fatica a stabilirsi e a trascinare lungo il dipanarsi degli eventi, un po' monocorde nonostante l'incalzare delle imperiose musiche orchestrali si sforzi di far sembrare il contrario; sarà che il gioco è incapace di dare una sua impronta spiccata a concetti classici, di assemblarli\revisionarli in modo tale da farne risultare qualcosa di peculiare o particolarmente attraente o magnetico che dir si voglia.
A cui si aggiunge il sentore generico di un clima bellico allestito di tutto punto ma emozionalmente piatto, 'na mezza mattonata.
Forse Killzone2 è stato fatto troppo con la testa (replicare il target render, inserire dosi abbondanti di quello che tira al momento in una sorta d'opera di collage d'alto profilo, controbattere all'infrastruttura online di Halo...) e poco con il cuore; o forse son tutte idiozie e dovrei darmi alla filatelia.
Se non altro è l'ennesima prova che alla solita minestra del menu contemporaneo non basta essere servita con piatti di porcellana e posate d'argento per cambiare sapore.
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