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domenica 17 novembre 2013

Ridge Racer Driftopia (ossia Ridge Racer Unbounded L.E.)

Ridge Racer Unbounded è un gioco d’auto arcade considerato da molti un RR anomalo, un episodio al di fuori della serie ufficiale. Un RRU tornato d’attualità perché è la base fisica (stesse piste, stesse auto) della versione F2P – Ridge Racer Driftopia - uscita da poco tempo su PC e questa settimana su PS3; una sorta di versione ridotta, gratuita con contenuti a pagamento opzionali (per PS3 "uscita", più o meno, perché la prima versione è stata tolta momentaneamente dallo store).
Quanto segue sono brevi accenni sul gameplay; eventuali resoconti sul giocato nostrano, se ci saranno, nei commenti. A parte quando diversamente specificato (RRD, per Ridge Racer Driftopia), il discorso che segue vale per entrambe le versioni. (LINK HOME)

domenica 22 febbraio 2009

Io, me&Ridge

Con il racing Namco non ho mai avuto un buon rapporto tanto da non ricordarne neanche la presenza in sala giochi (sarà la senilità latente, ma di Sega Rally/Daytona mi ricordo benissimo). Il primo contatto vero e proprio avvenne con l'acquisto della PSX e dei suoi demo, situazione in cui scoprii il disgusto per un sistema di guida astruso e spiacevole al pari di quello che avrei provato tentando di far correre dei mattoni dentro una grondaia sinuosa sistemata su un piano orizzontale (per la precisione). Affermazione che posso sostenere senza neanche dover aggiungere particolari ripugnanti come il "tuck tuck" sonoro provocato dal contatto con i guard rail, associato irrimediabilmente al titolo, in barba alla colonna sonora remixata e all'omuncolo che gracchiava alla partenza. Il rifiuto si è ripresentato negli anni, ad esempio durante la lettura di una delle numerose recensioni entusiaste o (soprattutto) quando si candidò ad essere proprio il titolo in grado di spingermi lontano dalla PSP provata con lui dentro.

Da questo rapido excursus storico si possono ricavare due considerazioni: la prima è che fra i Tavernicoli sarei il meno indicato a parlare di Ridge Racer. La seconda che, anche decidendo di acquisire la conoscenza necessaria attraverso il materiale disponibile in rete (giusto il mese scorso è uscita una retrospettiva su Edge), partirei da un pregiudizio così marcato da non poter evitare l'esposizione di un risultato falsato.

Occorre anche dire che quando si parla di videogiochi l'ovvietà non è sempre l'unica strada percorribile, una contraddizione al pari dell'avversione smisurata che muta in passione (o la consapevolezza del disturbo provocato dalle parentesi che interrompono il testo, per negare o confermare un qualcosa che dovrebbe essere già presente o assente nella frase madre). Mettendo insieme più assurdità di solito ne vien fuori una bella grossa che in questo caso va a concretizzarsi proprio nelle righe che state leggendo. Chi disprezza compra, affermerebbe mia nonna esprimendo un concetto che racconta di rigetti legati a ciò che non si può avere o non si è consapevoli di desiderare, spesso a tal punto da odiarne persino l'esistenza (o rinnegarla). Non so se sia il caso di R.R. o se le basi del cambiamento siano imputabili ad un più banale punto di vista differente (soggettivo o di chi ha effettuato il restyling su PSP), fatto sta che mi sono ritrovato in possesso di una copia del racing Namco, più precisamente della "nuova" versione portatile con un "2" di fianco al titolo. Risultato? Scintilla, accensione, carburazione, passione (ossessione).

E' stata la quantità di tempo spesa dentro le "nuove" piste a spingermi verso questa sorta di mea culpa pubblico per aver ignorato (e denigrato negli anni) un sistema di gioco arcade straordinario (in quanto affermazione gnorri consapevolmente tale, si presuppone che lo sia sempre stato e non che lo sia diventato grazie alle limature messe in atto nel remake). Un vero e proprio cambio di posizione dovuto alla sensazione che Ridge Racer proposto su PSP abbia davvero del buono da offrire e ciò nonostante (1) la fastidiosa sensazione di competere con avversari inanimati più simili a blande registrazioni di ghost time trial che reali antagonisti (2) l'azione di capovolgere una pista facendola passare per un nuovo percorso percepita come una scelta un poco misera (se poi è anche un ripescaggio... 3) i premi disponibili non altro che il risultato del classico quanto inutile sistema di collezionismo compulsivo digitale e infine che (per dirla tutta tutta) la percezione di una latente paraculagine di fondo si percepisca in modo fin troppo evidente. Ribadisco (anche per convincere me): a pelle R.R. è una fonte di soddisfazione non indifferente. Intrapresa una nuova gara (più precisamente dal secondo via in poi) si ha la piacevole sensazione di poter ottenere qualsiasi risultato, provando un reale senso di progressione grazie all'incremento rapido e tangibile delle proprie capacità. Infatti, se la prima curva si affronta con una derapata singhiozzante già dalla seconda ci si scopre in grado di aspirare a compiere tutta la mezza luna di traverso e alla terza si realizza come effettivamente sia possibile farlo (allo stesso modo di altri titoli arcade, ciò non toglie che quando presente sia doveroso riportarlo).

Per avvalorare le affermazioni appena esposte dovrei parlare di una realizzazione tecnica mirabolante e lo farei se solo avessi la pazienza di andare a cercarmi i termini per descriverne l'accuratezza grafica, la pulizia estetica, l'illuminazione e via dicendo. Ma sono restio ad imbarcarmi in un'operazione del genere, anche perché non sempre tentare di scoprire cosa batte sotto il cofano di un meccanismo rientra fra le mie priorità. Scartata la versione "tradizionale" (e razionale) mi affido alla sensazione pura dell'utente e alla logica che ne deriva.
Su schermo tutto si muove fluidamente e ad una velocità percepita come adeguata compresa quella offerta dalla novità del "boost". Il sonoro svolge egregiamente la sua funzione eccetto la già citata voce dello speaker e il desiderio di sopprimerlo seduta stante dopo averlo sentito gracchiare la prima volta (almeno nella versione nostrana). Sotto l'indefinibile termine "giocabilità" si può inserire la voglia di ripartire nel caso si fallisse l'obiettivo (anche dopo una lunga sessione, quasi sempre) e superata la rinomata macchinosità dell'analogico portatile, le auto si scoprono comportarsi proprio come ci si aspetterebbe. In sostanza ogni gara richiede partecipazione misurata restituendo piacevolezza e soddisfazione; un risultato non da poco e sufficiente per imbastire una lode sentita ad un Ridge Racer che personalmente ritengo assolva in pieno la sua funzione di gioco arcade, pur tenendo presente la natura di clone e il suo essere "solo" il penultimo elemento di una lunghissima serie (in pratica "ridondante per natura").

Tirando le (immancabili, onnipresenti) somme: lode al Ridge Racer portatile (2nd edition) e anche a chi da queste parti l'ha indirettamente osannato spingendomi a concederli una seconda (ehm… terza… err… sedicesima?) chance. Se non altro è la dimostrazione che il videogiocare riserva sempre delle sorprese, spesso nate proprio dalla soddisfazione ricavata attraverso prodotti che sembravano poco adatti alla propria indole (quando schizofrenica? Non solo, non sempre...).

P.S. le parentesi sono di me, perdonategli l'eccessivo presenzialismo (parla per te n.d.me)