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mercoledì 17 settembre 2008

[RetroRece] Nintendogs

Due amici si incontrano: "Pensa che ieri il mio yorkshire ha ucciso un pitbull!" "Porca miseria, e come ha fatto?" "Gli è rimasto incastrato in gola!"
Qualche tempo fa avevo un cane, Chicco. Non un gran nome in effetti, sarebbe stato più virile chiamarlo Fritz o Rex, ma visto che la cagnetta bassotta che l'aveva preceduto faceva di nome Chicca, si decise di perpetrare la tradizione (e in fin dei conti, anche se si dava un sacco di arie, era pur sempre uno yorkshire, mica un dobberman).
Fatto sta che non era propriamente il mio cane, era più che altro quello di mia nonna. Ed era pazzo come un cavallo. In primis, tendeva ad avventarsi in maniera aggressiva contro praticamente il 90% degli ospiti accolti nel giardino di casa, con predilezione per i polpacci dei miei compagni di scuola e soprattutto per quelli del postino, col risultato che spesso le lettere non arrivavano o arrivavano in ritardo visto che il pover'uomo aveva il terrore di avvicinarsi. Dieci ad uno che se mai fosse entrato un ladro l'avrebbe accolto facendogli le feste.
In secundis, era propenso a mordicchiare le manine anche dei suoi stessi padroncini (in realtà di solito si limitava a ringhiare ed arricciare il muso...), se osavano accarezzarlo in qualsiasi parte del dorso che non fosse la testolina - una volta partito il massaggino al cranio però si rabboniva ed entrava in catalessi, al che ne approffittavamo per acconciargli delle pettinature punk con tanto di gel, così, per vendicarci.
Sempre sul sentiero della vendetta, ricordo che una volta gli davamo da mangiare delle patatine fritte (non è un plurale majestatis alla Mago Thelma, è che quando ci ripenso ho in mente la compagnia dei vari cugini! Ndme) e ogni due per tre gli rifilavamo di sorpresa delle foglie secche e lui ci cascava sempre; quelle sì che erano soddisfazioni.
Tutto sommato gli volevamo un gran bene, era un cane molto sveglio ed espressivo e quando gli girava bene era pure affettuoso.
Poi un giorno sparì, complice il cancello dimenticato aperto; non l'abbiamo più rivisto, e bon.
Perchè racconto tutto ciò? Beh, perchè la simulazione cinofila (o cinefila, se il vostro film preferito è La carica dei 101) di Nintendo me l'ha fatto tornare alla mente. Difatti Nintendogs riesce a riprodurre in piccolo tutte, ma proprio tutte, le tipiche attività degli amici canidi: abbaiare, mangiare, dormire, farsi accarezzare e sporcare per terra, non necessariamente in quest'ordine. A pensarci bene si usa lo stesso pennino sia per coccolare la bestiolina sia per rastrellarne la pupù, il che non è proprio igenico, ma rimanendo sul virtual-videoludico il problema alla fine non si pone. Che altro aggiungere... la grafica è caruccia, semplice ma capace di trasmettere tutta la carineria dei cuccioli, il sonoro se la cava tra un bau e l'altro, la giocabilità è così immediata che anche se il gioco non vi piacerà granchè farà comunque la felicità di mamme, sorelle, fidanzate, nipotini e quant'altri. Bella lì!

martedì 16 settembre 2008

RetroRece Final Fantasy 4 (nel senso che viene da lontano… e da tergo)

NDS, SquareEnix, RPG

GRAFICA 78
+ La grafica utilizzata in questo gioco è davvero superba con sprite ben definiti, bei fondali e un sacco di animazioni. Schermate statiche di eccellente fattura.
- I personaggi sono un po’ piccoli: un maggior numero di frame sarebbe stata cosa gradita

SONORO 77
+ Vi sembrerà di essere veramente in un videogioco: cori e urla assenti, a parte casi eccezionali.
- Soliti rumori orchestrali che insieme formano musiche che si possono anche ascoltare, volendo: ma anche no.

GIOCABILITÀ 81
+ Il controllo è sempre di prim’ordine con tutto nelle mani del giocatore che può scrutare rapidamente le finestre ben chiare e avere un sistema di lancio degli incantesimi molto comodo.
- L’immediatezza non è certo un suo punto a favore.

LONGEVITÀ 93
+ Un sacco di personaggi e un sacco di cose da fare, da trovare, da provare vi terranno impegnati anche per dieci giorni. La lunga prima missione è solo l’inizio, mentre con l’ultima si giunge alla fine.
- In due, alternandovi il DS, non c’impiegherete molto a finirlo.

GLOBALE 89
Adatto a tutti gli amanti del genere, il che ne fa un buon gioco: per i fan quasi un obbligo per gli altri solo se si pensa di diventarlo. Originale e affetto da troppa somiglianza con i precedenti capitoli. Un acquisto da fare senza rifletterci troppo. Un vero capolavoro attuale del passato. Un ottima scelta se vi pagano per giocarci. Il migliore della sua categoria. Davvero un peccato.

AZIONE OOOOO
STRATEGIA OOOOO
DIFFICOLTÀ OOOOO

SI RINGRAZIA C+VG PER AVERCI FORNITO LO SPUNTO

Dedicato alle tabelle delle riviste che furono, con ironia e affetto perché riuscivano a dire tutto e il contrario di tutto (compreso il niente), a valutare numericamente qualsiasi cosa diventando così superficiali, ma allo stesso tempo così genuine e amabili da rendere impossibile non provare sentimenti positivi nei loro confornti, anche oggi mentre si sfogliano in soffitta… R.I.P. e grazie per la compagnia di quegli anni.

Nota: Final Fantasy 4 è solo un pretesto. Le caratteristiche citate potrebbero non rispecchiare la realtà dei fatti (non avendolo giocato il tutto è nato da un esercizio d'intuito). Koji ha dato il via all'esternazione dell'aMMore per lo stile delle passate riviste in questo post.

lunedì 19 maggio 2008

La bella recensione di una volta [Kabuto]

Quando tutto ebbe inizio esistevano dei recensori, snob, mbriaconi, sempre tristi, ci inondavano con i loro cazzi non richiesti mentre si leggeva un loro articolo e senza mai venira al succo, sono recensori di videogiochi che parlavano di tutto, ma proprio tutto meno che del gioco, che veniva liquidato con due parole, erano un po' snob, riccaccioni, ma alla fine ci siamo cresciuti...

Immagino che qua dentro tutti ci ricordiamo di Consolemania, per non parlare di TGM, cioè la nostra TGM, non la copia annacquata che esce adesso in edicola. Quei testi che con la scusa di parlare di videogiochi ci parlavano della nostra adolescIenza, che costruivano un boschetto della fantasia abitato da creature fantastiche come il Reynaud, il Gaburri, il Bossetti, in cui tutti amavamo perderci.
Potere della tecnologia, ora quei momenti ritornano non grazie all'empatia umana ma attraverso i freddi calcoli di una macchina: Polygen è un programma che attraverso una grammatica definita parametricamente dall'autore produce testi casuali, e i risultati, oltre a riportarci ai tempi che furono, ci fanno riflettere sui reali contenuti di ciò che si legge oggi. Divertentissimo e inquietante.