VIDEOGAMES. INTERACTION. STYLE. INSPIRATION.Quelli tra voi che, come me, vagarono nei tetri lidi di GamesRadar.it ricorderanno, forse, la querelle sempiterna sulle pubblicazioni della fu FMI: la sezione Games Contact, a mo' di café parigino, si riempiva allora di interrogativi circa la necessità di pubblicazioni d'alto calibro e prestanza culturale, nonché di feroci j’accuse rivolti alle triviali e devianti pubblicazioni del volgo, rappresentate da PSM. Queste Jacquerie dell'emancipazione intellettuale del medium videoludico si concludevano invariabilmente con una mesta débâcle dei facinorosi, soverchiati dal carisma demagogico di personalità aristocratiche come Ualone.
Fu proprio Ualone, a quel tempo, che espose la sua personale conception nuveau di quello che l'editoria videoludica doveva voler diventare. La sua revue vidéoludique doveva trattare il gioco come un argomento, non come un mistero a cui essere introdotti; non doveva quindi essere settaria – destinata a militanti agguerriti le cui tacche sui joypad indicavano quanti casual gamer essi avevano ucciso in discussione o in battaglia. Doveva anzi interporre il videogioco tra altri ambiti di cosmopolita interesse: dal cinema al buon vino, da località d'interesse a luoghi comuni d'attualità, dalle cose in voga alle cose rese immortali dalla cultura accademica, alle ultime novità tecnologiche.
Qualcosa di vagamente simile sembra essere venuto in mente a coloro che hanno creato Amusement, nuova rivista francese di videogiochi e digital culture; costoro, però, non sono degli Ualoni qualsiasi, bensì rappresentanti di quello stilismo francese che alberga in ogni immaginario popolare d'occidente. Bittanti ha descritto questo nuovo trimestrale con l'emblematica frase "Edge incontra Monocle".
L'ostacolo alla curiosità tavernicola, credo, è uno solo. Chi sa il francese?