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lunedì 12 ottobre 2009

Mai rubare rabarbaro in barba a un barbaro


Batman: Arkham Asylum, nel giro di una manciata d'ore, m'ha fatto ricredere rispetto alle sbiadite impressioni di una demo impalpabile; o meglio, è esattamente cosa e come mi aspettavo, quel che non prevedevo era invece che la formula nella sua versione estesa potesse risultare così gradevole e degna di interesse.
E' un titolo che definirei moderno, nel senso dell'agevolazione concessa al giocatore dagli automatismi con i quali si sviluppa l'azione.
Il combattimento mediante colpi a ricerca, la generosa ampiezza delle onnipresenti interazioni contestuali, il didascalico visore... si è costantemente presi per mano dal design.
E' una caratteristica che sfocia però nella pregevolezza; Batman stesso è un personaggio in fondo schematico e alquanto irrigidito (sia esteticamente, sia per il metodo scientifico dietro le sue gesta), per cui il contesto ludico ben si sposa al suo protagonista.
La stessa estrema pulizia dell'interfaccia e delle dinamiche restituisce un bel feeling di compiutezza, rendendo supereroisticamente efficaci quasi tutte le proprie iniziative - raramente un gargoyle od un nemico a portata di vista sono troppo lontani per appendercisi fulminei o per ricevere una mazzata, rispettivamente.
Il ritmo con cui si alternano le diverse fasi del gameplay, tra loro e con i frangenti narrativi, riesce a sviluppare un andamento assuefacente e a sopperire alle singole modestie di profondità ludica.
Per quel che mi riguarda, al di là di qualche (in)evitabile sensazionalismo, la generale soddisfazione espressa nei confronti del gioco può ritenersi giustificata.