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mercoledì 29 settembre 2010

Dalla Lettera di San Publio apostolo alla Stampa


A Joystiq:  un assegno da duecento dollari accompagna la copia di prova di Dante's Inferno.  (Il redattore dotato di libero arbitrio può versare o meno l'assegno, peccando in un caso di avarizia e nell'altro di prodigalità.) 

Presumibilmente, un piccolo esercizio di decostruzione delle strategie di marketing.

domenica 18 luglio 2010

Developing Heavy Rein


Un'espressione non propriamente elegante, accuratamente incorniciata dalla spaziatura tra paragrafi: "Mark Rein is a jerk."
Cliff Harris – (ignivomo) indie dello studio monocefalo Positech Games – pubblica nel suo blog il conciso fraseggio, dichiaratamente frutto dell'attenta considerazione di quanto avvenuto al recente Develop di Brighton.
In quella sede, Harris stava infatti toccando il tema della comunicazione diretta tra sviluppatori e utenti, quando un bipede seduto in prima fila si era arrogantemente intromesso nella discussione; l'individuo, non contento di aver interrotto i pannellisti, proseguiva poi con un vago sermone sull'inadeguatezza dei loro miseri metodi da galliformi becchettanti.

domenica 18 ottobre 2009

Il più grande eroe videoludico di tutti i tempi


Stando alla gara di popolarità organizzata da GameSpot, il più grande protagonista videoludico finora esistito è proprio lui: Gordon Freeman, il personaggio "zero". (Il campione degli autistici, la maschera imperscrutabile; il vassallo del distacco, lo sterminatore timido.)
Niente muscoli, niente abilità eclatanti, niente mascella squadrata, niente visino metrosexual giapponese, nessuna simpatia, nessun coinvolgimento empatico col giocatore, nessun senso dell'umorismo, nessun apparente gusto per la teatralità; appena il carisma, forse, il fascino del contegno da personalità scientifica.

Il personaggio zero, ripeto. Soprattutto, il personaggio muto: mai una parola, mai una battuta.
…Considerato il livello del writing videoludico, è probabilmente per questo che ha vinto.