Con il racing Namco non ho mai avuto un buon rapporto tanto da non ricordarne neanche la presenza in sala giochi (sarà la senilità latente, ma di Sega Rally/Daytona mi ricordo benissimo). Il primo contatto vero e proprio avvenne con l'acquisto della PSX e dei suoi demo, situazione in cui scoprii il disgusto per un sistema di guida astruso e spiacevole al pari di quello che avrei provato tentando di far correre dei mattoni dentro una grondaia sinuosa sistemata su un piano orizzontale (per la precisione). Affermazione che posso sostenere senza neanche dover aggiungere particolari ripugnanti come il "tuck tuck" sonoro provocato dal contatto con i guard rail, associato irrimediabilmente al titolo, in barba alla colonna sonora remixata e all'omuncolo che gracchiava alla partenza. Il rifiuto si è ripresentato negli anni, ad esempio durante la lettura di una delle numerose recensioni entusiaste o (soprattutto) quando si candidò ad essere proprio il titolo in grado di spingermi lontano dalla PSP provata con lui dentro.Da questo rapido excursus storico si possono ricavare due considerazioni: la prima è che fra i Tavernicoli sarei il meno indicato a parlare di Ridge Racer. La seconda che, anche decidendo di acquisire la conoscenza necessaria attraverso il materiale disponibile in rete (giusto il mese scorso è uscita una retrospettiva su Edge), partirei da un pregiudizio così marcato da non poter evitare l'esposizione di un risultato falsato.
Occorre anche dire che quando si parla di videogiochi l'ovvietà non è sempre l'unica strada percorribile, una contraddizione al pari dell'avversione smisurata che muta in passione (o la consapevolezza del disturbo provocato dalle parentesi che interrompono il testo, per negare o confermare un qualcosa che dovrebbe essere già presente o assente nella frase madre). Mettendo insieme più assurdità di solito ne vien fuori una bella grossa che in questo caso va a concretizzarsi proprio nelle righe che state leggendo. Chi disprezza compra, affermerebbe mia nonna esprimendo un concetto che racconta di rigetti legati a ciò che non si può avere o non si è consapevoli di desiderare, spesso a tal punto da odiarne persino l'esistenza (o rinnegarla). Non so se sia il caso di R.R. o se le basi del cambiamento siano imputabili ad un più banale punto di vista differente (soggettivo o di chi ha effettuato il restyling su PSP), fatto sta che mi sono ritrovato in possesso di una copia del racing Namco, più precisamente della "nuova" versione portatile con un "2" di fianco al titolo. Risultato? Scintilla, accensione, carburazione, passione (ossessione).
E' stata la quantità di tempo spesa dentro le "nuove" piste a spingermi verso questa sorta di mea culpa pubblico per aver ignorato (e denigrato negli anni) un sistema di gioco arcade straordinario (in quanto affermazione gnorri consapevolmente tale, si presuppone che lo sia sempre stato e non che lo sia diventato grazie alle limature messe in atto nel remake). Un vero e proprio cambio di posizione dovuto alla sensazione che Ridge Racer proposto su PSP abbia davvero del buono da offrire e ciò nonostante (1) la fastidiosa sensazione di competere con avversari inanimati più simili a blande registrazioni di ghost time trial che reali antagonisti (2) l'azione di capovolgere una pista facendola passare per un nuovo percorso percepita come una scelta un poco misera (se poi è anche un ripescaggio... 3) i premi disponibili non altro che il risultato del classico quanto inutile sistema di collezionismo compulsivo digitale e infine che (per dirla tutta tutta) la percezione di una latente paraculagine di fondo si percepisca in modo fin troppo evidente. Ribadisco (anche per convincere me): a pelle R.R. è una fonte di soddisfazione non indifferente. Intrapresa una nuova gara (più precisamente dal secondo via in poi) si ha la piacevole sensazione di poter ottenere qualsiasi risultato, provando un reale senso di progressione grazie all'incremento rapido e tangibile delle proprie capacità. Infatti, se la prima curva si affronta con una derapata singhiozzante già dalla seconda ci si scopre in grado di aspirare a compiere tutta la mezza luna di traverso e alla terza si realizza come effettivamente sia possibile farlo (allo stesso modo di altri titoli arcade, ciò non toglie che quando presente sia doveroso riportarlo).
Per avvalorare le affermazioni appena esposte dovrei parlare di una realizzazione tecnica mirabolante e lo farei se solo avessi la pazienza di andare a cercarmi i termini per descriverne l'accuratezza grafica, la pulizia estetica, l'illuminazione e via dicendo. Ma sono restio ad imbarcarmi in un'operazione del genere, anche perché non sempre tentare di scoprire cosa batte sotto il cofano di un meccanismo rientra fra le mie priorità. Scartata la versione "tradizionale" (e razionale) mi affido alla sensazione pura dell'utente e alla logica che ne deriva.
Su schermo tutto si muove fluidamente e ad una velocità percepita come adeguata compresa quella offerta dalla novità del "boost". Il sonoro svolge egregiamente la sua funzione eccetto la già citata voce dello speaker e il desiderio di sopprimerlo seduta stante dopo averlo sentito gracchiare la prima volta (almeno nella versione nostrana). Sotto l'indefinibile termine "giocabilità" si può inserire la voglia di ripartire nel caso si fallisse l'obiettivo (anche dopo una lunga sessione, quasi sempre) e superata la rinomata macchinosità dell'analogico portatile, le auto si scoprono comportarsi proprio come ci si aspetterebbe. In sostanza ogni gara richiede partecipazione misurata restituendo piacevolezza e soddisfazione; un risultato non da poco e sufficiente per imbastire una lode sentita ad un Ridge Racer che personalmente ritengo assolva in pieno la sua funzione di gioco arcade, pur tenendo presente la natura di clone e il suo essere "solo" il penultimo elemento di una lunghissima serie (in pratica "ridondante per natura").
Tirando le (immancabili, onnipresenti) somme: lode al Ridge Racer portatile (2nd edition) e anche a chi da queste parti l'ha indirettamente osannato spingendomi a concederli una seconda (ehm… terza… err… sedicesima?) chance. Se non altro è la dimostrazione che il videogiocare riserva sempre delle sorprese, spesso nate proprio dalla soddisfazione ricavata attraverso prodotti che sembravano poco adatti alla propria indole (quando schizofrenica? Non solo, non sempre...).
P.S. le parentesi sono di me, perdonategli l'eccessivo presenzialismo (parla per te n.d.me)
Per una serie di motivi (che avrebbero bisogno di un'altra lunga introduzione), ho passato un paio d'estati a giocare a pingpong. L'esperienza mi spinse ad affermare di saper giocare a pingpong, il che mi porto successivamente davanti a un tavolo di pingpong, un avversario di pingpong e un pubblico di pingpong, impegnato nel tentativo di far colpo sulla ragazza di allora: l'avversario (pure antagonista in altri campi) mi distrusse (non pigliai manco una battuta o ribatuta che sia) tanto che ricordo quel momento come uno degli episodi più imbarazzanti di sempre. Se non altro quei tristi minuti m'insegnarono che prima di affermare di saper giocare (davvero) a qualcosa, avrei dovuto sempre fare un minimo di "prova su strada" atta a stabilire il mio reale grado di competizione. Perciò, prima di tirarmela affermando di saper giocare a RR e gettare il guanto di sfida a qualche tavernicolo, preferirei verificare il mio grado di niubbiaggine attraverso un confronto indiretto: se avete qualche ghost salvato sulla memory card da passare, non esitate ad emailizzarmelo ^^
RispondiEliminaRidge Racer non è esattamente il genere di gioco che mi titilla l'agonismo. Il ping pong invece sì.
RispondiEliminaQuando vuoi max, quando vuoi XD
Avresti ancora troppo vantaggio: la scena della tipa che mi abbandonò nel dopo gara è troppo viva e non riuscirei a fare a meno di rivivere il trauma dell'associazione racchetta -> due di picche (e due di picche con racchetta, infatti cerco sempre di liberarmene gettandola via e a pinella mi kikkano fuori tutte le volte che tento di parteciparvi)
RispondiEliminaComunque nel caso solo in doppio (così avrei il 50% di possibilità di non sbagliare e di trovare un capro espiatorio per gli altri 50 :O
Vagonata di corbellerie a parte, lo terrò davvero presente: anche calcio balilla o morra cinese dove qualcosa dovrei ancora riuscire a farla... credo (prudenza, prudenza ruleZ xD)
Certo Maxlì che tra spedizioni speleologiche e duelli in punta di racchetta hai avuto proprio una vita spericolata XD
RispondiEliminaRidge Racer ai tempi anch'io lo snobbai perchè prima di prendere la patente nutrivo poco interesse per i racing game in genere, se si esclude wipeout; tuttavia, anch'io sull'onda dello speciale di Edge, ho recuperato Rage Racer sull'onda di una reminiscenza generatasi nei miei pomeriggi passati a casa di amici.
Beh ho scoperto che a) Rage Racer non è il titolo che ricordavo, probabilmente il mio amico aveva Type 4 b) il modello di guida è davvero troppo old school e arbitrario per piacermi. Sempre Edge diceva che gli ultimi capitoli l'hanno addolcito di molto, ma a questo punto si va a scontrare col dio della derapata controllata che è Outrun 2006...
Di converso, posso dire che mi stupisco come certi titoli psx reggano al passare del tempo meglio di qualsiasi titolo ps2, e che l'emulazione su psp è una figata - almeno quando funziona.
Asd, più che altro una vita da mediano sempre in bilico fra istintintiva nerderia e doverosa machosità xD
RispondiEliminaPer RR old school ho preferito limitarmi al ricordo e alla teoria di qualche recensione. Ho cercato di convincermi che tutto ciò che ho trovato di buono in quella da me provata, fosse presente anche nelle vecchie versioni: almeno il concetto base un po' come per l'outrun che hai citato.
Quella PSP l'ho segnata quando me l'hai consigliata. Non ho ancora avuto l'occasione di giocarci con passione, ma se la voglia di andar di traverso reggerà, sarà sicuramente il mio prossimo titolo. E il bello è che non dovrà neanche superare il pregiudizio negativo incontrato con RR, insomma sembra un successo garantito ^^
Capita di trovarsi a rivalutare un'intera serie per via di un episodio particolarmente apprezzato. Ma qualora questo esalti le potenzialità di una buona idea di fondo (in questo caso la guida arcade), non necessariamente rende i precedenti migliori, anche se certo aiuta ad apprezzarli per quel che hanno rappresentato.
RispondiEliminaIo comunque di Ridge Racer amo soprattutto le calcomanie namcomuseose sulle vetture. cosa c'è di più bello che veder scritto Solvalou sul proprio bolide? XD
Sono talmente sfiziose che non sarebbe male immaginare di vincerle realmente invece di accumularle solo a livello digitale. Dei modellini in scala resi disponibili in esclusiva per coloro che arrivassero a tagliare determinati traguardi: in pratica ottenute tramite un codice e naturalmente dei crediti (euri reali) a compensarne il costo.
RispondiEliminaA pensarci potrebbe essere anche un nuovo modo per concepire le limited edition dei giochi: non più acquistate già preconfezionate e da chi ha più soldi da spendere per i videogiochi, ma attraverso un sistema meritocratico che le renderebbe realmente "limited" perché sarebbero il risultato di un approccio al videogioco del tutto personale.