Descrivere un gioco che si è particolarmente apprezzato è più difficile che farlo di una brutta esperienza. La tentazione è quella di lasciarsi andare all’ammirazione sconfinata perdendo di vista la reale consistenza del prodotto, di promuovere lodi che per una serie di motivi possono avere origine da motivazioni del tutto personali. Con ben in mente questo rischio propongo la mia opinione su Enslaved: odyssey to the west, un gioco che getta le basi per quello che considero un genere importantissimo del videoludimondo, le avventure digitali moderne che suddividono il giusto quantitativo di partecipazione fra contemplazione e azione.
Si può imitare God of War senza per forza riportare pedissequamente ogni elemento. Si può raccontare una storia pur mantenendo viva e soprattutto attiva l’azione del giocatore. Si possono inserire personaggi artificiali credibili pur offrendoli con la tipica leggerezza dei prodotti videoludici. Enslaved riesce in gran parte a soddisfare tutte queste prerogative. La storia che racconta è quella di una lunga fuga, per esigenze di gameplay suddivisa in aree. Ogni sezione ha un ingresso e un’uscita da raggiungere; nel mezzo ostacoli architettonici da utilizzare per sopravvivere o da superare per abbattere i nemici. Questi, grazie a Dio, non sono un’orda indemoniata che basa la sua esistenza sulla quantità, piuttosto sulla qualità delle singole presenze, ognuna piazzata a modo e con in mente un preciso scopo. Escludendo episodi particolari ogni zona non conta più di sei robot, addirittura massimo due come nel caso di torrette fastidiose. Il risultato è coinvolgente al pari di situazioni ben più affollate. Sulla qualità tecnica dello svolgimento lascio parlare chi ha maggior dimestichezza sull’argomento; quel che mi preme sottolineare è come questa sorta di limite contribuisca in maniera forte a mantenere alto il coinvolgimento, perché la situazione diventa accettabile, acquisisce senso, resta credibile. Aver dovuto affrontare migliaia di bot avrebbe significato offrire il fianco al becero mazzamazza, ottimo in moltissime situazioni, ma non per forza unico elemento in grado di tenere in piedi un gioco action.
Volendo spendere due parole sul particolare dei combattimenti, c’è da sottolineare come nonostante le diverse mosse disponibili in genere tutto si risolve attraverso una selva di colpi portati a segno ripetutamente: infatti qualsiasi altro comportamento mirato allo studio dell’avversario non fa altro che lasciare lo spazio alla sua reazione isterica e relativa distruzione del vostro avatar. Detta semplice, conta più il tempismo della tecnica in se. Mazzolate a ripetizione e amen.
Una nota particolare per il lag – leggero ritardo nell’esecuzione delle mosse - durante le azioni "su binario" del protagonista, ad esempio un’arrampicata (segnalato anche da xPeter in OT). La presenza di questo che può essere considerato un problema, in qualche modo va a vantaggio del pathos, della tensione che si prova nei momenti in cui è richiesta una certa frenesia: proprio la "non scattevolezza" di Monkey crea una maggiore sensazione d’urgenza che ci spinge a pigiare con più partecipazione, a imprecare per la lentezza dell’azione, trattenere il respiro per poi rilasciarlo sollevati una volta raggiunto lo scopo.
La storia come accenato sopra racconta una fuga di coppia: un protagonista maschile interpretato dall'utente e una co-protagonista gestita dall'intelligenza artificiale. Di partner bot ne abbiamo tanti esempi. In genere svolgono la loro mansione di comprimari al pari di uno strumento di gioco, come un coltellino svizzero digitale. Difficilmente la loro presenza richiede una particolare partecipazione emotiva. In Enslaved si è cercato di cambiare direzione e per farlo si è partiti dalle fattezze dei bot. Espressioni credibili, doppiaggio ottimo (a parte qualche fuori sincrono nella versione italiana), gestualità, dialoghi sensati; un insieme che funge. Trip (la femmina finta che vi portate appresso) potete amarla oppure odiarla in base alle decisioni che prende; resta il fatto che suscita delle sensazioni e non parlo di scontate pulsioni sessuali, ma di mero amore/odio, ansia per le sue condizioni, istinto di protezione o desiderio di staccarle la testa. Un po’ quello che provereste per il co-protagonista della vostra fiction preferita, solo che qui gli siete di fianco, spesso addirittura sotto, comunque a contatto. Chiaramente non ci troviamo al cospetto di un coinvolgimento ineguagliabile (inserite i termini usati nel giusto contesto giocoso di cui parliamo), piuttosto un piccolo passo avanti considerando la piattezza di tutte le produzioni videoludiche che hanno tentato quella strada; a parte l’ICOna di Ueda, c’è ben poco altro da nominare da questo punto di vista.
Mettendo insieme i pezzi si può dire che ad oggi è uno dei giochi co-op con protagonista artificiale fra i migliori di sempre. Una storia gradevole, un divertimento generale che spinge ad andare avanti provando piacere nella partecipazione. Un vero e proprio prodotto videoludico d’intrattenimento, per certi versi leggero, per altri profondo considerando cosa ci offre attualmente il mercato videoludico in termini di coinvolgimento emotivo. Insomma un giro e una menzione d’onore per il tentativo gli merita senza alcun dubbio. Se sia il caso di dargli la precedenza su altre esperienze, dipende dalla propria indole e da ciò che si cerca in un videogioco. In Enslaved troverete una bella avventura, molto scriptata con dentro un quantitativo di partecipazione limitato in confronto ad altri prodotti, ma ugualmente soddisfacente. Esistono i giochi in cui fare, i giochi da guardare; Enslaved è un ottimo compromesso, una pietra miliare nella strada dell’intrattenimento digitale che ha il coraggio di proporsi come esperienza d'insieme ancor prima – o non solo – come strumento utile per testare l'abilità dell’utente.

Lo sto attraversando in modalità "Hard" trovandolo il giusto grado di difficoltà da utilizzare (quindi - probabilmente - ancora troppo facile per gli hardcore). L'ho messo in inglese perché ho leto che alcuni ritenevano le espressioni di Trip troppo esagitate. Non cambia molto, il doppiaggio italiano segue paro paro l'impronta sonora dell'originale. A dirla tutta preferisco le voci nostrane, soprattutto del protagonista.
RispondiEliminaPiccolo sfogo. Sono abituato a trovarmi disaccordo con la massa nella maggior parte dei casi. Ciò non toglie che dal mio punto di vista provi ugualmente del fastidio per il modo ingiusto in cui vengono trattate alcune situazioni, come nel caso di Enslaved da parte delle comunità italiana che seguo. Secondo le critiche mosse in proposito sembra quasi che un gioco per esser considerato buono debba prenderti a schiaffi, umiliarti, martellarti gli zebedei perché solo nella sofferenza si trova la via del piacere. I figli della croce dove videogioco è riconducibile al puro masochismo; se un prodotto si azzarda ad essere un pelo più gentile, non raggiunge lo scopo, va cassato (ed è pure comunista, perché "per tutti"). Capisco che i prodotti siano valutati in base al rapporto domanda (cosa si chiede) risposta (cosa si ottiene a livello personale), però un minimo di elasticità o semplice obiettività non sarebbe male.
RispondiEliminaQuando mi metto a canzonare qualche prodotto di solito lo faccio con ironia maldestra; se dovessi parlarne seriamente non troverei nessuna difficoltà a riconoscere la bontà di determinati schemi pur se a me avversi. Ci sono giochi tecnicamente ottimi che però non divertono manco per il piffero e bozze videoludiche che invece pur nella loro goffaggine intrattengono con piacere. Intrattengono e basta? Si tratta di un fatto così sbagliato da considerare un fallimento un prodotto che ci prova in quel determinato modo? Un errore cercare di utilizzare le bontà del digitale per far trascorrere delle ore nelle vesti di un avatar, a tutti e non solo ai "professionisti" del settore?
I prodotti dovrebbero essere giudicati come esperienza complessiva o perlomeno si può immaginare che ci sia questa possibilità, prenderla un minimo in considerazione.
Intanto ho chiuso con Enslaved; platino con un po' di sbattimento per la ricerca dei soliti affari sparsi nei livelli (a sto giro tecnoglobi), il resto liscio. Una bella esperienza che non rivoluziona il videoludimondo, non mi fa desiderare di avere tutti i videogiochi impostati in questo modo, ma con un suo preciso spazio, soprattutto degna d'esistere nonostante quanto riportato dalla "maggioranza" dei presunti appassionati.
E vabbe' lo sai com'e' quella gente li'... e' come xPeter xD Scherzi a parte, personalmente ho sempre dichiarato il mio amore per i giochi facili; quella gente li'la metti facilmente in castagna citandogli un Portal o Batman AA, due giochi "facili" ma che hanno fatto scuola. Ma davvero... why bother?
RispondiEliminaQui oggi il prezzo di Castlevania e' sceso a 25£. Potrei gia' comprarlo non fosse per Vanquish e Bayonetta appena arrivati, in particolare il secondo mi devo togliere un bel po' di ruggine di dosso xD (o venire a patti coi 30fps, e' quello che sto indagando). Vanquish e' proprio quel gioco li' da calci nelle gonadi, ma cribbio se e' bello. Di fatto ho ordinato la guida Future Press hard cover da 300 e passa pagine - sappiate tra l'altro che ste guide stanno diventando oggetti da collezione e raggiungono quotazioni belle alte, voleste fare un investimento xD
Infatti è quella la parte migliore: Enslaved e Vanquish possono coesistere nel panorama videogiocoso. Prendendola molto alla lontana è un Dragon's Lair moderno e se il re del QTE poteva convivere serenamente con la roba bella tosta di quel tempo, non vedo perché non possa accadere ancor oggi. Offre un sistema di partecipazione, basta esserne consapevoli e apprezzando o meno il sistema si è in grado di considerarlo accettabile e decidere di valutarlo in quel modo.
RispondiEliminaGli argomenti per ribattere li avrei oltre al suggerimento condivisibile che hai dato; il problema è che paradossalmente a parlarne bene rischio di fare il troll, quindi vado di rapido sfogo tawernicolo, la pressione si abbassa e torno a giocare ^^
Riguardo le guide qualche anno le avrei comprate ad occhi chiusi; oggi ho l'impressione che occorra valutarle caso per caso. Ad esempio quella di Dragon Age, da quanto letto in giro, non è stata riportata in modo decente. L'avrei presa al volo, ma è bastato leggere delle perplessità sulla qualità generale e ho evitato. Info smozzicate per info smozzicate vado di web :sìsì:
Ma è più masochistico dedicarsi ad esperienze con un tasso di sfida ed un costrutto ludico non trascurabili... o continuare a frequentare ex-GR? :D
RispondiEliminalol xPeter in effetti non hai tutti i torti. Bisogna dire che anche in quel forum dove in assenza di noscript si passa più tempo a chiudere le finestre di pop-up che a leggere, ho visto che hai il tuo bel da fare per difendere le opere degne di sfida ^^ Sempre in modo ineccepibile. Però che fatica e che pazienza. Ti stimo.
RispondiEliminaSperavo che nel DLC fosse consentito di prendere il controllo della tipa, invece si userà un orribile cicciazzo, Pigsy. Too bad! :D
RispondiEliminaGià un DLC? Caspita, questa notizia l'ho mancata. Per la scelta il cruccio risiede più che altro nella mancata rivalsa, anzi chiamiamola come si deve, mancata vendetta. Avrei voluto l'occasione di piazzarle un bel collare esplosivo come ha fatto con il protagonista e farla sgambettare a destra e a manca con la stessa autorità, mancanza di tatto, arroganza rosa... insomma come avrebbe fatto una vera e propria simulazione di femmina umana stronza (... che non sono assolutamente tutte così, ma ci sono, esistono, esse vivono tra noi :sìsì:) Meh, non c'è giustizia neanche nei videogiochi ^^'
RispondiEliminaHo visto che mi hanno abbassato la % dei trofei inserendo quelli relativi al DLC dell'amante dei suini. Un sistema pessimo che continua a castrare gli entusiasmi di chi raggiunge certi traguardi, tristezza e blabla. Ok, mi lagno e vado oltre. Però ora il DLC 'ndo sta? Nel PSN non l'ho trovato e se l'avessi visto nell'elenco degli aggiornamenti me lo ricorderei. Buh, punito senza neanche possibilità di rifarmi ?_?
RispondiEliminaIeri ho fatto il primo (in pratica la demo) e parte del secondo capitolo; ho ricavato l'impressione che molto (del mordente?) possa girare intorno al porsi il problema di raccattare le palle rosse distribuite in giro, e per il resto sarà più che altro una questione di piacevole "attraversamento".
RispondiEliminaHo cominciato ad hard, però mi pare che così i nemici possano risultare inutilmente più duri da smaltire, senza che ludicamente si guadagni qualcosa.
Sì, forse hai ragione. La sensazione che l'hard sia il grado di difficoltà "normal" si ricava al secondo giro, però è falsata in quanto in quel caso è tutto ormai acquisito. Ci sono dei punti leggermente rognosi affrontati la prima volta a difficoltà scocciante, se puoi cambiare al volo (non ricordo), mi sa che ti conviene abbassarla. Al massimo dopo aver visitato la vicenda, puoi metterla alta in determinati punti scegliendo i livelli singolarmente. La tizia come ti pare? Va beh forse è presto.
RispondiEliminaPer ora ho capito che la tizia in fondo ha messo il collare al tizio per comprensibili ragioni di sopravvivenza; certo, poteva chiederglielo l'aiuto azichè estorcerglielo a tradimento, ma chi le assicurava che per tutta risposta l'energumeno sconosciuto non l'avrebbe violentata e uccisa?
RispondiEliminaMa anche la migliore delle ipotesi di rifiuto, l'abbandono, sarebbe stato per lei morte certa di fronte alle insidie che la aspettavano.
Finito. In pratica la premessa narrativa è l'unica cosa interessante. Poi Trip diventa per larghissima parte la solita referente asettica da videogioco, "va lì, va là, aziona quella leva su in alto" e viene introdotto il pessimo personaggio porcello. La conclusione poi è un plagio quasi imbarazzante di un certo film :D
RispondiEliminaLa parte salterina è ludicamente del tutto insignificate ed il combattimento ha la sua fisicità ma si basa su quattro mosse (di cui due inutili) ad oltranza.
Non so come, ma il pacchetto nell'insieme risulta migliore delle singole parti, il "tour guidato" attraverso le scenografie rimane piacevole.
Come dici, Trip ai fini ludici è superficiale in confronto alla premessa(promessa) iniziale, però è anche fondamentale perché l’impianto senza di lei non fungerebbe (è proprio un gioco co-op, player/bot). Mentre come co-protagonista di una storia, la caratterizzazione vira da quasi stronza prima a stronza tiranna irrecuperabile poi.
RispondiEliminaIl finale è plagio con l’unica differenza che in questo caso la scelta da appoggiarlo moralmente si poteva percepire come opposta o perlomeno con meno certezze rispetto alla fonte d’ispirazione. Diciamo che noi “stavamo videogiocando” e che Trip è come se avesse tentato in modo violento d’impedircelo. Un comportamento che ricorda stereotipi femminili così credibili che non è improbabile per un maschietto trovarsi ad inveire contro lo schermo in quelle determinate fasi. Senza contare che a metà avventura si comporta esattamente come gli aguzzini da cui fuggivano. È un personaggio femminile con più carattere di tanti altri, però fornito grazie ai peggiori aspetti della sua condizione (circonvenzione di uomo imbelle preda dell’ormone, isteria gratuita, tirannia, prevaricazione, egocentrismo smisurato).
Nel complesso Enslaved è particolare: superiore ai laser game per quantità d’intervento dell’utente, più riuscito nell’azione dei malsani “film interattivi”, meno impegnativo della maggior parte dei gameplay action attualmente in circolazione. Una via di mezzo o un mix che può ritagliarsi un suo preciso spazio nell’intrattenimento videogiocoso, quello del video interattivo leggero alla portata di tutti pur restando gioco dentro.
Mah, guarda che la collaborazione "effettiva" è veramente poca o nulla. Trip è del tutto fuori dall'azione, praticamente è un "trigger" di eventi scriptati relativi allo scenario.
RispondiEliminaMi chiedo se la mia professoressa lo giocasse per intero e scoprisse questo carattere di stronza stellare della protagonista rivedrebbe le sue accuse di sessismo per il gioco xD
RispondiElimina@xpeter non potrebbe essere interpretata da un secondo giocatore come accade con Sheva in RE5, però quest’ultima è completamente ininfluente come co-protagonista bot. Voglio dire in RE5 si poteva fare a meno del secondo PG, bastava fornire più potenza di fuoco al principale protagonista e a parte frivolezze come le porte sbarrate finiva lì, mentre il bot “Trip” fa proprio parte del sistema: devi salvarla, tenerla al sicuro, usare o farti usare per proseguire. Enslaved senza di lei non esisterebbe. In quanto bot è chiaro che la sua funzione a livello di gameplay attivo sia più limitata, ma è l’importanza nel contesto che la rende meno asettica di come l’hai percepita (secondo me medesimo).
RispondiElimina@Koji dipende qual è per lei il livello di zerbinismo che un uomo deve raggiungere per non essere additato come maschilista xD
Per bot si intende una IA che cerca di simulare il comportamento umano, quando un umano non è disponibile; è un surrogato del "vero" multiplayer. Non è certo questo il caso.
RispondiEliminaTrip è una sorta di "personalizzazione" di tipici artifici di design; ad esempio, è lei che da remoto disattiva le fiamme che bloccano il passaggio per la stanza seguente dopo che hai finito di uccidere i mostri.
Ma questa non è cooperazione fattuale :D
C’ho pensato un po’, ma la precisazione non mi convince del tutto. Ha senso, però se ti dessi ragione tutto il discorso che ho fatto nel post sulla "collaborazione" e il gioco co-op con l’IA, perderebbe senso. Intendiamoci, niente di male, se fosse si tratterebbe di una mia cattiva interpretazione di un sistema gioco e amen. Il fatto è che rimango convinto di quanto ho scritto, non altro perché se fosse coem la metti tu è come se mi dicessi che ti sei fatto tutto il gioco "da solo" e che appunto Trip potrebbe non esserci.
RispondiEliminaLa differenza fra un gameplay con finto accompagnatore finto partecipe e finto accompagnatore finto passivo, si nota nel contenuto aggiuntivo dedicato a Pigsy. Lì il coso puccioso che si porta appresso è partecipe della storia, ma non dell’azione. Quando l’ho giocato ho pensato che si trattasse della prima stesura riguardo il progetto di gameplay; successivamente, per rendere meglio il senso di collaborazione, per innescare il meccanismo empatico legato al PG che ti porti appresso, si è scelta la formula che hai trovato nel gioco completo.
Comunque ti ho emailizzato, se hai l’occasione e ti va di provarlo fammi sapere se noti questa differenza.
Trip è un PNG. Onnipresente, integrato, ma PNG.
RispondiEliminaC'è una sezione in cui devi proteggerla con la torretta dai mech che la vogliono uccidere?
Ok, ma allora anche nel capitolo di Vanquish in cui devi proteggere il convoglio dai mech fino alla fine del tunnel stai... "cooperando con un bot"?
Un anonimo cingolato corazzato trasmette meno empatia di una ragazzina in pericolo, ma noi parliamo di gameplay, non di scelte di regia.
L'accompagnatore che ti parla, aziona una leva e ti butta giù la scala dopo che gli hai fatto la staffetta c'era uguale in Unchy2.
Le tue sensazioni riguardo Enslaved mi sembra derivino dall'essere "cascato" negli artifici di regia e caratterizzazione in cui gli sviluppatori confidavano tanto da dedicarci un intero gioco.
Dividersi i nemici, coprirsi le spalle, cedersi armi e munizioni, curarsi a vicenda e sfruttare le posizioni offerte dal design della mappa, il tutto con una certa discrezionalità d'azione; quella è cooperazione propriamente detta (mediocre con il bot della CPU, ottima con un amico in carne ed ossa) in RE5.
In Enslaved fai tutto da solo entro procedure strettamente guidate, a pensarci bene :D
Se parliamo invece di suggestioni simbiotiche, prima di pensare ad Enslaved penso piuttosto ad ICO o a Pikmin.
Più che essermi sbagliato su ciò che ho visto, l’errore è stato tentare di farlo passare per "realtà". Nella premessa del post già mostravo prudenza riguardo la lucidità dell’analisi, quindi diciamo che me lo sentivo che l'abbaglio era in agguato.
RispondiEliminaInsomma Peter hai ragione. Come accennato prima, a questo punto i pensierini del post perdono completamente senso o il minimo di oggettività che dovrebbe avere una discussione del genere; anche perché il discorso poggia tutto sulla co-op.
Diciamo che ci sono cascato e che ho persino goduto dell’inganno, perché sono tuttora convinto di aver attraversato il gioco insieme a un bot femmina con cui ho collaborato; un bot per te (e tutti immagino) non senziente e non giocante, per me un compagno interattivo che mi ha fatto gioire (poco) e incazzare (molto) con le "sue scelte". Scriptate? Ovviamente sì, ma non per questo percepite come prive di volontà (attiva e diretta). Visioni di un tawernicolo viaggiatore, volendo si può mettere anche in questo modo.