“Laddove negli FPS i conflitti a fuoco si consumavano fra salti sovraumani, repentini strafe laterali e head-shot esplosi da sotto l’ascella, in Killzone (1) la più ardita acrobazia è camminare e sparare contemporaneamente. In effetti, prima ancora di uno sparattutto, KZ è un esercizio di repressione dell’istinto” [rivista Videogiochi #010]
Il discorso vale anche per il secondo capitolo – Killzone 2 – e per la parte online che lo riguarda. Se come il sottoscritto c’è chi interpreta questo ‘nuovo corso’ degli FPS alla lettera immaginando un conflitto costruito sull’azione ragionata (scovi il cecchino e cerchi di aggirarlo per prenderlo alle spalle), sulla cavalleria e l’onore dei combattenti, c’è chi invece insiste con il vecchio metodo della folle corsa verso il martirio, mandando a monte la stessa natura di un prodotto che a suo modo ha cercato di scrivere nuove regole. Lo scempio è simile a quello che si avrebbe di fronte all’invenzione del basket interpretato dagli astanti come un giuoco calcio qualsiasi e quindi con i protagonisti intenti a maltrattare ottusamente il pallone cercando di mandarlo a canestro con i piedi.
Si tratta principalmente di una questione di ‘ruoli’, presenti e da interpretare anche quando il titolo in questione non ha la dicitura ‘GDR’. Nel momento in cui entri in una partita e trovi compagni/antagonisti che hanno deciso di seguire le tue stesse regole (le regole del gioco), KZ2 diventa un piacere anche se il tuo contributo da novizio non incidesse sul risultato finale. Qualcosa di simile – e al limite – potrebbe avvenire anche partecipando consapevolmente ad un massacro forsennato, ma nel caso solo ed esclusivamente in seguito a una decisione consapevole e accettata da tutti i partecipanti e cioè quella di violare le regole del gioco (o seguirle se si partecipa all'escusiva modalità denominata appunto massacro). Il problema nasce quando i due sistemi si scontrano perché si cade vittima del mal gioco altrui o, peggio, si decide di cedervi andando contro i propri ‘principi ludici’ con la conseguenza di inscenare uno spettacolo pietoso.
KZ2 online è pregevole solo di fronte ad un’interpretazione corale. In caso contrario si deve cedere al compromesso sfidando la fortuna, il server, l’orario, il periodo dell’anno in cui trovare la propria dimensione (es. con i bimbiminkia impegnati sui banchi di scuola). Se tutto va per il verso giusto, ci si può crogiolare nella soddisfazione di un progresso tangibile, di episodi memorabili vissuti nei singoli scontri o attraverso conflitti di massa in squadre che condividono lo stesso obiettivo (giocare al servizio della propria fazione). In caso contrario è bene procurarsi una buona scorta di antiacidi e purganti di vario genere, perché la melma da mandar giù ed espellere è davvero notevole. Un peccato perché il campo di gioco offerto dai Guerrilla è straordinario: un FPS capace di piacere a molti, persino a coloro che non trovano del tutto consona la modalità di fuoco vissuta in soggettiva. Costoro potrebbero addirittura sacrificarsi decidendo d'imparare astrusi meccanismi motori e nuove regole d'ingaggio, pur consapevoli del rischio concreto di ritrovarsi in un ambiente che le ignora.
NOTA VIDEO
Il contributo linkato in testa al post è auto prodotto. Potrebbe trattarsi del primo di una lunga serie di video ‘fatti in casa’ e non più pescati da chi li ha già filmati per noi. Oppure solo un appunto per ricordare – una volta presa la decisione di continuare l’avventura online dentro KZ2 – quanto era (o è rimasto) novellino colui che scrive.... oltre che protagonista dello 'spettacolo pietoso' a cui si accennava qualche riga sopra ^^’
P.S. dopo un paio di minuti l’audio si spegne; purtroppo me ne sono accordo solo dopo un’ora di upload e quando ormai ero lontano da un PC che mi permettesse di rimetterci le mani sopra. La prossima volta andrà meglio, si spera (sia per la prossima e per il meglio ^^’)
Altri link
- [Hands On] Killzone 2 [xPeter]
- [Hands On] Killzone 2 [maxlee]
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