Un rompicapo con contorno di visual novel o un'avventura interattiva con elementi puzzle di supporto? Personalmente mi butto sulla definizione "rompicapo con storia a contorno". La scelta condiziona la percezione finale perché inquadra il prodotto in contesti diversi, soprattutto legati alla questione "difficoltà". Il discorso è simile a quello di scegliere un ristorante "dove si mangia" per vivere un'esperienza gastronomica (avventura) e una volta a tavola ritrovarsi di fronte le cibarie chiuse dentro cassette di sicurezza che per essere aperte richiedono di risolvere di volta in volta una faccia del Cubo di Rubik; è normale che alla fine il giudizio sulla serata sarebbe del genere "si mangia bene, quando si riesce a mangiare, però è difficile nutrirsi in quel modo, troppo sbattimento". Diverso se si scegliesse di trascorrere la serata alla Fiera di Rubik dove, di volta in volta dopo aver reso uniforme ogni faccia del cubo assegnato, si ricevesse una pietanza da gustare tra un esercizio e l'altro.
In sostanza Catherine appartiene al genere conosciuto come rompicaco / puzzle game, c'è poco da girarci intorno. Chi pensa di approcciarlo in modo diverso va incontro all'equivoco della similitudine riportata precedentemente, ossia va in bianco. Proprio per questo non mi sembra corretto parlare di "difficoltà" in termini generali. Direste che Tetris, Lemmings, Lumines, Puzzle Bubble, Kurushi (per assonanza e grado di prestazione richiesto) sono giochi "difficili"? Avrebbe senso? No. Si avanza, si tentano di scardinare gli schemi e il fatto di riuscire ad arrivare solo a un tot del percorso, perdere e ripartire, è la norma. Riuscire ad arrivare allo schema successivo, imparare attraverso una lunga serie di prove il modo migliore per piegarlo al proprio volere e per farlo conoscere bene gli elementi a disposizione; insomma, trovare il percorso più breve grazie al guadagno d'esperienza e velocità d'esecuzione. Sono tutte cose che fanno parte del gioco, di quel genere di gioco o si accettano o si evita quella tipologia di prodotto.
Non è un rompicapo perfetto, però ha dalla sua delle carte niente male. Di contro, volendo, possiamo accennare alla cattiva implementazione dei comandi che potrebbe frenarne l'esecuzione, soprattutto perché richiede celerità. Ci può stare, ma occorre specificare la condizione in cui si opera: si tratta di un genere con meccaniche inusuali, quindi parte dell'eventuale problema potrebbe essere imputabile alla poca affinità alla base del giocatore comune. Si trattasse di un simil-FPS, l'abilità manuale acquista attraverso l'uso di decine di titoli simili avrebbe ridimensionato la percezione negativa. In effetti, almeno inizialmente e in determinati frangenti, si soffre una certa, eccessiva, sensibilità dei tasti direzionali, s'incappa nell'errore quasi involontario; considerando che con lo stesso movimento si può scavalcare la piattaforma o muoverla pigiando un tasto una frazione di secondo prima (spingere o tirare), risulta chiaro che sia un filo macchinoso, ma niente che un po' d'allenamento mirato alla tara dei "tocchi" non possa risolvere. Poteva essere migliore? Assolutamente sì. Però, ecco, non si tratta di un sistema "rotto", solo una raffinatezza mancata che non mina la giocata in se. Anche vero che può intaccare la pazienza di molti, ma questo rientra nel discorso che si faceva all'inizio sull'approccio e indoli personali. Un sistema spigoloso, ma se si sceglie di giocare con un cubo, la quantità d'angoli non può essere inferiore a quella presente in un solido del genere.
Riguardo gli elementi della storia, ogni dettaglio rischia di essere un rovinoso spoiler quindi mi limiterò all'essenziale; per grandi linee la vicenda che fa da collante alle fasi puzzle è risaputa. Si tratta di un conflitto interiore legato a una scelta di vita, fondamentalmente quella di saldare il rapporto all'interno di una coppia tradizionale o distruggerlo spostando il proprio interesse verso una forma più libertina. L'idea è ottima però non funziona del tutto a causa di problemi oggettivi. Se da una parte il rapporto con la ragazza "appena conosciuta" a livello di percezione e relativa immedesimazione ha senso e possiamo affrontare la situazione col giusto grado d'empatia, nel rapporto con la fidanzatina d'infanzia è tutto molto più complicato. Noi, in veste di utenti al primo approccio, non la conosciamo, non "l'amiamo da tempo", di conseguenza, considerando anche la forte caratterizzazione che lascia poco spazio all'inserimento di un tassello della nostra vita vera-vera, troviamo meno sintonia di quanta ne servirebbe. Forse manca quel lungo prologo con fidanzamento che avrebbe permesso di provare sensazioni vicine a quelle suggerite, come un senso di colpa, di appartenenza, e così via. Il sistema è sbilanciato verso la scappatella occasionale, una lotta quasi impari tra le due situazioni. Ciò non toglie che a prescindere dal rapporto che s'incoraggia, l'offerta è piacevole da seguire e interessante da accompagnare.
Anche riguardo le risposte alle domande "psicologiche" che in qualche modo dovrebbero dipingere un quadro della situazione del maschio videogiocatore (giocando online si partecipa alla raccolta d'informazioni per stilare una statistica sulle scelte attuate dal mondo tutto), c'è un po' d'approssimazione. Sono troppo vaghe, decontestualizzate. Cosa ne pensi del matrimonio? Oddio, è un argomento vastissimo, ci sono tantissime variabili, ridurre tutto a brutto / bello sminuisce chi pone la domanda e chi è costretto a rispondervi in quei termini.
Sicuramente Catherine merita una lode per aver provato a racchiudere tanta complessità umana in un videogioco, però da potenziale mega-esperienza virtuale interattiva sulla vita di coppia, si finisce per percepirlo come il giochino dei test a risposta multipla presenti nei settimanali rosa, magari da completare pigramente in qualche asettica sala d'attesa.
In finale, attualmente, ho trovato dentro grandi idee non del tutto concretizzate nei fatti, anche se le porzioni meglio riuscite sono piacevoli da giocare. Come può essere piacevole il meccanismo legato ai rompicapi, chiaramente solo se è un genere d'intrattenimento che interessa. Un prodotto acerbo, per certi versi ingenuo, solo perché non c'è una cultura a riguardo, cioè non c'è dietro un insieme d'esperienze simili in grado di offrire le basi per quelle limature di cui sicuramente avrebbe avuto bisogno, soprattutto per ambire a qualcosa di più della coccarda riservata ai giochi semi-ibridi e bizzarri. Anche vero che la sua singolarità gli ha permesso di ottenere una maggiore attenzione di quanto, probabilmente, sarebbe stato altrimenti. Nel complesso si tratta di un bell'esperimento; in quanto tale quando l'approccerete siate consapevoli del vostro ruolo di cavie, sia per quanto riguarda le meccaniche da svolgere pad in mano, sia quelle "interiori" derivate dalle emozioni attraverso percezioni empatiche. In sostanza non per tutti. Il problema è che riconoscere o meno l'appartenenza al gruppo di estimatori si ricava solo dopo aver giocato.

Ho buttato giù la prima impressione, a momenti più lunga del gioco xD
RispondiElimina@Vic dimmi se ci ti trovi. Comunque aspetto anche la tua nello stesso post o dove vuoi :sìsì:
maledetto, volevo aprirlo io il thread, poi quando ho letto che avevi preso il gioco anche te ho detto "sta a vedere che me lo frega" ed ecco qua la solita colata di assonanze ludico/culinarie XD
RispondiEliminadevo dire che in generale il tuo resoconto lo trovo molto calzante; sono forse un pelo più negativo sulle meccaniche perchè l'abbinare la risoluzione di puzzle con la caratteristica di giocare "a tempo" vuol dire far convivere forzatamente due approcci che non sono solo distanti ma proprio completamente antitetici, però in generale il bilnacio rimane comunque positivo, come già espresso in altra sede; è curioso notare come le meccaniche di gioco rendano forse di più nel minigioco "Rapunzel", dove il gameplay è il medesimo del gioco principale ma senza i power-up e, appunto, il tempo.
personalmente ho apprezzato anche il fatto che al centro della storia, insieme al triangolo amoroso, ci fosse comunque la condizione di un trentenne poco incline a prendersi le proprie responsabilità che giocoforza si trova costretto a maturare. Per una volta forse si può parlare di gioco "per adulti" nel senso più raginato del termine.
Perdono, a volte sono davvero un rompicoglioni con sta cosa che apro post degli altri, è che mi scappano, non lo faccio apposta, giuro ^^' Fosse per me il sistema post ideale sarebbe un box generale "senza autore" con in testa due informazioni di circostanza e tutto il corpo diviso di default in spazi tawernicoli già intestati da riempire ognuno con le proprie. Purtroppo il sistema blogger è così.
RispondiEliminaRiguardo le tue osservazioni: il problema del tempo limitato c'è a livello pratico per una realizzazione non perfetta, ma a livello teorico ci sta. Secondo me nella fantasia degli autori dovrebbe spingere, costringere a ricercare e compiere la corsa perfetta, a scovare il percorso ideale che di solito è solo uno. Il problema appunto è che spesso non c'è il tempo materiale per imparare, insomma non funziona benissimo, alla fine devo ammetterlo e bon. Nei primi due giorni mi sono impegnato per prendere l'oro a normal, è stato bello, frustrante, ma toccare la cima con un perfect mi ha ricordato soddisfazioni dimenticate da tempo. Al quinto però mi sono arreso e ho tirato giù la difficoltà perché in due ore non sono riuscito ad arrivare neanche al checkpoint. Se avessero mantenuto il sistema - velocità - dei primi, avrebbero ottenuto un ottimo risultato. Anche perché, paradossalmente, com'è impostato il gioco non c'è neanche bisogno di "correre". Puoi dedicarti a un giorno nel gioco, al giorno reale (meglio notte); in quel modo ti concentri nel cercare di superare gli ostacoli imparando solo quella piccola parte. Certo se poi scazzano e la mettono oltre l'umana capacità, diciamo la decenza di un gioco difficile ma possibile, allora nulla, come accennato si deve parlare di difetto e amen.
"gioco per adulti" è una giusta osservazione, anche perché ai bimbi attirati dal reggiseno in copertina, tutte le problematica del legarsi sfuggono e non poco. La storia è ben realizzata, ogni volta che ti sembra di aver deciso da che parte andare, c'è sempre un qualcosa che t'invita a rivedere la questione. Profondo da quel punto di vista, quasi troppo da adulti, insomma quasi troppo vero ^^' Oltre a tutta la questione "incubi" e bivi figurata in teoria, materiale nelle fasi puzzle. Se solo non avessero esagerato, mannaggia, dispiace assai.
beh, nessuno vieta che si aprano due post sullo stesso argomento :0
RispondiEliminaera solo per evitare la solita prosopopea culinaria di max (ma gli vogliamo bene lo stesso :*)
RispondiEliminaritornando invece sul discorso delle tematiche indubbiamente ho apprezzato il fatto che la trama rimane viva fino alla fine, con continui colpi di scena, praticamente a ogni giorno succede semper qualcosa, e questo peraltro senza andare a toccare i personaggi secondari che aggiungono comunque carne al fuoco.
dal punto di vista delle meccaniche invece anche secondo me il tempo limite può avere anche un certo senso nell'ottica del gioco ma è un sistema che rimane troppo punitivo, soprattutto quando si alza il livello di difficoltà;
alla fine come dicevo una buona alternativa la propone il minigioco Rapunzel, dove il gioco non ha tempo ma mette a disposizione un numero di mosse limitato rendendo il gioco molto più "puzzle" di quanto non lo sia originariamente. Di fatto è l'antitesi della modalità principale.
Su Rapunzel, come l’ho letto ti ho dato ragione, poi ho notato che forse c'era un intopppo. In un percorso breve come il coin-op il numero di mosse limitate funge, in quello lunghissimo del gioco credo avrebbe creato non meno problemi perché non riesci a pianificare tutte le mosse non potendo avere il quadro complessivo della situazione. Non sarebbe stato male, però è un sistema che andava rivisto completamente per fungere così. Comunque su Rapunzel paradossalmente non riesco ad andare oltre il quarto livello ^^' sarà per via di quei soli tre tentativi al giorno. Stanotte mi ci ributto :sìsì:
RispondiEliminabeh, ovviamente con la meccanica di Rapunzel i livelli andrebbero ripensati, non si può riproporre tutto uguale con una meccanica comunque diversa.
RispondiEliminae sì, con Rapunzel faccio una fatica boia pure io. La cosa assurda è che ha tipo 64 livelli e va finito due volte perchè dalla prima alla seconda volta ci sono pure dei cambiamenti XD
Finito poco fa. Non c'è molto da aggiungere, anche a sto giro le prime impressioni non sono cambiate più di tanto. La storia tiene bene, ha senso, si segue con interesse. La parte puzzle (a easy) si ammorbidisce dopo il quinto atto, probabilmente perché a quel punto le meccaniche legate allo spostamento dei blocchi sono ormai acquisite. Anche la lunga parte finale è fattibile a parte qualche momento randomico che può far girare le cose meglio o peggio in base al momento.
RispondiEliminaBuona esperienza considerando che alla base c'è la sua unicità in confronto a ciò che si trova in giro oggi. Non penso di approfondire; la combo rompicapo - storia funziona, però ne una ne l'altra in questo momento mi sembra possano dare qualcosa di più con un ulteriore passaggio. Dovrebbe esserci qualche filmato finale leggermente diverso, ma al massimo "da youtube" perché le varianti in gioco, a differenza di robe come HRain non ci sono o sono legate a poche righe di testo. E poi la storia, la tua storia, è una, quella è, una volta vissuta, amen.
La parte puzzle potrebbe essere approfondita, ma anche lì si sfoga un po' tutto durante la partita; scegliere di soffrire per il solo gusto di farlo può interessare i super hardcore del sistema, i giocatori normali penso ne escano sazi.
Alla fine mi è piaciuto, oggettivamente è un buon prodotto, magari ecco, non è scattato l'ammore, giusto una cotta da soddisfare con una botta e via. Da toccare ad un prezzo adeguato alla propria percezione di rischio. Spigolos8
io al contrario ho intenzine di rigiocarmelo e provare a fare di meglio, qualche risultato l'ho già anche migliorato. In generale vorrei cercare anche di ottenere oltre ai finali anche la salvezza degli altri personaggi visto che di cinque ne ho salvato uno XD
RispondiEliminadifficilmente comunque andrò per gli obiettivi, sono veramente difficili e anche un pò lunghi. Probabilmente mi limiterò ai finali.
Probabilmente hai salvato quello che manca a me per la cinquina ^^ Alcuni obiettivi sono chiari solo sulla carta perché ad esempio non si capisce bene come influenzarli; a parte parlare con tutti, cosa che ho fatto oppure le info sulle bevande (mi sembra di aver bevuto tutto e sempre).
RispondiEliminaLe modalità extra legate al sistema puzzle sono carucce. Mi sembra che le competizioni siano possibili solo in modalità offline, in caso contrario avrei provato a scalare le torri in più d'uno.
Forse ci riproverò anch'io più avanti; per il momento devo smaltire dieci delle quattordici ore che ho passato a spostare cubi ^^ Non ho toccato altro intrattenimento dall'inizio alla fine; questo è un punto a favore che mi sono dimenticato di riportare.