[...]2. Requisiti I partecipanti devono : (1) alla data d'inizio del programma, avere un'età compresa tra i 15 ed i 18 anni e frequentare un istituto scolastico di istruzione secondaria superiore (sono esclusi gli studenti che frequentino l'ultimo anno nel periodo per il quale è prevista la permanenza in Giappone). [...]
Ulteriori dettagli nel Sito Ufficiale
Fonte, forum TGM
Credo non ci rientri nessun tavernicolo però mi è sembrata una segnalazione ugualmente interessante, se non altro per sognare o inveire contro una cicogna che ha consegnato il nostro fagotto con troppo anticipo. Come diceva qualcuno nel forum da cui ho appreso la notizia, se l'avessi letta da adolescente credo che - dopo essermi ripreso dal malore causato dall'eccessivo entusiasmo - avrei fatto qualsiasi cosa per essere selezionato.
In realtà programmi del genere sono abbastanza comuni, solo che è difficile scovarli e praticamente impossibile venirne a conoscenza attraverso i canali di informazione classici.
RispondiEliminaComunque quando ero adolescente io i giovani italiani erano ancora troppo mammoni per queste cose. Oggi invece sono troppo drogati.
Vero, però in tutte le generazioni c'è il gruppetto di giovini controcorrente, in questo caso meno mammoni e con la voglia di scappare oltre l'orizzonte. Dopo che a 11 anni mi spedirono a passare un'estate dalle tue parti, la fissa di andare oltre la soglia di casa ha condizionato molte delle scelte che ho fatto da lì in poi: se fossi venuto a conoscenza di una possibilità del genere a quindici anni, difficilmente sarei stato frenato dalla comodità del nido ^^ Un'eccezione al quadrato, anche perché al liceo non ricordo nessun altro oltre me amante del Giappone.
RispondiEliminaBeh comunque si può sempre andare, basta raccimolare i soldi del biglietto e quelli necessari a viverci il tempo che occorre per infrangere il sogno di una terra promessa.
Originalissimi, come mandare un un brasiliano al polo nel periodo del carnevale. Era una zona limitrofa (Carate), Milano stava ad una quarantina di chilometri se non ricordo male: in pratica impacchettato, piazzato sull'aereo con tanto di hostess babysiter a cui rivolgevo imbarazzanti esclamazioni del tipo "uh uh, da grande farò il pilota": poi non ho fatto il pilota però la fissa di "volar via" mi è rimasta (almeno per un bel po' di tempo).
RispondiEliminaPer Hetalia, se pensi come vengono considerati i giapponesi nelle nostre "opere" ci è andata pure bene (macchina fotografica al collo, sorriso ed esclamazioni ebeti alla cin cin pollolin).
Poi fra isolani, pur di continenti diversi, c'è sempre un rapporto di fratellanza al pari di quella fra commilitoni che hanno vissuto esperienze difficili, quindi potrei sempre far prevalere la discendenza "sarda" su quella italiana xD
A parte distinguo ironici, fra isolani ci sono davvero parecchie similitudini, almeno nel passato quando si trattava di vivere in comunità realmente chiuse e "isolate". Avevo letto qualcosa in proposito e dato l'argomento se lo ripesco riporto i punti principali.
No, scusa se devio come sempre il discorso, ma mi devi assolutamente raccontare tutta questa storia della vacanza a Carate Brianza, ameno buco di culo lombardo famoso nel mondo per la battuta "sì faccio sport, Karate... Brianza" XD
RispondiEliminaSu Hetaria pare sia qualcosa di più che qualche luogo comunque, ma comunque pare che ne usciamo come sempre da amabili mascalzoni.
Comunque hai voglia a lamentarti della Sardegna o del Giappone, pensa a chi vive a Capri...
In verità non fu niente di particolarmente eclatante; in pratica i miei avevano degli amici con figli della mia età che l'estate precedente erano venuti a trascorrere le vacanze a casa mia, siccome l'anno in questione non avrebbero chiuso il bar che gestivano, ebbero la brillante idea di ricambiare "il favore" ospitandomi. A parte l'eccitazione del viaggio, il resto è stata routine con me intento a spillarli quanti più gettoni possibili per i due cabinati arcade presenti nel locale (senza sapere che li avrebbero dovuti pagare visto che erano aggeggi a noleggio), mentre gli amicici d'infanzia si lagnavano perché non li seguivo nelle scorribande in bici sotto il sole cocente. Poi qualche festa notturna in campagna (mi pare fosse una pineta dove c'erano regolarmente delle manifestazioni canore) e qualche rapida sortita nella metropoli.
RispondiEliminaGli altri dettagli li utilizzerò come merce di scambio quando in privato mi racconterai il tuo passaggio nell'isola, così ci spariamo uno scambio culturale a 360 gradi e bon xD
P.S. Nonostante le apparenze più che un'isola "maggiore" è un arcipelago, con tante culture che hanno la stessa radice, ma si sono sviluppate in maniera leggermente diversa: in un certo senso i singoli e distinti ambienti spesso sono molto più piccoli di Capri e delle isolette nippo ^^
Ahaha, attento a chiedere troppo, ho ancora dei nemici a Cagliari che potrebbero poi venirti a cercare XD
RispondiEliminaCerto che la Sardegna per Carate Brianza non è proprio uno scambio equo. Ma poi com'è che ti lanciavi in esplorazioni speleologiche in patria e poi rifiutavi le gite in bici tra le colline brianzole?
Colpa dei videogiochi, l'illusione di avere dei cabinati a disposizione tutto il giorno (e non dalle 16 fino a dieci minuti dopo quando terminava la paghetta settimanale come accadeva in patria) faceva scomparire qualsiasi altra aspirazione... maledetti, chissà quante avventure brianzole (e non solo) mi hanno fatto perdere sti cazzo di giochini xD
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