venerdì 6 marzo 2009

Gitarella in montagna?


Forse chi frequenta il blog del Bittanti ne sarà già a conoscenza, ma mi permetto di segnalare questa mostra di game art: la cosa sorprendente è che si terrà sul territorio italiano, sebbene in un punto non precisato della Valle d'Aosta, a partire dal 22 maggio. Ci sta che io quest'estate possa farci un salto, se a qualcun'altro interessa... magari per i sardi può essere anche un'occasione per staccare un po' dal solito paesaggio marittimo XD

11 commenti:

  1. Peccato, a quelle temperature i sardi non sopravvivono.
    Spero che i Faith No More, che questa estate faranno una reunion passando pure per l'Italia, scelgano un latitudine compatibile con la biologia isolana XD

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  2. Asd, cuoto: specialmente per chi sta a menoduemetri sul livello del mare xD

    La mostra sembra interessantissima; mi chiedevo se servirà a risolvere definitivamente l'eterna questione del videogioco arte, argomento tanto caro al Bittanti da quel che si è letto di lui in questi anni.

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  3. mi chiedevo se servirà a risolvere definitivamente l'eterna questione del videogioco arte

    , nel senso che "arte" nell'accezione contemporanea del termine è qualsiasi cosa che l'artista (e la critica) decide che lo sia, ovvero può esserlo anche il videogioco fintanto che sia stato creato per essere un'opera d'arte. Non credo però che questa mostra basti a farlo capire ai bimbominkia che credono che l'opera d'arte sia FFVII o MGS. A noi tavernicoli evoluti comunque è chiaro che per questioni gnoseologiche un'opera d'arte in quanto tale non è un videogioco, anche nel caso della game art: sarebbe come dire che una scultura a forma di macchina è una macchina. Vero? XD
    Per inciso, la "game art" è una corrente artistica in cui si inseriscono opere più "classiche" (scultura, pittura) che fanno riferimento alla semantica dei videogiochi, fino a vere e proprie opere generative basate su delle righe di codice. Finora l'interattività in queste opere è assente, o nel migliore dei casi molto molto molto scarsa, diciamo allo stesso livello del Pachinko.


    Per la qestione del clima, sono sicuro che gli affabili negozianti aostani saranno felici di vendervi sovrapprezzo abbondante abbigliamento invernale antigelo XD "There is not such a thing as bad weather, just wrong equipment"

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  4. Ad ogni modo, mentre una scultura a forma di auto non può essere definita auto (non ti trasporta), una vera auto può essere posta dentro una teca di vetro e considerata opera d'arte, come dimostra la zuppa di Campbell. Di fatto però cessa di funzionare in quanto auto, e quindi il discorso torna.

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  5. In compenso, le cose si possono scombinare alla grandissima quando una riconosciuta opera d'arte viene usata per fare un videogioco... XD

    (edit: mi sono accorto un bel po' dopo che il link era sbagliato)

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  6. Accetto il "Ni", il fatto che la mostra avrà una chiave di lettura mirata, e perciò non cercherà – neanche indirettamente – di risolvere la questione. Però la questione (r)esiste ^^

    Un prodotto dichiaratamente indicato come un'opera d'arte e la scomparsa della sua funzione originale, non mi sembra una conseguenza così scontata, soprattutto con "mezzi" videoludici che per natura hanno un'indole basata proprio sul fuoriuscire dal contesto reale per osservare da un altro - nuovo, particolare, geniale, scrauso, bizzarro, inutile, ecc - punto di vista.

    [edit esempio forzato]un'auto utilizzata in un videogioco per gareggiare non smette di essere un'auto impegnata in una competizione, così come un videogioco prodotto artistico può non smettere la sua funzione di videogioco. A me sembrano sfumature più che posizioni chiare e imprescindibili.

    La definizione di "opera d'arte" può snaturare la funzione primaria del mezzo, tutto ciò che era in origine, in moltissimi casi (da quanto ho capito anche quelli che verranno esposti nella mostra in oggetto), però ripeto non mi sembra una conseguenza matematica.

    Il link mi pareva giusto ^^ il grado di ironia era lo stesso: anche il "palombaro" nasce, non direttamente, da un concetto d'arte, quella letteraria da cui prende spunto: poi il risultato è un mazzammazza che non ci appiccica niente. Solo che nel secondo caso che hai linkato le origini sono più famose.

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  7. L'immagine di Bioshock mancava della necessaria carica metareferenziale XD a meno che non si voglia andare lontano a prendere Atlas Shrugged, che però si può dire finisce dove Bioshock comincia, quindi niente big daddies. Piccolo OT: quella immagine è una delle 200 copertine che andranno in stampa per il numero 200 di Edge Magazine, e se non ricordo male ai tempi fu una copertina di Videogiochi, lol.

    Il punto non è la scomparsa della funzione, che formalmente c'è, è intrinseca all'oggetto: per riprendere l'esempio di The Gambler, se ritiro fuori la macchina dalla teca e ci metto della benzina ricomincerà a funzionare come macchina. Il fatto è che al giorno d'oggi proprio il concetto stesso di arte sta solo ed esclusivamente nella mente dell'artista. Già coi ready made di Dada si può dire che l'artista non aveva più un legame fisico con l'opera, non la costruisce, dacchè nelle opere in questione si limitava a mettere insieme pezzi prodotti da altri se non addirittura prodotti industriali (ovvero oggetti in cui l'abilità manuale dell'uomo è del tutto assente). Al giorno d'oggi capita che anche l'assemblaggio viene demandato ad altri.
    L'arte moderna non è più una riproduzione della natura, ma una manipolazione di simboli. Per definire l'arte tale quindi, è necessario che ci sia un cambiamento del significato, anche se il significante viene mantenuto perfettamente integro. Faccio un esempio per cercare di essere più chiaro: se un artista facesse chessò una ricostruzione di un piano delle Torri Gemelle nel momento dell'attacco terroristico, con dentro una TV su cui giocare Sonic The Hedgehog, il videogioco rimane sempre lo stesso ma il suo significato simbolico cambia completamente: e dato che questo significato fa parte della sua natura (a maggior ragione in un prodotto audiovisuale quale il videogioco) quello non è più Sonic The Hedgehog.
    Certo ci sono anche altri scenari. Per esempio un artista potrebbe voler amplificare certe sensazioni, piuttosto che capovolgerle, nel qual caso la distinzione diventerebbe più sottile.

    Al tuo esempio sulle foto risponderei un chiassoso NO, ma scommetto che te lo aspettassi ^^ capisco il potere evocativo della poetica ma non confondiamo il reale con l'immaginario. Altrimenti, come diceva il buon Zappa, "la maggior parte delle canzoni parla d'amore, se fosse vero staremmo a fare sesso tutto il giorno"

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  8. Potrei esserci, sì.
    Sulla questione artistica mi dilungherò in un altro momento.

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  9. > "ma scommetto che te lo aspettassi ^^"

    Sì, sì quando qualcosa stride me ne accorgo, però la butto dentro e spesso serve anche a chiarire meglio il quadro generale.
    Poi in questo argomento in particolare tendo a fare l'avvocato del diavolo, non per provocare o altro, è perché vedo davvero una luce in fondo, un qualcosa a cui cerco di fornire una spiegazione senza riuscirci mai del tutto.
    Le tue argomentazioni a riguardo sono sempre precise e impeccabili e non bastasse, migliorano pure xD, insomma sono sempre più difficili da obiettare: perché sono giuste, cazzorindirindina la logica è quella, ha senso e stop ^^ … ma devo trovare il motivo per cui "sento di pensarla - anche/forse - diversamente".
    Ma non ora, in quanto seguirò la saggezza popolare del detto – citato anche dalla Bellucci onnipresente – "non far ballare le uova con le pietre"... se no me oviparo proartevideogiocosasì(!?) n'esce sempre tutto 'ciaccato ^^"

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  10. Noto solo ora che Koji ha anticipato buona parte delle osservazioni che volevo fare personalmente.
    Visto che, questa volta, è stato lui ad esporre sobriamento la questione, mi accingo io all'approccio faceto: per definizione euristica, arte è ciò che un distinto signore-bene può esporre senza che ve ne sia la benché minima necessità funzionale.
    In senso catacretico, però, anche il design può essere considerato artistico.

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  11. ahaha bhè il fatto è che sono fresco di lezione sulla semiotica quindi mi hai beccato "in forma" :D comunque se migliorano vuol dire che non sto proprio buttando il tempo a studiare XD lo prendo come un complimento, quindi grazie.
    Capisco benissimo in ogni caso la sensazione di "intuire qualcosa che non si riesce a spiegare", e forse una mostra del genere potrebbe esserti molto d'aiuto a schiarirti le idee. Dai dai tira fuori il cappottone da esquimese fantozziano e vieni a visitare la terra ferma!

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