martedì 1 gennaio 2019

Gennaio 2019

Gennaio "sonnacchioso" sostenuto per la maggiore da remastered e seguiti; a rompere la monotonia arriva quel Kingdom Hearts III che Square Enix ha in sviluppo da una vita e che dovrebbe chiudere una saga nata ormai una quindicina d'anni fa su PlayStation 2.


Uscite videoludiche del mese:
01/01 - RPG Maker MV
11/01 - New Super Mario Bros. U Deluxe (Switch)
11/01 - Tales of Vesperia: Definitive Edition
15/01 - Onimusha: Warlords
15/01 - Vane
15/01 - The Grand Tour Game
17/01 - YIIK: A Postmodern RPG
18/01 - Ace Combat 7: Skies Unknown
18/01 - Travis Strikes Again: No More Heroes
19/01 - Sword Art Online Fatal Bullet Complete Edition
22/01 - Senran Kagura Burst Re:Newal
24/01 - Battlefleet Gothic: Armada 2
25/01 - Resident Evil 2 (remake)
25/01 - Tropico 6
25/01 - Mario & Luigi: Viaggio al Centro di Bowser+Le Avventure di Bowser Junior (3DS)
29/01 - Kingdom Hearts III
29/01 - Genesis Alpha One

8 commenti:

  1. Gioco giocato:

    Horizon Chase Turbo: classico clone di Outrun/Top Gear/quellarobalì, fatto in Brasile con un 3D low-poly; c'è una modalità World Tour con tracciati ed auto da sbloccare, roba da raccogliere per strada ed un paio di modalità extra anch'esse da sbloccare; il problema principale è che le macchine sul tracciato sono troppe (venti) e nei punti più stretti il tracciato si congestiona in maniera da penalizzare il giocatore incolpevole, che già deve far fronte al pessimo posizionamento della roba raccoglibile; Il risultato è che pur divertendocisi difficilmente si arriverà a sbloccare più della metà dei contenuti, con l'ultima modalità di gioco che non so cosa sia (non ci sono arrivato, per l'appunto) e con la triste scoperta che il multiplayer presente non permette di giocare in sessioni dedicate ma solo di giocare in vs alle modalità in singolo.
    Carino ma non consiglierei di stare a spenderci troppo tempo e troppi soldi.

    Zombies on a Plane: è esattamente quello che dice il titolo: zombie su un aereo. Praticamente come se fosse una mod di L4D trasformata in titolo stand alone.
    Il titolo propone 2-3 modalità di gioco in cui si affrontano ondate di zombie in prima o terza persona ed una seconda sezione di modalità dove si controlla invece direttamente l'aereo e bisogna scrollarcisi di dosso gli zombie prima che facciano danni a sufficenza da far precipitare l'aereo; potrebbe essere un capolavoro di trash se non fosse che tecnicamente è osceno e che l'esperienza è limitata e ripetitiva, tanto che ho passato più tempo con l'applicazione aperta per droppare le carte di Steam che non a giocare attivamente al gioco.

    Nya Nya Nya Girls: un altro puzzle "tappabuchi", di nuovo un gioco del 15 con immagini lewd; le immagini sono una decina, i livelli di difficoltà sono tre ed il dlc hentai che raddoppia il costo del gioco non fa altro che riproporre le stesse immagini ma senza censure.
    Ce ne sono di peggiori in giro, ma si poteva fare qualcosina di più.

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    1. Ceress and Orea: piccola avventura simil-RPGMaker basata su puzzle ambientali, racconta la storia dell'amore impossibile tra Orea, ragazza destinata a diventare un oracolo, e di Ceress, un'altra ragazza che le è stata assegnata come guardia personale. Costa poco, dura poco. Bellini gli artwork, non sarebbe male se l'autore/autrice facesse visual novel o per lo meno il team facesse giochi un po' più strutturati, visto che una fetta del poco tempo necessario a completare il titolo lo si spende a fare backtracking.

      Steel Alcimus: un altro di quei titoli gratis con la donazione opzionale, dallo stesso team di Golden Hornet (ne parlavo qui); anche in questo caso si tratta di uno shooter a bordo di un elicottero ma questa volta la visuale è dall'alto invece che laterale; questo titolo è assurdamente difficile come l'altro e ha pure dei controlli che sinceramente fanno abbastanza schifo, anche in virtù del fatto che il controller è supportato solo parzialmente. Il team di sviluppo potrebbe puntare più in alto se si prendesse il tempo di sviluppare i titoli in maniera sufficentemente estesa, è un peccato.

      The Lezbian Prison/Lareena: questi due titolacci li ho giocati per il gusto del trash: anche se sono realizzati con Unreal Engine di fatto sono visual novel, solo che porno ed in un 3D scadente, con la ciliegina torta del testo bianco dentro il box nero che fa tanto fotoromanzo di Grand Hotel; inutile dire che i testi sono dementi e tecnicamente le produzioni sono pure scarse perchè hanno risoluzione fissa e se si cerca di cambiarla le immmagini si deformano ma se non lo si fa i box di testo vanno in fico e non si legge più niente.
      Esempi di come NON si realizzano giochi da pubblicare su steam.

      Getting Over It with Bennett Foddy: questo dovreste conoscerlo perchè era diventato popolare tra gli streamer di Twitch, è quel gioco del tizio nella pentola che deve scalare delle pareti con una lunga mazza. A discapito del concept semplice il gioco è sorprendentemente "addictive" ma finisce per venire abbandonato presto perchè il design generale non dei più felici è praticamente fatto apposta per generare frustrazione, per quanto basti cercare su internet per scoprire che anche di un gioco come questo ci sono i fenomeni che fanno le run da tipo venti secondi.
      Divertente nel breve periodo ma lo si abbandona presto.

      Synthethic Love:visual novel gratuita dove uno scienziato si ritira in un'abitazione in mezzo ai boschi con tre assistenti per mettere a punto una sorta di siero del sesso; ad un certo punto scopre che sono spariti i soldi dalla cassaforte con cui avrebbero dovuto tirare a campare per mesi perciò decide di investigare.
      A discapito del concept ridicolo il gioco è interessante, visto che pur mantenendo la struttura di dialoghi da VN il gioco in generale tende a funzionare più come avventura grafica vera e propria anche se non ci sono puzzle complessi e perfino la direzione artistica insolitamente occidentale contribuisce a dare al titolo un minimo di "carattere"; purtroppo il tutto finisce presto perchè l'avventura è criminalmente breve ()venti minuti, mezz'ora al massimo) e sbloccare gli altri tre finali non allunga di molto l'esperienza. Le immagini hot, ovviamente presenti, sono censurate e disponibili solo nella versione a pagamento che però non è pubblicata su Steam, cosa incomprensibile visto il cambio di rotta della piattaforma.
      Potenziale sprecato.

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    2. Nya Nya Nya Girls 2: "seguito" del titolo sopracitato, sbucato fuori giusto subito dopo aver giocato il precedente; la solfa non cambia ma questa volta le immagini non censurate sono incluse direttamente nel pacchetto base, evitando l'insensato "doppio acquisto" del primo capitolo.
      Non è che ci sia molto da aggiungere, ecco.

      La Rana: piccolo freebie a base di puzzle ambientali, nei panni di una rana dovremo usare il nostro getto d'acqua per interagire con gli elementi di un tempio per risvegliarne i sopiti poteri; gioco semplice e corto (dura una mezz'oretta), è gradevole e non costa nulla. Bene così.

      Scream Collector: concludo nuovamente l'esperienza con uno degli idle/clicker che più hanno calamitato la mia attenzione, ho ricominciato a giocarci ad Ottobre con l'avvento della nuova area (il Dungeon) e sono andato avanti a giocarci fino ad oggi..

      Iron Snout: altro reprise, si tratta di quel clone originariamente gratuito di One Finger Death Punch a cui ho comprato il dlc che aggiunge la feature degli outfit e che serve più che altro come donationware; con gli aggiornamenti lo sviluppatore ha aggiunto anche gli scenari e qualche modalità extra, segno che il gioco sta comunque venendo supportato. Magari in futuro ci ritorno pure sopra di nuovo.

      I.F.O: giochino che replica l'estetica dei Game&Watch e che si controlla con due tasti: si controlla un aeroplanino con cui si fa fuori i nemici con lo sparo automatico ed i due tasti servono per ruotare l'aereo in senso orario o antiorario; è incredibile come un concept tanto banale possa risultare così increidbilmente "addictive" quando è implementato a dovere: ci sono diverse tipologie di nemici e diverse armi che si potenziano raccogliendo i bonus dai nemici uccisi ma i potenziamenti si azzerano se non si raccoglie i bonus con costanza, di conseguenza il giocatore è praticamente obbligato a lanciarsi in mezzo ai nemici per mantenere la potenza di fuoco elevata. Il fatto che le partite poi durino mediamente poco è solo un incentivo in più per giocarne una dietro l'altra.

      Fur the Game: altro titolo cortissimo (diciamo un quarto d'ora) dove ci si apre la strada con l'aiuto di palle di pelo colorate; non brutto ma dà più l'idea di una concept demo che di un titolo vero e proprio

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    3. Mirror e Mirror Maker: Mirror è un match-3 con la meccanica di combattimento à là Puzzle Quest ma con immagini sexy di personaggi femminili per cui ci sono ministorie da 3-4 puntate l'una che formano tante mini campagne; le storie prevedono solitamente una scelta in stile visual novel e la cosa porta poi ad un bonus o ad un malus quando si raggiunge la fase di combattimento vera e propria; a condire il tutto ci pensano upgrade e magie comprabili in uno store ingame con la moneta guadagnata combattendo e la difficoltà che progredisce gradulamente è data sia dall'aumento delle abilità peculiari di ogni avversaria che dall'aumentare del numero delle barre della vita da svuotare.
      La combinazione VN/Match-3-RPG funziona e le campagne sono sorprendentemente impegnative nelle relative fasi più avanzate, tanto che per completare quelle del gioco base sono necessarie addirittura una decina d'ore; il titolo è impreziosito da una gallery per le immagini ed un'introduzione affidata ad un video accompagnato da un brano cantato, segno che due soldi per questa produzione ce li hanno spesi (e si vede). Tra i DLC a disposizione ci sono un pacchetto con altre quattro ragazze (caratterizzate da meno immagini "hot" ma con storie più lunghe e strutturate), le immancabili colonne sonore, un pacchetto di immagini aggiuntive composte da immagini non utilizzate nel gioco finale e bozzetti vari ed infinie un pacchetto di fotografie di cosplay delle protagoniste del gioco.
      E Mirror Maker? Quest'ultimo è praticamente l'editor del gioco venduto a parte (a prezzo economicissimo, in verità) per cui gli sviluppatori si sono impegnati a fornire gratuitamente i pacchetti del gioco base affinchè gli utenti possano vedere come è strutturato il gioco e creare contenuti di conseguenza; ovviamente supporta lo Steam Workshop ma essendo uscito da pochissimo (al momento di scrivere appena cinque giorni) le produzioni sono ancora poche e per lo più in coreano -paese di origine degli sviluppatori-.
      A margine segnalo che il gioco principale è stato pubblicato su Steam in versione censurata ma che ovviamente è possibile "patcharlo" con le indicazioni del forum.
      Prodotto dal livello qualitativo superiore alla media.

      Unsung Warriors - Prologue: titolo gratuito 2D che combina actionRPG e platform alla maniera di Castle Crashers e similari, la produzione rappresenta un prototipo in verità già abbastanza solido di un gioco che è attualmente in fase di ricerca di fondi su Kickstarter: se la campagna dovesse avere successo il gioco completo prevederebbe world map, finali multipli e dio solo sa cos'altro. Il gioco è mediamente ben fatto ma soffre nelle parti più tipicamente platform la macanza di controlli precisi e, soprattutto, del corretto posizionamento dei trampolini per i salti; è vero comunque che si tratta di una demo fatta per mostrare il gioco quindi non c'è troppo da lamentarsi.
      Per adesso va bene così, vedrò in futuro come si evolverà il progetto.

      Tunche Arena: vale lo stesso discorso appena espresso per il gioco precedente: titolo gratuito costituente una demo che accompagna una campagna Kickstarter, anche in questo caso siamo dalle parti del 2D actionRPG ma qua con meno platform e con più combattimenti, dato che il punto di forza è una meccanica di combattimento molto articolata, fatta di dash, air recovery, magie e attacchi "combabili", ecc..; questa versione free/demo prevede purtroppo solo il combattimento ad arene (e ce n'è solo una) ma è più che sufficente per farsi un'idea; ci sono due modalità di gioco -Orda e Endless- e per la Endless sono disponibili pure le classifiche online.
      Anche in questo caso il prodotto non sembra essere particolarmente originale ma sembra promettere bene, terrò d'occhio anche questo sperando che la campagna raggiunga l'obiettivo e che lo sviluppo non si protragga troppo a lungo.

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    4. Alexa's Wild Night:vi ricordate dei Dharker Studio, quelli che per primi hanno pubblicato un gioco per adulti senza vincoli su Steam (Negligée: Love Story)? Ecco, questo è un titolo "softcore" di loro produzione, è una visual novel e racconta la serata della Alexa del titolo, commessa in un negozio divisa tra l'amore per un ragazzo, l'uscita con un'amica, il suo lavoro e l'appuntamento per un photoshoot che potrebbe portarla nel mondo della moda; come trama potrebbe sembrare un po' esile ma il fatto è che a discapito della breve durata della singola partita le scelte sono tante e possono portare la storia in direzione davvero diverse, tanto che possono entrare o non entrare in scena interi eventi e personaggi, portando a qualcosa come quattordici finali diversi.
      Il tratto distintivo del gioco è lo stile grafico che differisce pesantemente da quello solito usato dal team di sviluppo e a mio avviso molto più bello ma leggevo nel forum di Steam che per proseguire a fare produzioni con quello stile gli sviluppatori avrebbero voluto constatare prima le vendite del gioco e siccome stando a quanto da loro dichiarato il titolo ha cannato pesantemente le vendite è altamente improbabile che verranno fatti altri titoli con quello stile ed è sinceramente un peccato.
      Chiaramente è solo per amanti del genere ma è una buona produzione.

      SOMA: il "pezzo grosso" del momento, è l'ultima fatica dei Frictional Games, quelli di Amnèsia: di fatto SOMA si gioca alla stessa maniera, nascondendosi dalle creature brutte e cattive che ci danno la caccia, abbassandosi, spegnendo le luci e cercando di non guardarle e sì, c'è anche il medesimo modello di distorsione dell'immagine, anche se qua il tutto è calato in un contesto sci-fi; non siamo di fronte ad un semplice reskin, però: qua il gioco è stato "asciugato" nella sua componente esplorativa e reso più lineare (la sensazione di stare giocando ad un walking simulator è sicuramente più forte di quanto non sarebbe avvenuto in Amnèsia) pur avendo ancora spazi dedicati all'esplorazione e la cosa diventa particolarmente evidente quando si incontrano i mostri dato che praticamente non se ne incontra mai più di uno per volta per colpa degli ambienti stretti ed in certi casi li si incontra addirittura in dei corridoi dove non ci sono passaggi alternativi per passare; questa scelta, mista a quella di ridurre i puzzle ambientali a dei meri "raccogli la chiave-recupera l'oggetto-apri la porta" serve però a mantenere l'attenzione del giocatore sulla trama (a differenza di Amnésia qua realmente presente) che verrà sviscerata da dialoghi con l'IA accompagnatrice Catherine e con il reperimento di oggetti contestualizzati lungo le aree di gioco. Il risultato finale è soddisfacente perchè la trama regge e la conclusione, anche se un po' anticlimatica, porta effettivamente il giocatore a porsi delle domande anche importanti ma rimane comunque un retrosapore amaro di aver vissuto un'avventura molto più limitata nella struttura e negli enigmi e che soffre giocoforza della mancanza di novità per via della sua somiglianza con la produzione precedente.

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    5. The Fidelio Incident: una coppia irlandese ha un incidente aereo mentre sorvola l'Islanda ed il giocatore nei panni del marito Stanley dovrà cercare di raggiungere la moglie Leonore per salvarla dal possibile decesso avendo cura di recuperare la pagine del suo diario sparpagliate sul luogo del disastro affinché nel momento in cui dovessero arrivare i soccorsi nessuno ci metta mano e scopra quale sia la loro identità..
      Questo incipit fa da sfondo a quello che di base è un walking simulator ma che prova a rinvigorire la formula aggiungendo un elemento pseudo-survival (siccome si rischia l'ipotermia il giocatore deve stare costantemente in prossimità di fonti di calore), l'esplorazione alla ricerca delle pagine del diario ed i puzzle ambientali che si fanno via via sempre più presenti in particolar modo nelle fasi più avanzate, le quali tendono a prendere una piega decisamente più onirica con il prosequio del gioco. Purtroppo l'esperienza frana sotto il peso delle sue ambizioni perché il gioco, che pure ha una trama interessante, ha narrazione e gameplay che si ostacolano a vicenda, con la combinazione di puzzle ed "esplorazione" (invero limitata) a spezzare la narrazione e la necessità di mandare avanti la storia che limita gli aspetti di gameplay integrati in maniera piuttosto superficiale; l'impressione finale è che il titolo “vuole fare il videogioco ma non ci riesce”. Un vero peccato.

      Cheeky Chooks: un idle game dove si gestisce un pollaio, simpatico ma finisce di mostrare quello che ha a disposizione piuttosto in fretta.

      Cateau: visual novel ambientata a Parigi, dove il protagonista, contagiato dalla sua coinquilina, si mette a collezionare foto di gatti. Progetto universitario di breve durata –non a caso è gratuito- caratterizzato da bei disegni e da qualche glitch di troppo. Discreto.

      Hentai Puzzle X: altro gioco del 15 a tema lewd, belli i disegni ma sono tutti corpi senza testa, scelta abbastanza disturbante (sarà per dribblare il possibile problema di assets rubati?). Non c’è nemmeno la possibilità di scegliere il numero di pezzi per schema. Molto basico, pure troppo.

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    6. The Turing Test: titolo proveniente dal Square Enix Collective che mischia una sequela di stanze con puzzle in stile Portal con una trama che fa il verso 2001 Odissea nello Spazio; i puzzle son buoni ma non eccellono e a tratti riciclano delle situazioni da una stanza e l'altra lasciando gli elementi più originali alle sole stanze bonus mentre la trama è interessante ma prevedibile. Il problema principale del gioco è nel fatto che è proprio tutto qui, sia la trama che i puzzle sono buoni ma non eccellono, rendendo il gioco "solamente" un buon titolo ma nulla più.
      Un vero peccato.

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    7. Brothers: A Tale of Two Sons: uno degli ultimi Live Arcade "di peso" ad uscire su 360 nell'ultima rassegna di Arcade in evidenza.. credo nel 2012 o giù di lì, pensavo di averne parlato a suo tempo ma la funzione di ricerca della Tawerna non mi ha dato risultati in merito, quindi.. ci sono ritornato sopra perchè un po' di tempo fa ho comprato la versione scatolata per XBox One ed ora l'ho rigiocato.
      Opera prima di Josef Fares, sviluppatore noto più per la sua sbroccata ai The Game Awards che non per i suoi giochi (l'unica altra sua produzione è A Way Out), questo titolo è un'avventura dove il giocatore risolve puzzle ambientali controllando due personaggi (i due fratelli del titolo) contemporaneamente tramite i due stick analogici e i trigger sul dorso usati come tasti d'azione; suona poco intuitivo e per quanto in verità non sia poi così difficile da giocare (in fondo c'è un tasto d'azione solo per personaggio) la verità è che il sistema di controllo non lo si padroneggia mai pienamente del tutto, il che rende l'esperienza un pelo ostica anche se arrivare in fondo non è nulla di impossibile, e questo nonostante in fase di sviluppo Starbreeze abbia cercato di lavorare sulla telecamera per evitare di incasinare ulteriormente la vita al giocatore; ciò che invece si può segnalare tra le note positive, oltre all'aspetto grafico ed artistico, sono gli enigmi stessi che hanno una buona varietà con nessuna ripetizione o quasi di elementi di gioco, con il contrappasso che l'esperienza di gioco si conclude però nel giro di circa 3 ore. Pollice alto anche per gli obiettivi secondari a cui sono legati tutti gli achievement/trofei, che sono un concentrato di extra davvero apprezzabili. L'edizione scatolata, oltre al gioco, contiene anche una raccolta di bozzetti preparatori ed un videocommento al gioco da parte dello stesso Fares che fa apprezzare il lavoro fatto su una marea di dettagli che probabilmente durante il giocato della campagna sono pure passati in larga parte inosservati.
      Non si tratta di una produzione imprescindibile ma di sicuro gradevole su cui mi ha fatto piacere ritornare e che mi sento di consigliare.


      La giocata di questo titolo marca il mio personale ritorno su One a parecchi mesi di distanza (tolta la beta di Trials si parla del Luglio scorso), conto di tornare a giocarci in maniera molto più stabile almeno per un po' visto che ho lasciato scadere il Plus per sottoscrivere al suo posto un anno di Gold.

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