I tawernicoli
Tentano la quadratura del cerchio magico, scendono a patti con la (in)volontaria sospensione dell'incredulità, sbarellano ogni due per tre dal cinismo all'euforia paradossa, continuano imperterriti a videogiocare (troppo e troppo poco) e a procacciarsi dosi di qualsiasi sostanza generi la fantasia. I taWernicoli sono animali strani, alcolizzati astemi, sognatori pragmatici, rivoluzionari sonnacchiosi, entusiasti annoiati; vanno e vengono nel locale che non c'è per uno scotch d'annata (facciamo pure una birra o una gazzosa) e lanciano i loro messaggi imbottigliati nell'oceano (facciamo pure in un laghetto con le oche).
In evidenza
di xPeter Nelle settimane successive al rilascio del quinto personaggio della season 2 di Street Fighter V, bighellonando nel trainin...
Per conoscere i dettagli sul Kindle (dispositivo di lettura wireless, schermo a inchiostro elettronico, Wi-Fi) basta andare nella pagina ufficiale. Piacevole alla vista è un attrezzo comodo e funzionale. Se tempo fa si parlava dell'opportunità di affiancare questi lettori ai libri, oggi la domanda diventa l'opposta, ci si interroga sul motivo per cui la carta dovrebbe restare ancora in circolazione.
RispondiEliminaPersonalmente ho la versione Touch. Nelle funzioni standard quali l'acquisto/ trasferimento/ lettura di e-book/ pagine avanti e indietro, è piuttosto semplice e intuitivo, un po' meno nella gestione degli accessori quali note, ritagli, vocabolario almeno fin quando non si acquisiscono le aree sensibili e le diverse tempistiche nel "tocco". Fatto ciò non resta che leggere.
Ho provato diversi formati, alcuni convertiti con l'ottimo Calibre software indispensabile per la gestione degli e-book; mi è sembrato tutto ottimo per quanto riguarda il materiale da lettura normale (file simili come le conversioni da .epub che non legge nativamente), qualche magheggio da fare con i PDF che comunque legge senza conversione, mentre poco adatto per fumetti e simili (da quel poco che ho provato in questo senso).
Ottimo anche con testi estratti dal web e convertiti con il funzionale Send to Kindle, estensione per il browser Chrome. In sostanza trasforma la pagina (o il testo evidenziato) in un file compatibile col Kindle, spedendolo all'indirizzo "account-amazon"@free.kindle.com dove vengono depositati i documenti che vogliamo trasferire; a quel punto basterà collegare il Kindle via Wi-fi per riceverli attraverso il download automatico oppure scaricarli "a mano" dalla pagina personale amazon e trasferirli via PC-USB.
Pienamente soddisfatto. Mi son già sciroppato mezzo libro, il primo che mi ero ripromesso di recuperare una volta ottenuto l'accesso al formato elettronico; due righe nel prossimo commento.
Mentre si parla dei prossimi tablet Amazon, in fondo all'articolo c'è un accenno al futuro della versione a inchiostro elettronico: "in Italia il Kindle classico con caratteri migliorati e una accelerazione del 15% sarà in vendita a 79 euro" (fonte). Accelerazione de ché? Forse per chi dotato d'occhio bionico e legge alla velocità della luce lol Attualmente il cambio pagina è istantaneo.
EliminaIl Touch che ho acquistato continua a funzionare bene. L'unico neo è aver scoperto che non ha un visualizzatore d'immagini a differenza degli altri modelli. O più precisamente, è la risposta che ho trovato nel web al fatto che non riesco a vederle (non compare proprio il file da aprire). Non che ne farei uso perché in ogni caso i fumetti appaiono troppo piccoli e con l'eventuale zoomata sarebbe uno sbattimento spostare la pagina in orizzontale, però ci sono rimasto male lo stesso.
Ci sarebbero due soluzioni: la prima dare in pasto a Calibre l'eventuale scan che lo trasformerebbe in .mobi, ma in quel caso non sarebbe neanche zoomabile e al limite della leggibilità (il software interviene sui caratteri che riconosce come tali, non su quelli "fotografati"). La seconda sarebbe affiancare all'originale il firmware indie Duokan che rimedia a gran parte delle carenze sotto questo aspetto, ad esempio permette di leggere gli e.pub in forma nativa senza conversione; in questo caso l'immancabile contro è legato semplicemente al fatto che la versione specifica per touch pare non sia ancora pronta.
Informazioni dettagliate su Kindle Paperwhite. Data d'arrivo in Europa non pervenuta.
Eliminain giro per al rete (in giro = Wikipedia eng) lo danno in arrivo già per il 1 Ottobre, bisogna veedre se solo negli Stati Uniti o anche qua da noi. In compenso mi è arrivata una mail da Amazon che pubblicizzava il Fire, adesso il Kindle lo fanno anche Tablet?
EliminaUn modello di tablet economico che credo vada ad affiancarsi ai modelli Kindle esistenti, non a sostituirli. Invece riguardo la presunta versione evoluta del Paperwhite, mi stranisce la questione della retroilluminazione come elemento "nuovo" quando il Kindle nasce proprio come alternativa tecnologica agli schermi di luce che disturbano la lettura (scientificamente provato). Sono perplesso. Forse ci sarà in giro tanta richiesta di leggere al buio e l'accessorio "lucetta classica" da affiancargli non è ritenuto sufficiente. Oppure la ggente non è mai contenta, il consumismo impera e pur di alimentarlo è pronta a cacciar soldi per l'ultima "novità", anche quando si parla di upgrade che cozzano con i principi base dello strumento da aggiornare.
EliminaPersonalmente non mi tocca. Il modello che sto usando mi basta e avanza; banalmente qui si parla di libri, perciò sarebbe un po'come proporre una carta di qualità migliore, con caratteristiche all'avanguardia bla bla bla. La carta è carta, una volta che funge, ossia una volta che risulta leggibile e soprattutto permette al testo di scomparire diventando nozione che vince sul materiale sopra cui è stampata, non conta nient'altro. Insomma, si tratta di acquistare un aggeggio che non "vedrai mai" se funziona come dovrebbe; inseguire il più bello, il piùmigliore, diventa un comportamento paradossale.
Player One di Ernest Cline.
RispondiEliminaSintesi
Wade, giovane nerd sfigaterrimo, trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale oppresso da guerre e carestie. Un giorno il geniale multimiliardissimissimo milionario creatore di OASIS muore e senza eredi mette in palio la sua fortuna che andrà a chi riuscirà a risolvere una serie di enigmi i cui indizi sono nascosti all'interno del mondo virtuale. Come filo conduttore della ricerca, i riferimenti alla cultura pop anni '80, uno dei motivi che ha reso famosa quest'opera, ma che a dirla tutta non mi sembra il più importante, almeno non per un videogiocatore che troverà spunti migliori.
Prima impressione (50%)
È raccontato in prima persona, una formula che non gradisco nei romanzi perché alimenta le ingenuità lessicali e le informazioni superflue, come capita anche in questa vicenda. Troppe scorie, troppi dettagli inutili, troppo diluito, soprattutto all'inizio dove è tutto un presentare questo ambiente, quello e quell'altro, a conti fatti pa(e)ssaggi inutili considerando che a contare per davvero è il mondo virtuale. E poi diverse incongruenze, alcune davvero troppo ingenue, situazioni alla stregua delle vittime idiote che crepano una dopo l'altra nei film horror.
Invece la parte centrale del viaggio nel mondo che non c'è, è meritevole d'attenzione soprattutto per noi che in "quel mondo" ci bazzichiamo spessissimo. È facile immedesimarsi, riconoscere le sensazioni riportate dal protagonista durante la caccia, un ambiente e delle meccaniche così (in)credibili che da noi - videogioco verovero attuale - risiedono soltanto nei sogni a base di polluzioni notturne.
Random Cit.
"mi sentivo come un bambino che cammina nella sala giochi più grande del mondo senza un gettone in tasca, impossibilitato a fare qualsiasi cosa se non guardare gli altri bambini che si divertono" (come tradurre in buon nerdese, il mal di vivere in questa società).
Se fosse stato
EliminaQuesto libro sarebbe stato perfetto per sviluppare un contenuto multimediale in grado di andare oltre l'interpretazione dello scritto offerto dalla lettura. Una forma di "libro-game" con uno schermo affiancato al testo dove far scorrere immagini, suoni o entrambi, dei prodotti attraversati, letteralmente, dal protagonista. Film e videogiochi anni '80 sono di fatto delle interpretazioni fantastiche della realtà, ma già concrete, esistenti, che non hanno bisogno di essere immaginate (al massimo ricordate, ma il vederle vince) come capita per la maggior parte degli elementi di un romanzo fantastico. Senza contare che avrebbe permesso all'autore di non perdersi in ampollose descrizioni di situazioni mostrabili in un decimo del tempo che occorre raccontarle per iscritto. Avrebbe alleggerito il testo, e non poco, aumentato il coinvolgimento. Si può rimediare affiancando un PC e andando di hyperlink , ma non è la stessa cosa perché si rischierebbe di passare dall'attuale macchinoso sistema delle note da rintracciare a fine capitolo ad un altro. Magari in un prossimo futuro o magari qualcuno c'ha già pensato e si tratta solo di trovare nel web il link giusto che mostri questo collage. Magari da "trovare" risolvendo una serie di enigmi, per restare in tema.
P.S. fantasie sulla fantasia, probabilmente in realtà avrebbe dovuto pagare tanti di quei diritti sul copyright di ciascuna delle citazioni da mostrare / far ascoltare che gli sarebbe passata la voglia. Facciamo noi a mano e bon.
A buon punto (70%)
EliminaGli episodi della vicenda principale legati al racconto dettagliato delle partite ai videogiochi, sono fantastici. Sembra di esser lì a soffrire insieme al protagonista con la tensione alle stelle per l'errore sempre dietro l'angolo. Nel mare di resoconti letti in anni di cronache videoludiche, non mi era mai capitato di trovarne di tale intensità o perlomeno sufficiente da spingermi a superare la terza riga del racconto.
Di contro tutto ciò che ruota intorno a questi episodi è pessimo, per banalità superiore solo a quanto può trovarsi nelle fantasie infantili di un undicenne, ma solo perché non c'è la possibilità e tantomeno l'interesse di carpirli telepaticamente dalla capoccia del bimbo. Fossero questi i dialoghi che giostrano una storia d'ammore reale, l'umanità si sarebbe già estinta in seguito all'autocastrazione.
Mi godo le parti buone e vado verso la meta. Peccato però, per l'ennesima volta mi ritrovo a biasimare chi non crede nella sintesi nei prodotti d'intrattenimento, in questo caso un racconto breve e mirato ai punti salienti avrebbe generato un piccolo, ma proprio perché tale, grande capolavoro. Probabilmente, partendo dall'assunto che piccolo è bello, verrà fuori un buon film di novanta minuti, in fase di produzione avanzata da quanto si dice in giro.
Alla fine (100%)
EliminaPiù o meno ho già detto tutto. Vorrei rincarare la dose sul fastidio ricevuto da un'eccessiva presenza di episodi infantili, sia nel contenuto che nell'esposizione, però a pensarci il mondo del videogioco è frivolo di suo c'è poco da fare. Raccontare le vicende rendendole esplicite, non fa altro che esplicitarne la banalità di fondo, almeno nelle versioni da sogno bagnato di chi le immagina concretizzate nella realtà. Forse videogiocare non è tanto un modo per compiere azioni in uno spazio parallelo perché la realtà che non le permetterebbe, ma farlo in un ambiente separato perché se rese reali apparirebbero ridicole. Non me ne vogliano i seguaci del cosplay, ma leggere del giocato riportato nella realtà è un po' come vedere le riproduzioni in stoffa di skin fantastiche; tutto concesso e tutto lecito, compresa la parvenza di ridicolo che restituisce osservare adulti senzienti in calzamaglia borchiata maneggiare una plasticosa alabarda spaziale.
A prescindere da tutto ciò, che si tratti di un videogiocatore nerd di tendenza o vecchia maniera, Player One andrebbe letto, a smozzichi o per intero, almeno una volta nella vita.
senza guardare l'autore del post, senza neanche leggere il titolo, ho visto l'immagine e ho pensato: "alè, arriva l'angolo-fiume di max sul Kindle" XD
RispondiEliminaapprezzabile l'angolo lettura ma al momento son fuori perchè per quel poco che riesco a leggere sono ancora in fase-recupero di manga arretrati (nerd alla meta \m/)
Tutto entusiasmo della prima ora. E mi sto persino limitando per pudore lol. Non c’è situazione peggiore dell’articolare un discorso sullo scrivere, scrivendo male: è come presenziare alla conferenza mondiale sulla buona forma fisica senza riuscire ad evitare che gli sguardi degli interlocutori cadano sul tuo ventre prominente xD
EliminaComunque gli ebook sono ottimi per il "bookcrossing" immateriale; se vi munite di attrezzo adeguato facciamo tawernicole faville.
Ready Player One per via del buon retrogaming che apprezzi, dovrebbe piacerti assai. Recuperalo quando vuoi, ma recuperalo :sìsì: C'è anche in ottima versione cartacea.
ho visto su Amazon, ci farò un pensiero, grazie :)
EliminaSfogliando le discussioni dedicate ho trovato e riporto: link.
RispondiEliminaLink al distributore ufficiale, ma si trova dappertutto: ZELDA: Cronaca di una Saga Leggendaria. Non ho trovato la versione digitale e ho pigiato sul tastino della speranza su amazon presente nel listino delle edizioni cartacee ("abbiamo inoltrato la richiesta di prestidigitalizzazione all'editore")
Sto leggendo il primo volume della Guida galattica per gli autostoppisti, serie di culto, osannata a ragione, poche cose decenti da dire che non siano state già riportate dal mondo tutto. Surreale favoloso; m'intristisce un po' il fatto che quando ho provato a cavalcarlo in prima persona, mi son sempre dovuto vendere come scemotto delirante, mentre se lo fa il Douglas Adams si parla di genio. No, aspe', detto così può essere equivocato xD Non mi sto paragonando alla divinità ci mancherebbe, neanche son degno di stiragli le camice lol, parlo della percezione che ho trovato riguardo il "delirio artificiale" che se non sboccia in fenomeno, è percepito in larga parte come parto di quello strano, del bufoncello di corte. Un peccato perché il surreale è un campo di gioco divertente, meriterebbe dignità al pari dell'approccio serioso alle questioni, anche quando si tratta di praticarlo in un amatorialissimo spazio sotto casa. Divagazioni a parte, ottimo intrattenimento di una grandezza creativa che intimidisce.
RispondiEliminaVarie di leggere leggendo.
RispondiElimina- Dopo Player One ho pensato di provare un altro tentativo di videogioco narrato: "Una pelle bellissima" tizia adolescente, avatar su Second Life e vita difficile dentro e fuori. Dall'approccio nerdosissimo di Ernest Cline, a uno (apparentemente o meno non lo so) molto casual da chi sembra abbia solo spizzicato il concetto di videogioco costruendoci attorno un'enorme sega mentale, qualcosa come se il videogioco fosse discusso dai panchinari di PortaaPorta. Oppure è lontanissimo dal nerdume proprio a causa di quel "casual game" alla base, un Second Life che nasceva più come fenomeno concettuale che come un vero e proprio prodotto videoludico (attualmente un po' come HOME su Playstation). Comunque m'è passata la voglia di toccarlo dopo qualche pagina demo. Paradossalmente è una questione di distanze, troppo lontano da quel che conosco, dal mio concetto di videogioco e dalla vita adolescenziale, soprattutto adolescenziale femmina; nel linguaggio e approccio alle questioni alla Moccia... brrr.. no, niente, passo. Più avanti e nel complesso sarà buonissimo, non lo saprò mai perché viste le premesse non ho nessuna intenzione di provarci.
- Col Kindle si legge rapidissimi, molto più rapidi della carta. Può sembrare una minkiata (e magari lo è), a me sembra che risparmiare i movimenti dedicati al cambio pagina (per gli antichi: "sfogliare") tagli almeno di un terzo il tempo che occorre per arrivare in fondo. Avere una piattaforma stabile dove al massimo pucci il pollice (con "movimenti" di tre millimetri) ogni tot di secondi in maniera automatica, mette il turbo alla lettura, oltre ad essere più "coinvolgente perché materialmente meno coinvolti", dove la sospensione dell'incredulità non è minata dal cambio fisico della piattaforma o dalla caccoletta che magari che compare improvvisamente in una pagina.
- Prossime buone, c'ho il primo, famoserrimo nel nostro mondo, Cronache di Martin, ma penso di buttarmi sul poliziesco - Respiro del Drago di Michael Connelly che tra l'altro trattando situazioni asiatiche, mi permette di mantenere gli "asset mentali" di Sleeping Dogs, in gioco in questi giorni ^^
Il respiro del drago di Michael Connelly
RispondiEliminaScritto da un famoso autore di thriller che nonostante venda un botto (o proprio per questo), a volte riceve critiche negative dai lettori più scafati che ritengono i suoi lavori frivoli nei contenuti alla stregua dei blockbuster cinematografici, versioni tipo pataBimpataBum Bruckheimer. Non per questo "brutti" se si gradisce il genere. Il personaggio principale è il protagonista di un'altra quindicina di libri. Personalmente lo incontro per la prima volta e l'opinione che riporto qua sotto sul suo essere un benemerito imbecille, potrebbe derivare dall'aver mancato gli altri episodi e non conoscere alcune caratteristiche della sua personalità.
L'incipit è riconducibile a qualsiasi episodio di qualsiasi serie tv poliziesca, da C.S.I. a Law&Order, con risvolti più action che spingono il protagonista a varcare i confini nazionali portandolo fino a Hong Kong. Nel dettaglio: un negoziante orientale di liquori viene ucciso nel suo negozio a Los Angeles. L'ispettore Bosh e compagnia cantante sono incaricati di svolgere le indagini che si allargano portandolo a scornarsi con le triadi fino in terra asiatica.
Sto gradendo l'ottimo ritmo, il classico da libro che si legge tutto d'un fiato. Sto gradendo meno i contenuti di alcuni episodi, in genere associati al comportamento dell'ispettore imbecille di cui sopra. Senza farla lunga, qualsiasi problema capiti nella vicenda, e ripeto qualsiasi, deriva dal suo comportamento a dir poco discutibile per una persona dotata di raziocinio, figuriamoci per un guru dell'investigazione. Senza contare le perle d'arguzia che riesce a sfornare durante il suo andare, pensieri riportati dall'autore che quando li leggi ti cade un po' tutto dalla mascella agli organi più a sud della ragione.
Non so se la decisione di offrirlo in quel modo sia stata una scelta fatta per diversificare la caratterizzazione di questo classico poliziotto - reduce del Vietnam cazzuto sfigato divorziato blabla - oppure è la rappresentazione dell'arroganza dello statunitense, dentro e fuori casa, ritenuta positiva, affascinante e mostrata come tale a differenza di come mi è arrivata da straniero.
In ogni caso non inficia il piacere della lettura di una vicenda che, pur vivendo di stereotipi interrotti solo dalle improbabili scelte del protagonista, resta finora godibile (sono a metà libro).
A margine aggiungo che leggerlo in concomitanza con la giocata a Sleeping Dogs è stata una buona idea. Hong Kong la riesco a percepire meglio durante le descrizioni del libro anche grazie al passaggio dentro la rappresentazione videoludica; così come riconosco concetti come "triade" e tutto quello che ruota intorno. Niente di profondissimo, infatti si tratta d'intrattenimento spensierato in entrambi i casi e la superficialità nei concetti che regna sovrana è comunque ben accetta.
Arrivato in fondo. Finale dal ritmo in crescendo con tutti i pezzi che vanno al loro posto come si conviene a un buon giallo. In crescendo anche le peripezie dell'ispettore casinista che da portatore inconsapevole d'idiozia, sfiora senza raggiungere i fasti grotteschi di un Jacques Clouseau. L'antitesi del re Mida, tutto ciò che tocca si trasforma in concime. Prima o poi ci tornerò su, per ora non recupererò uno degli altri trentordici libri dove presumo continui (abbia già concluso trattandosi di episodi precedenti a questo) l'opera di devastazione "involontaria", da precisare perché il personaggio è presentato in forma seriosissima; sono le conseguenze dei continui errori di calcolo ad avermelo mostrato come protagonista dalla mente bacata.
EliminaCome già accennato, questo "Respiro dle Drago" è buon intrattenimento disimpegnato al punto giusto, il che lo rende abbastanza versatile, sia per letture pre-nanna in poltrona, sia per approcci pubblici come un'affollata sala d'attesa. Talmente user friendly che gli regalo pure un voto numerico, toh: settembrotto
Mentre da neofita cercavo di raccapezzarmi nell'incasinatissimo mondo del romanzo di fantascienza (quasi peggio dell'incasinatissimo mondo fantasy) fatto di raccolte, mega-collane di racconti brevi e un ordine cronologico indicizzato attraverso codici alfanumerici che neanche i nomi delle schede video, mi sono imbattuto in questa prefazione di Asimov (Raccolta Premi Hugo Vol.1):
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[...]La sua produzione, comunque, gli parve insufficiente e nel 1926 iniziò la pubblicazione di una rivista chiamata Amazing Stories, il primo periodico nel mondo dedicato esclusivamente ai racconti di fantascienza.
Entro pochi anni un gruppo di giovani dotati si era riunito attorno a quella rivista e a poche altre dello stesso tipo. Questo gruppo formò i primi tifosi di fantascienza.
Il tipico tifoso di fantascienza era allora un precoce minorenne o addirittura un ragazzino che adorava la scienza quasi quanto i suoi coetanei adoravano il baseball. Fantasticava di astronavi e di nuove meraviglie dell'elettronica come gli altri, parlando di baseball, fantasticavano di home-run e double-play. E quando i suoi compagni sparavano energicamente ai ladri di bestiame, lui faceva fuori gli infidi, tentacolati mostri di Ganimede.
In breve, tra gli altri, c'ero io!
All'inizio, noi (io e gli altri) avevamo ben poca compagnia nelle nostre particolari fantasticherie. Potete immaginare le risate di cui eravamo oggetto quando le sensate, sagge, pratiche persone normali scoprivano che noi leggevamo ridicole storie sulle bombe atomiche, sulla televisione, sui missili teleguidati e sui razzi lanciati verso la luna.
[...] Sorvegliavamo pazientemente le edicole in quei giorni e quando finalmente appariva la smagliante copertina del nuovo numero, diffondendo tutt'intorno bagliori quasi elettrici, lo afferravamo con trepida gioia passando sopra al quarto di dollaro speso. (È facile provare la stessa sensazione nella piena maturità: chiunque abbia avuto uno zio ricco che, dopo la sua morte, gli abbia lasciato un milione di dollari dopo aver pagato le tasse, sa esattamente di che sensazione si tratta.)
La felicità raggiungeva un'acutezza persino eccessiva quando veniva fatta l'inebriante scoperta (come alla fine succedeva sempre) che in qualche posto esisteva qualche altra persona interessata alla fantascienza. Badate che uno sapeva sempre che in qualche posto, nelle altre città, esistevano. Dopo tutto, i tifosi scrivevano incessantemente alle varie riviste, commentando i racconti, criticando il contenuto scientifico, richiedendo una periodicità settimanale, ironizzando sui punti di vista altrui: e la rivista stampava tutte queste lettere in caratteri microscopici con gioviali commenti da parte del direttore.
Ma trovare un amico tifoso nella propria città, e magari nel proprio quartiere! Era un immediato colpo di fulmine
[...]Il passo successivo era la deliberata ricerca di altri confratelli e la fondazione di un club. Alle riunioni settimanali, le importanti questioni del giorno erano discusse a fondo: si sarebbero decisi a rifilare i margini di Astounding? L'ultimo romanzo a puntate di E. E. Smith reggeva il confronto col suo immortale L'allodola dello spazio?
[...] Ascoltammo discorsi sulla fantascienza e di fatto parlavamo solo di fantascienza e di nient'altro che fantascienza con tutti quelli che incontravamo. Per un breve giorno dorato abitammo in un mondo in miniatura in cui la fantascienza era l'unico interesse.
Penso che il Paradiso debba essere una pallida imitazione di quel giorno.[...] Poi venne una pausa chiamata Seconda guerra mondiale.
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Quante analogie con i videogiochi, quanta poesia e soprattutto la spontanea domanda suprema: ma da quando stracazzo esistono i NERD???!!! xD
I Premi Hugo 1955 - 1975 ( Asimov presenta) Parte I: 1955 - 1961
RispondiEliminaIl "Premio Hugo" rappresenta per la fantascienza uno dei premi più ambiti, alla stregua dell'Oscar per il cinema (wiki dettagli). In questa raccolta i racconti hanno una breve prefazione di Asimov.
Riporto qualche nota su ognuno di essi, tanto per tenerne traccia. Per analisi decisamente più profonde e sensate c'è l'ottimo World Wide Web che vi vuole tanto bene.
Il mattatore, Walter jr. MILLER
Storia ambientata nel 21° secolo che vede protagonisti gli attori teatrali sostituiti da robot e l'opposizione aggressiva-passiva dell'ultimo irriducibile interprete umano. Buon racconto con dentro suspense, tanta filosofia e stimoli per ragionare sul rapporto uomo-macchina: chi al servizio di chi e per cosa.
L'ho trovato molto affascinante e al solito non ho potuto fare a meno di trovarci delle similitudini col nostro mondo videogiocoso, in particolare le paranoie dovute alla presenza sempre maggiore di cut scene che "ci rubano il mestiere" di attori videogiocanti. E scendendo ancor più a fondo, gli automatismi che rubano questa volta il mestiere agli sportivi del pad, soprattutto se l'ausilio che rende meno hardcore le giocate, si dimostra via via indispensabile e predominante ('nsomma la macchina sa giocare meglio di noi/ gioca per noi la macchina).
Molto buono, altra scelta azzeccata (me la canto da solo ^^') Appena tocco gli altri racconti brevi aggiungo qualche nota di rito qua sotto.
Sono Il Numero Quattro di "Pittacus Lore".
RispondiEliminaDopo aver abbandonato l'antologia sopracitata per mancanza di stimoli (gli altri racconti brevi non mi hanno conquistato), ho iniziato e finito questo ebook raccontato in prima persona a mo' di diario, una forma che come ho ripetuto spesso non sopporto e mi mette a disagio già dalle prime battute. All'interno cliché degni della peggiore espressione d'opera con teenager protagonisti (o migliore se apprezzate il genere, fate voi). Ragazzo alieno con poteri sovrannaturali perseguitato da altri alieni brutti e cattivi, scuola, segretissimi sulla sua natura, comportamenti idioti che mettono tutti nei guai, compagni di merende, bulli e cheerleader. Una forma di racconto banale e scontatissima, alla stregua del peggiore (o migliore; ancora una volta fate voi) polpettone hollywoodiano. Reiterazioni a nastro, sbrodolamenti amorosi stereotipati, forma espressiva infantile, colpi di scena telefonati e così via. In sostanza, se mi ritrovo tra le mani qualcosa di così semplice che da dilettante narratore avrei potuto scrivere anch'io, il risultato finale non può che essere negativo.
Detto ciò, la storia con protagonisti superdotati ha sempre il suo fascio e malgrado il disprezzo generale bisogna ammettere che la vicenda scorre e in qualche modo si segue fino in fondo, almeno per trovare conferma ai risvolti intuibili fin dall'inizio. Per un'ulteriore riscontro, sarò costretto a dare un'occhiata alla seconda parte "Il potere del numero Sei", un seguito alla stregua del capitolo successivo all'ultimo diversamente tale perché sconclusionato lascia tutto in sospeso. E con "tutto" intendo proprio tutto. Magari potrei dare una possibilità anche al film che stando a wiki pare abbia uno svolgimento diverso dall'originale.
Il film io lo vidi una volta sola cioè all'epoca al cinema e non lo ricordo proprio bene.. mi ricordo che non mi aveva fatto impazzire ma che non mi era neanche sembrata la puttanata colossale che pareva essere dai trailer.
EliminaNe ho visto metà, come il libro mi fa un effetto orticaria, odio/amore, quindi di seguito non riesco a starci appresso. Comunque sì, non è malissimo. In compernso il seguito del numero 4 (il potere del numero sei) è LAboiata; sconsigliatissimo.
Elimina- offerte lampo (24h) su amazon (IT/.co.uk) sugli ebook.
RispondiElimina- Libri interattivi sonari al debutto: videolink
- Il Kindle Touch costa 30 euro in meno di un mese fa (109,00), fino ad esaurimento scorte. In quella fascia di prezzo è in arrivo il Kindle Paperwhite versione retroilluminata (credo opzionale - on/off - per logica e rispetto della bontà del coso a inchiostro che non affatica la vista come gli schermi classici).
RispondiElimina- Letture in corso. Non riesco ad allontanarmi dal filone pseudo - fanta - videogiocoso - ggiovane - blockbuster - raccontato in prima persona (err…). A differenza dei precedenti, questo The Hunger Games è fiquo nel complesso, senza particolari sbavature. Avvincente, scorrevole e piacevole da leggere (per essere in prima persona) con contorno di dettagli che valorizzano la vicenda senza ammorbare. Per chi non la conoscesse (immagino non esista nell'internet considerando anche il successo del film): gladiatori in un futuro prossimo, adolescenti su o giù di lì, buttati dentro un'arena in un sistema gioco che pur non risultando originalissimo (ne han fatti tanti da creare un filone di "sport futuristici estremi"), a suo modo lo diventa quando raccontato in maniera così "realistica" e credibile. Non mi stupirei se un domani ci fosse una bizzarria del genere anche nelle cosiddette aree civilizzate (attualmente esiste già la categoria dei bimbi guerrieri loro malgrado, tutt'altro che divertente anche per un cinico GF).
L'unico problema che ho con The Hunger Games e' che una brutta copia romanzata del manga Battle Royale, con relativo film. Ultimo esempio della tradizione occidentale di rivendersi roba orientale prendendosi tutti i meriti D:
Eliminaio ho visto il film al cinema e sì, il manga l'hanno scopiazzato in maniera spudorata, ma roba che perfino altra gente in sala se n'è accorta .-.
EliminaAh maledizione, quindi ho appena contribuito a sponsorizzare un sopruso verso l'amato oriente. Dannata iNioranza xD (però continuo a leggerlo lo stesso che mi garba sapere come si evolve la vicenda ^^').
Elimina*googla* Andando a ritroso, se recupero l'opera originale (e la leggo) di Takami Koushun mi perdonate? (e pare sia pure scritto in terza persona che diamine, a sto punto mi tocca xD)
No peggiori la situazione, che poi diventi uno di quelli che finanziano l'imperialismo culturale ammeregheno con l'iNioranza e poi fanno gli snob che il manga e' meglio ಠ_ಠ
EliminaScherzi a parte, Io ovviamente non ce l'ho coi lettori che giustamente si leggono quel che gli pare, ma con i tristi copiatori ("autori" e' davvero inappropriato) che non accennano neanche una riconoscenza verso il materiale originale.
Tranne che il lettore e' quello del caso di cui sopra, che io l'ho visto.
Sìsì sono d'accordo con te, mi autofustigavo proprio perché mi sono trovato casualmente in quella nella fascia casual che involontariamente alimenta le ingiustizie. E non senza i mezzi per evitarlo. Siamo a livelli di cantanti italiani vecchierrimi che si fottevano le canzoni d'oltreoceano spacciandole per proprie perché qui "non si sentivano" quindi non potevano essere sgamati. Oggi però c'è l'internet e lo sputtanamento (informazioni su...) è quasi immediato.
EliminaIn questo discorso ci rientrerebbe anche la questione sull'adattamento culturale, la famosa "localizzazione a tutto tondo" di materiale d'altre culture adattato a quella ricevente. Di solito nel flusso OR -> OCC si traduce in un'edulcorazione eccessiva di qualsiasi cosa sia umano e non fate turchine, il risultato un successo che altrimenti (si presume erroneamente da chi le divulga) non ci sarebbe stato "perché non saremo stati pronti" a riceverlo in quel modo. Tra distributori che ci marciano per diventare (indirettamente, ma effettivamente) proprietari di opere altrui e timori di contaminazioni delle giovini menti come si diceva nel discorso fatto ieri, il sopruso e l'ingiustizia dominano.
Comunque abbiamo reso esplicita la situazione nel caso qualche altro casual del momento come è stato il sottoscritto, inciampi in questo blog e su questa vicenda.
L’ho finito l Hunger Games. Ho visto anche il film, quest’ultimo pessimo sia come sunto che come opera in se, il classico compitino accontenta fan; il libro è un racconto in prima persona, perciò è facile immaginare quanto si senta la mancanza dei pensieri della protagonista, nello schermo una figura perlopiù muta e di conseguenza vuota (pure bruttina; il suo avatar creato dalla mia testa in base al racconto, aveva un aspetto decisamente migliore). Il libro è buon intrattenimento, forse troppo semplice a seconda dei palati. Il secondo volume invece m’ha già stancato; sembra il classico allungamento di brodaglia evitabile, da scrivere e da leggere (… a meno di voler guadagnare una vagonata di soldi e infatti sembra scritto solo per quello). Forse passo direttamente al terzo.
EliminaAlla fine che dire, ne vale la pena. La parte curiosa è che ti spinge a odiare gli spettatori che costringono 'sti poveri ragazzi ad uccidersi, senza renderti conto che tu - lettore - sei proprio tra gli spettatori bramosi d’azione, sangue e melma. Anche perché se non succede niente ti viene l’abbiocco. A tratti angosciante forse perché ricorda tanto la nostra società ipocrita e minkiona. E c'è di quel "Truman Show" che tutti, consciamente o meno, percepiamo nella vita quotidiana (i vecchi lo chiamano destino, i giovini ECHELON). Sicuramente avranno scritto papiri in proposito; se ho voglia, li cerco. Intanto Kindle a inchiostro (ormai old Kindle) continua ad essere la figata: invenzione del secolo (finora).