I tawernicoli
Tentano la quadratura del cerchio magico, scendono a patti con la (in)volontaria sospensione dell'incredulità, sbarellano ogni due per tre dal cinismo all'euforia paradossa, continuano imperterriti a videogiocare (troppo e troppo poco) e a procacciarsi dosi di qualsiasi sostanza generi la fantasia. I taWernicoli sono animali strani, alcolizzati astemi, sognatori pragmatici, rivoluzionari sonnacchiosi, entusiasti annoiati; vanno e vengono nel locale che non c'è per uno scotch d'annata (facciamo pure una birra o una gazzosa) e lanciano i loro messaggi imbottigliati nell'oceano (facciamo pure in un laghetto con le oche).
In evidenza
di xPeter Nelle settimane successive al rilascio del quinto personaggio della season 2 di Street Fighter V, bighellonando nel trainin...
300 euri per un karaoke di Vasco? Mah, non ce le vedo le groupies urlanti a spendere sti soldi.
RispondiEliminaGli analisti comunque danno PS3 in crescita, vedremo. Certo che se a due anni abbondanti dall'uscita della console succedono ancora cose come Bayonetta...
> "... Se non ci riesce nemmeno Vasco a far vendere bene la Ps3, non vedo cos'altro ci potrebbe riuscire"
RispondiElimina'Spe 'spe, questa la so!
La modifica hardware per renderla "universale"? xD
Si tratta di convincere l'utente italiano che ha senso spendere dei soldi. Sì, perché a differenza di tanti altre piattaforme munite di accrocchi, in questo caso DEVE decidere se spendere, per davvero. Da noi Sony non solo deve dimostrarsi valida, ma deve anche esserlo 200% Se in Italia una console Sony vende significa che è ritenuta valida al 200% Considerando l'incremento dele vendite c'è qualcuno che sta iniziando a ritenerla tale.
A differenza di Koji, l'ipotesi che Vasco tiri la vedo plausibile. O perlomeno lo è immaginando la tipologia d'utente che non la comprerebbero per nient'altro.
Sempre per loro, nel discorso "incentivo all'acquisto", ci metterei dentro anche eyepet. Il trailer è gustoso.
(a riguardo, appena tiro giù qualche gioco dedicato vi parlo della PlayStation®Eye, aggeggio bizzarro che forse non varrà tutti i suoi 29 euro, ma anche sì ^^)
Dopo l'angolo della gnocca, dopo quello dei motori e dello sport, nell'antro dei maschi siamo pronti per l'angolo della rissa. Io sto già con una sedia in mano, ora Vic alzati e affrontami xD
RispondiElimina"... per quanto la Sony si sforzi di ignorare la cosa, sono i giochi quelli che fanno vendere una console."
è old! La sony caccia giochi che non gli stai appresso, ma cosa più importante, durano un casino di tempo. Se la compri per i multy (a parte casi come quello di Bayonetta, ma stica') hai una piattaforma tale e quale all"altra". L'online sarà una tacca sotto, ma c'è il gratis che compensa.
Oggi perché scegliere una console Sony anziché l'altra? Giochi come LBP, Uncharted, Killzone, per quanto ottimi prodotti, non giustificano al scelta. Ma di contro neanche Halo e amici lo fanno. La situazione è bilanciata come non mai, la scelta nel caso non dipende dai giochi - che ribadisco ci sono - ma da interessi che vanno dalla questione della copia aggratis che si trova online al mero costo della console (anche questo ormai sempre più simile).
(non ho la sedia in mano ci mancherebbe... noi andiamo di patada o tavolo e racchetta di pingpong secondo i casi xD)
Maxlì l'Oscuro riemerge dal passato: la prima parte del tuo primo commento non l'ho proprio capita .-.
RispondiEliminaHai ragione sul fatto che ci sia un sostanziale equilibrio tra le due console, volendo anche i porting sfigati sono bilanciati dai RRoD... però considerando che i soldi si fanno coi core gamer (i "casual" NON COMPRANO, questa è la grande verità che l'industria attualmente si rifiuta di ammettere) io porrei più attenzione a casi come Bayonetta.
Tornando a Vasco, boh, forse avete ragione, il prezzo non è tanto diverso da Wii+WiiFit. Però tipo la mia amica Debby di Cagliari che conosce le canzoni di Vasco meglio di quanto Ned Flanders conosca la Bibbia, non ce la vedo comunque a comprarsi PS3.
In ogni caso okkio che Lucchi come tutti i metallari gira sempre con un ascia bipenne da 73kg caricata sulla schiena.
Perché sei buono e onesto allora certe cose non ti riesce di associarle xD
RispondiEliminaNiente, dicevo che quando si va ad acquistare la console da noi - dati diffusione della pirateria alla mano - è più facile che si tenga conto del fatto che acquistando una piattaforma anziché un'altra, poi si abbia la possibilità di non comprare i giochi perché puoi scaricarli aggratis. Con 360 fa, con PS3 no. Quindi scegliendo PS3 devi essere più che convinto dell'acquisto perché poi i giochi sei "costretto a comprarli". Deve trattarsi di una piattaforma che consideri più che perfetta. Se vuoi far girare GTA4 e hai la possibilità di comprare una piattaforma che ti permette di farlo - anche - aggratis, quale scegli? Alla domanda cosa farebbe vendere la PS3 in Italia, al risposta che mi è venuta è stata: la modifica, appunto.
Un discorso legato alla concezione di videogioco che si ha da queste parti. O magari è old pure questo come la cosa che su PS3 non ci siano giochi o la 360 va in assistenza(?)
Se Vic tira fuori l'ascia cercherò di confonderlo con l'Oscuro che riemerge xD
@ maxlee: ah, è vero, la modifica potrebbe fare la differenza XD
RispondiEliminapassiamo alla console war :D
"Se la compri per i multy (a parte casi come quello di Bayonetta, ma stica') hai una piattaforma tale e quale all"altra" - non sono daccordo. Tecnicamente le differenze ci sono in praticamente tutti i titoli ma effettivamente non sono così macroscopiche da giustificare una versione piuttosto che un'altra -a parte i casi limite come il da te citato Bayonetta-, però va detto che i mutlipiatta su 360 escono prima, costano meno e possono appoggiarsi ad un online più stabile e più popolato quindi il buon senso mi dice che i titoli multipiatta è meglio prenderli per 360 in ogni caso.
Il discorso delle esclusive è fortemente vincolato ai gusti personali, credo che mai come in questa generazione si faccia fatica a trovare titoli che mettano daccordo tutti con il risultato che -e qui ti do ragione- le esclusive di questa generazione sono più deboli rispetto al passato. Dal mio punto di vista pesa il fatto che si punta tanto sui seguiti.
@ Koji: se davvero i casual non comprassero non si spiegherebbe come cavolo ha fatto il Wii a vendere così tanto XD
Vasco in Italia ha un seguito ENORME e le potenzialità per fare del capitale in questa sede ci sono tutte, almeno secondo me.
P.S.: non solo l'ascia ma anche la chitarra Clementine e il bolide Falciadruidi.
L'uscita di Brütal Legend è sempre troppo lontana :D
Ho provato a vedere qualche video che mette a confronto le versioni su digitalfoundry di eurogamer, ma non li reggo e mi viene l'abbiocco :(
RispondiEliminaPurtroppo è una questione che non comprendo del tutto: ad esempio anche xPeter a suo tempo mi fece un cazziatone perché giocati Resident4 nella versione povera per PS2. A me piacque e non compresi l'"errore".
Se dici che qualche sbavatura tecnica su PS3 è presente, sarà sicuramente così.
Sul P.S. ...quello sì che sarebbe stato un motivo valido per spostarsi di piattaforma. Un giro assieme a Brutal Legend lo avrei fatto molto volentieri. Beh chissà, prima o poi uno di noi due cederà e piglierà - con anche l"altra" ^^
Già avrei dovuto specificare, i casual non comprano software.
RispondiEliminaNintendo è una hardware house, e infatti i soldi col Wii li fa solo lei, non le third parties che di conseguenza non investono e cacciano fuori solo rumenta. Fermo restando che Nintendo ha una fanbase che si comprerebbe anche delle mollette da bucato da attaccare al pisello se sono ideate da Miyamoto, soldi buoni che vanno a finanziare la Super Balanced Board Plus 2 Uber Cristo Link Edition.
Questione multipiattaforma: paradossalmente, i porting "non all'altezza" diventano un problema solo se si ha accesso agli originali. Ho un amico che si è giocato Okami su Wii, la versione PS2 non l'ha mai vista e se l'è goduto al 100% (e anche lui dice che è meglio di Zelda).
La vecchia questione dell'occhio non vede cuore non duole.
RispondiEliminaQuando pensavo al multy l'idea era in effetti quella logica di acquistare la versione migliore. Oggi con la cosa dei trofei e della gametag, giocherei su PS3 anche i titoli per DS se il farlo lasciasse qualche traccia. Non è tanto per incrementare i numeri, ma proprio per mettere insieme una sorta di documento storico del giocato. Con carta e penna ci provai pure quand'ero brufoloso. Inutile precisare che il risultato fu pessimo oltre che dispendioso in termini di tempo e biro. Dopo aver toccato il limite trascrivendo tutti i millemila armamenti e dettagli come peso etc che in armoredcore nippo servivano per il mio MazingA ideale, lasciai perdere. Tener traccia di cosa fai giocando è come se legittimasse un'azione di per se frivola ed evanescente. Gli fornisce concretezza, ancor più se in un unico spazio come la "tag" di una piattaforma.
@koji dopo postato che non potevi vedere il video, pardon ^^' avrei dovuto almeno descriverlo...
Mi sono permesso d'aggiungere il video della cover di Creep dei Radiohead fatta da Vasco.
RispondiEliminaSono questi i momenti in cui si rimpiange di non essere sordi xD
I casual non comprano? Eppure le classifiche di vendita software sono imperversate da titoli casual per DS e Wii, da tempo ormai.
RispondiEliminaSono i core che specie su Wii comprano poco, perchè hanno fatto prima ad accattarsi un 360\PS3.
ps
Non so come si comporti il wiimote, non ho provato, ma quella rumenta di Okami per Wii graficamente è pure meglio di quello per PS2.
S'era scoperto, se non erro, che c'è pure il filtro carta di riso, solo un po' meno marcato in favore di colori ben più vibranti.
Questa è la prima chart che sono riuscito a trovare. Non mi pare proprio piena di titoli "casual" per Wii e DS nelle prime posizioni. Ora vedo se trovo qualcosa worldwide, ma l'UK è comunque abbastanza indicativa...
RispondiEliminaGuarda che il "casual market" comprende anche e soprattutto la gente che gioca alle applicazioni su facebook. Fidati che so di cosa parlo.
Ah e quel capolavoro di Okami è stato criticato per Wii proprio per i colori vibranti, che cozzavano con la direzione artistica dell'originale, con colori meno saturi che richiamavano all'arte pittorica giapponese. Non ricordo se abbiano anche tagliato qualcosina qua e là, ma non mi pare.
RispondiEliminail problema di Okami per Wii non sono certo i colori ma il controllo che è tarato con il culo perchè il Wii è impreciso da far schifo. Durante un raduno ho dormito una sera a casa di phantom lord e le due successive a casa di Exsos (due utenti di GR che forse qualcuno di voi avrà visto postare in giro visto che è da tanto che ci sono). Dal primo ho provato Okami su Ps2, dal secondo l'ho riprovato su Wii: su Wii dopo 10 minuti avrei scagliato il WiiMote dalla finestra con Wii annesso. Un paio di mesi fa me lo sono comprato per Ps2.
RispondiElimina@ maxlee: la possibilità che mi prenda la Ps3 c'è perchè così mi gioco quei titoli che mi interessano, guardo i film in blue-ray (ho un discreto interesse cinefilo, ebbene sì) e magari faccio cantare Vasco a mia madre :fermosi:
però sono indeciso, di spendere una vagonata per un doppione della 360 non ne ho molta voglia, onestamente, tantopiù che ho intenzione di proseguire con la gamertag 360 visto che tengo già 21.306G. Qua mi allaccio al discorso di xPeter per la quale anch'io mi giocherei tutta la line-up del Vectrex e dell'Odyssey su 360 se mi facessero sbloccare qualcosa e a questo punto io lancio pure una speranza nel vuoto: io spero che in futuro ci sarà un account unico da poter utilizzare su tutte le console senza dover essere vincolato al possedimento di mille identità a seconda di cosa si usa come adesso (vedi XFire, 2DF, Gamertag, Id, Codici amico, ecc..). Sarebbe bello.
@Koji: "Non ricordo se abbiano anche tagliato qualcosina qua e là, ma non mi pare."
RispondiEliminaBeh per dirne una, tutto il filmato coi credits finali, tanto per fare spregio a chi l'ha realizzato.
Il wiimote - implementato bene - nel puntamento non fa una piega.
RispondiEliminaPoi può essere benissimo che i Ready at Dawn abbiano sgarrato, magari con la troppa sensibilità vien male fare i cerchietti.
@Koji
Non considererei solo le classifiche TOP della settimana; i giochi core quando escono fanno fiammate che li lasciano di norma in testa per il periodo.
Giochi tipo "Giulia passione" nei primi posti magari non ci figurano mai, poi però se vedi le vendite globali arrivano al fanstastilione perchè vendono con costanza per anni, mentre il tps-hardcore-suppappaua del momento si ferma bruscamente a 2-3 milioni.
Questi sono i numeri (worldwide) della serie "Imagine" che è un po' come la nostra "Giulia passione"; alcuni titoli che sono fuori da uno-due anni hanno anche dei numeri interessanti, ma considera che gli stessi numeri un blockbuster li fa in due settimane.
RispondiEliminaPoi comunque ci sarebbe da riflettere sulla definizione di "casual gamer". In un certo senso il fatto stesso di comprare o no ti definisce. Per esempio, è più "casual" un bambino di 6-7 anni che compra questo genere di titoli, o il piratone che ne scarica 300, li gioca 30 secondi l'uno se va bene, e non compra un kazz?
Secondo me non è tanto il comprare che definisce, ma il mero consumo.
RispondiEliminaCome suggerisci, proviamo a pensarci e a dare un nome alle cose… Casual è colui che compra i giochi e soprattutto se li fa comprare, MA non li gioca.
I giochi casual di solito sono giochi di merda che si comprano per un motivo che prescinde dal gioco in se. È composto da una copertina ammiccante e un’idea altrettanto sfiziosa la cui realizzazione è superflua. Siccome il casual non lo giocherà poco importa della sua qualità, l’importante è che appaia interessante nell’aspetto e nel concetto. Vendono a prescindere dal loro valore, ma appunto vendono perché non devono sottostare a certe regole di qualità imposte dal cliente, che in questo caso se ne fotte altamente - in quanto casual non appassionanto - andando ad alimentare quel tipo di mercato. Da parte nostra l’odio risiede nel fatto che questi titoli incoraggiano gli investimenti perché per quanto merdoso sia, venderà ugualmente. Può essere anche un buon prodotto, magari questo di Vasco lo è, ma il senso non cambia. Siccome si basa sull’aspetto e il concetto e siccome chi lo comprerà per quello non lo giocherà, si tratta di un prodotto casual.
Seguendo questo ragionamento il piratone svolgendo l'attività in 300*30" resta attivo almeno tre ore. Sempre più di quanto giochi un casual che vuole possedere le cose, non sbattersi - faticare - per usarle. Giocare è fatica e fin quando sarà così solo coloro che decideranno di sottostare a questa "scocciatura" potranno chiamarsi appassionati e non i casual che la evitano, pur comprando.
Che poi siano una fetta trascurabile del mercato, questo non lo so. Ho solo colto lo stimolo a riflettere sul nome ^^
Bhè vedi la tua definizione è un misto di ideologia e reminiscenze (di quando anche noi si comprava per una copertina), ma ha poco a che fare con un'analisi vera e propria.
RispondiEliminaSe non giochi non sei un gamer, questo mi pare abbastanza evidente. Quindi se si parla di "casual gamer" si parla comunque di gente che gioca. Ora, non si può "giocare svogliati", è un ossimoro: il gioco è un'azione che richiede tutta la nostra attenzione per definizione, quindi questi "casual gamers", anche se giocano forme più semplici ed estetiche diverse, ci mettono la stessa intensità che ci mettiamo noi. Se adesso ti dico che il videogame più giocato del mondo è il Solitario di Windows, iniziamo a capirci meglio? :)
A me sembrano numeri importanti.
RispondiEliminaUbisoft's successful Imagine series, the first-ever dedicated brand of video games for girls ages 6 to 14, has sold more than 14 million units worldwide making it the No. 1 girls brand on Nintendo DS (Source: NPD 2008).
Non sono numeri da buttare certo, ma se prendi in considerazione le serie, dovresti paragonarli coi numeri di tutti i Resident Evil, tutti i GTA, tutti i Final Fantasy, tutti i FIFA... Gran Turismo come serie è oltre i 100 milioni, per dire l'unica che so.
RispondiEliminaMa che paragone è? Devo confrontare le vendite di Imagine, serie nata l'anno scorso su NDS, con Resident Evil che c'è da 15 anni o più ed è uscito anche in versione per tostapane?
RispondiEliminaTra l'altro, giochi come GTA o Fifa o PES vendono a sporte anche tra i casual.
RispondiEliminaConsiderando che il numero dei titoli per serie è paragonabile, sì. Se la vuoi vedere da un altro punto di vista GTA IV da solo sta sulla stessa cifra. Poi che Ubisoft abbia deciso di fare la serie su DS e mantenerla solo lì ha a che fare col target, ma anche coi costi di sviluppo più bassi.
RispondiEliminaEh ma vedi che continui a pensare ai casual visti dall'hardcore. Chi compra FIFA o PES o GTA non è proprio "casual".
RispondiEliminaQuindi chi è che sarebbe "proprio casual"?
RispondiEliminaQuelli che giocano i Solitario, i Farmville, lo Snake sul cellulare. Sono tanti eh, certe stime parlano di un numero attorno al miliardo di persone.
RispondiEliminaL'industria vorrebbe che una parte di questa gente si "evolvesse" in core gamers compratori (che sono sempre di meno): con questi numeri in ballo, anche una millesima parte vorrebbe dire milioni di vendite in più. Il problema è che in verità i due mondi non dialogano, PS3 non è la naturale evoluzione di Farmville su facebook. Quella gente solo a vedere un joypad scappa perchè è "troppo complicato per essere divertente".
Parlando da casual della musica. In linea di principio non la compro e qui avrebbe ragione Koji. Però ne compro, perché l’ascolto e in qualche modo dovrò riempire l’i-pod. E cosa compro? Quello che magari sento alla radio o alla tv, chessò il cd della tizia con la voce roca che ha vinto Amici e che da non appassionato - quindi ignorando la commercialata che può esserci dietro – trovo piacevole ascoltare. Oltretutto non consumandone una quantità spropositata, non ho problemi a comprare, perché quando mi serve sgancio tot euro, quindi ogni piccolo interesse da parte di un iNiorante come me, non appassionato ad alcunché suoni, genera profitti.
RispondiEliminaDa una parte ci sono gli appassionati ovvero coloro che s’interessano al prodotto sotto tutti gli aspetti, scelgono con cognizione e fruiscono una quantità considerevole di materiale.
Dall’altra c’è “solo” il resto del mondo, ossia il 90% degli esseri umani, potenziali ascoltatori, videogiocatori, telespettatori, pescatori che non fruiscono di quella determinata attività per passione, ma se capita l’occasione, se magari colgono il richiamo della copertina comprano (in senso lato: il richiamo può essere inteso in tanti modi, non solo come per noi e Mazinga raffigurato).
In teoria è vero, i casual comprano poco, però siccome sono di più, i loro acquisti nell’insieme generano delle cifre considerevoli.
La serie Image la prenderanno le ragazzine, Vasco le aspiranti cantanti degli amici di maria (la conduttrice, non il vegetale… beh in effetti fa lo stesso). Nell’insieme, pur essendo casual con sfumature diverse, più o meno coinvolti, fanno cifra.
I casual possono essere anche non videogiocatori, come io sono un "non ascoltatore" che se capita ascolto, acquisto, ma non è che questo mi definisce "ascoltatore".
C'è una mole di persone che dedica all'intrattenimento audio la maggior parte della sua esistenza e n'esiste un'altra mole molto più consistente formata da chi invece ci capita casualmente, saltuariamente.
Casual è casual non è una figura così difficile da identificare; se poi s'intendono altre sfumature, che esistono pure fra gli appassionati come ben sappiamo, allora è diverso. Bisogna suddividere la torta trovando le varie sezioni che compongono la massa di occasionali. Per dire ci possono essere casual "compranti" e casual "non-compranti" (quelli che... sprecano 2000 euro altrui e 80mila anni d'evoluzione per giocare al solitario in ufficio). Dalle cifre che girano pare che i "casual-compranti" non siano pochi.
Ho letto ora la risposta a xPeter. E come dicevo si tratta di sfumature. Mia sorella – che gioca al solitario, Peggle ma che ha finito Dragon Quest 8 e Fable – non si sognerebbe mai di prendere il pad per giocare Street Fighter o Ninja Gaiden per dire due titoli a caso. È una giocatrice per definizione, “anomala", una sfumatura, ma giocatrice. Di contro mio cuGGino si è preso il Wii, ci gioca a Natale al posto della tombola, non gli importa niente dei videogiochi in senso stretto. È un casual che c’è capitato. Il suo contributo all’industria videoludica l’ha dato, i suoi soldi hanno incrementato le cifre, però degli acquisti casual. Mia cuGGIna (così cito tutti i parenti e bon) non sta appresso di certo ai videogiochi però di fronte al cantare insieme a Vasco ci farebbe un pensierino. È una casual che può sganciare dei soldi che anche in questo caso andrebbero ad alimentare le cifre dei casual.
RispondiEliminaOddio, come sempre non è che la propria pozzanghera possa far testo per capire come va il mondo tutto, però è indicativa in un certo senso. E poi anche senza questi esempi limitati, la logica credo mi dia ragione. Se poi la realtà del mercato videoludico con i fatti racconta altro, allora non so; più che altro tentavo di dare un contributo per la questione dei termini e definizioni.
Il mercato della musica è un mercato "maturo", e infatti cosa succede: il pop lo paghi SEMPRE a prezzo pieno, mentre i prodotti più "hardcore" spesso e volentieri si fanno promozione anche proponendosi gratis su certi canali. Proprio il contrario di quello che succede coi videogiochi. Poi la musica è culturalmente accettata, e ha un prezzo di ingresso esponenzialmente più basso: in Italia i CD costano di più, e infatti vedi già che la musica fa numeri molto più bassi.
RispondiEliminaPoi tu ascoltatore lo sei in quanto possessore del senso dell'udito: non sarai "audiofilo" ma la funzione dell'ascolto ce l'hai per genetica di specie. Il gioco è la stessa cosa, si può non essere appassionati a forme complesse come i videogiochi, ma la voglia di giocare è intrinseca all'essere umano - e considera che è almeno dai tempi di Aristotele che la "cultura" cerca di levarcela, quindi per resistere dev'essere anche bella forte.
Poi scusa, non recepisco proprio la frase "sprecano 2000 euro altrui e 80mila anni d'evoluzione per giocare al solitario in ufficio". Tu quoque Maxlì? A parte che postazioni da 2000 euro non credo siano neanche i nuovi pc che abbiamo all'università, allora anche giocare a calcetto la domenica è una barbara rievocazione della caccia preistorica che nega il progresso di andarsi a prendere la bistecca in vaschetta al supermercato.
Tornando al caso particolare, come ho detto probabilmente Singstar Vasco venderà bene, perchè IN QUESTO CASO le analogie PS3+Vasco con un Wii+WiiFit sono forti. Quindi i tuoi cuGGini rientrano nella casistica. Non so comunque se venderà quanto Sony spera. La differenza grossa tra Sony e Nintendo però è che la prima rimane una compagnia che fa i soldi sul software, che tua cuGGina andrà avanti a non comprare.
A me sembrano i soliti discorsi in cui ci si diverte a dare una specifica definizione e poi ad inquadrare il tutto nella categoria.
RispondiEliminaNon so se esista una "definizione ufficiale" e non trattabile di casual gamer; questa del "fruitore esclusivo di solitario e snake" mi convince proprio poco, non mi sembra meno arbitraria di un'altra.
"Definizioni ufficiali" nel marketing non ne esistono. I fatti sono: questa gente c'è, sono molti di più degli "hardcore gamers".
RispondiEliminaPoi io in realtà non è che volessi neanche mettermi a dare definizioni, il contenzioso è nato su un mio commento in calce che vi dò come dato di fatto, potete credermi o no :)
E fin lì ci siamo. Solo che non è che non comprano, è che comprano poco ripeto al bacino potenziale che potrebbero costituire, perchè sono appunto "casual"; mentre l'hardcore è in inferiorità numerica netta ma è "sistematico" e perciò rappresenta una garanzia dell'esito commerciale.
RispondiElimina