mercoledì 29 aprile 2009

Una sensazione così fortemente DS...

Flower, Sun and Rain potrebbe costituire un buon test intitolato "quanto sei sudacinquantuniano?".
L'occhio percepisce nell'immediato il medesimo registro visivo di killer7 e No More Heroes, stavolta ulteriormente esasperato dalle scarse capacità computazionali della console portatile; la rappresentazione è incerta, i pixel macroscopici, il fascino comunque indubbio - confessandosi ad un certo punto autocosciente del propri limiti estetici, il gioco quasi rivolta la frittata. L'esperienza si muove tra l'ironico, l'onirico e l'ornitorinco; tutto ciò che è sbilenco in teoria, presentandosi in pratica come voluto, diventa un modo d'essere sfuggendo dalla categoria di disfunzione, un po' come il jeans appositamente strappato è stile, non abbigliamento fallato. Trattasi di marchio di fabbrica dell'autore; prendere o lasciare.
Molti tempi (dilungati a dismisura in relazione alla sostanza ludica) e passaggi (ridondanti in maniera quasi provocatoria) sarebbero secondo raziocinio sbagliati, ma acquistano un certo senso in termini di straniamento e perplessità indotta - a qualcuno sarà tornata alla mente, in diversa proporzione, la lunga passeggiata iniziale di Silent Hill 2, che pur confinando il giocatore alla quasi nullafacenza aveva il compito di veicolare una sottile suggestione. Specie durante certe digressioni deliranti si accaparra un posto al sole l'accompagnamento sonoro, smorzato dalla compressione della piccola cartuccia ma comunque variegato, dettagliato e studiato come solo la premiata ditta Takada\Fukuda sa concepire e infiocchettare; gli improbabili remix di motivetti famosi alimentano le sensazioni esotiche.
A patto di digerire una portata infarcita di dosi massicce di assurdità e speziata di surreale, i testi sono quantomeno interessanti, una boccata d'aria fresca rispetto alle convenzioni e stucchevolezze su cui i videogiochi tendono ad appiattirsi di norma; ogni discorso strambo è in bilico tra l'essere fine a se stesso, il sottintendere un qualche riferimento (alla storia, al gioco in sé o persino al giocatore) ed il preparare il campo a qualche effetto successivo (comico, grottesco o in termini di empatia nei confronti di questo o quel personaggio).
In fin dei conti, similmente a quanto succedeva in maniera ben più ortodossa in un Hotel Dusk, l'attività principale è proprio la lettura, con gli enigmi in chiave numerica che fanno da pungolo periodico alla partecipazione attiva; di norma si tratta di prove indolori e scontate, altre volte le richieste diventano incoerentemente e senza preavviso più problematiche - per l'ennesima volta, è più una ricerca di artifici disturbanti che di un impianto giocoso di senso compiuto e ricompensa garantita.

Poco importa che al termine delle 16 giornate storte di questo Groundhog Day jappo-lisergico senza capo né coda ci si ritrovi con un pugno di mosche; in fondo, c'è un piccolo Sumio Mondo dentro ciascun giocatore.

tracce mp3
Gymnopedie1
I love you, Porgy
Summertime
Welcome to Losspass
F.S.R.
Cuban Overture

links
Grasshopper Manufacture
Sito ufficiale
FSR secondo maxlee











8 commenti:

  1. A volte capita che un gioco finisca col trovarsi più "a casa" grazie a un port che non sulla piattforma d'origine... Questo è certo vero in occidente per Phoenix Wright (chi lo identificherebbe mai col GBA), e a quanto scrivi sembra sia anche il caso di FSaR, in origine un gioco PS2.

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  2. Mai uscito dal Giappone tra l'altro.
    E' stato annunciato per NDS anche un porting/remake di "The Silver Case", altra avventura grafica di Suda mai esportata, uscita originariamente su PSX (e da poco aggiunta ai PSone Classic sul PSN jap). Dovrebbe saltar fuori quest'anno, giusto per allietare l'attesa di NMH2.

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  3. Uff credo di aver scoperto di essere poco sudaconquantiniano: mi piace molto la sensazione che provoca, non ha caso mi ha fatto piacere parlarne o stupire qualcuno che non lo conosce attraverso cotanta stramberia. Purtroppo però il mio interesse si ferma lì: mi piace il botto strambo, ma come gioco da portare fino alla fine lo trovo troppo complicato, poco amichevole, insomma una faticaccia. Ne ho tutta una serie in grado di provocarmi questa sorta d'interesse superficiale, per ciò che rappresenta e per il contorno ancor prima di ciò che è davvero. Lo rimando ancora, forse si tratta di non essere ancora giunto il momento giusto per uscirci :(

    Il discorso della piattaforma perfetta è vero in molti casi; l'ho notato con giochini che in altre forme non toccherei manco per sbaglio o quel che diceva koji riguardo ad alcuni titoli psx che riprendono vita dentro la PSP.

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  4. Ad ogni modo credo che Suda risulti più indigesto nell'avventura pura di FSaR che non in Killer 7. Nell'avventura tradizionale la ermeticità (quando non plateale insensatezza) dei dialoghi e la illogicità degli enigmi possono produrre un rigetto immediato. Consiglio quindi a maxlì di provare Killer7 o NMH dove queste caratteristiche sono marginali rispetto a meccaniche di gioco bene o male collaudate. In effetti ho apprezzato specialmente Killer7 proprio perché il delirio dell'intreccio politico era un surplus su un solido impianto di shooter.

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  5. Hai ragione. Ci pensavo quando mi è venuto in mente che mi manca ancora Contact. Un Suda51 culinario, che cuoce stramberie, ma almeno basate su pietanze più vicine ai propri gusti. Insomma se mi facesse una suda-tiramisù, diventerei verde a prescidnere dalla creatività utilizzata nella scelta degli ingredienti. Le avventure-se ci sono le assaggiovolentieri, ma preferisco un rpg-uovaripiene di tonno e maionese. Forse riuscirei a comprenderlo meglio.

    Ma anche quella bistecca al sangue di Killer 7. L'hai citato e mi è tornato in mente: si tratta di uno di quei giochi che avevi intenzione di provare, assolutamente fin dalla rece di xPeter anni fa, ma davanti allo scaffale dell'usato ti dimentichi della sua esistenza ^^"

    Ora me lo segno per bene e lo cerco... anche se esiste troppa roba da provare, una sola vita non basta... ma mi sa neanche cinque o sei ^^

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  6. Max, dato che la vita è breve, è meglio dare la priorità a killer7 rispetto a Battlestar Galactica o Jumper o Next :D
    Te lo consiglierei sul Cubo dove da per certo il meglio(grafica, puntamento e caricamenti), ma su PS2 dovresti trovarlo sotto i dieci euro con più facilità, magari da Gamestop, così male che vada cadi in piedi.
    Ironia della sorte, Contact io non riesco a resisterlo manco per 10 minuti proprio per la sua natura da pseudo-jrpg, a differenza di un FSR che come avventura grafico-testuale si gioca quasi da solo, facendomi degustare le idiozie di Suda senza montagne di combattimenti a turni tra l'una e l'altra e senza l'insopportabile visuale isometrica con omini superdeformed.

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  7. Per me e BStarG è troppo tardi, ormai è un'ossessione. Ho trovato una puntata dove accade una certa cosa che mi sta spingendo a ripassarle tutte per scovare le incongruenze ed emalizzarle agli autori. Presente il negoziante di fumetti dei Simpson e la sua ossessione per Star Trek? Toglieteli qualche chilo, infilategli la tuta del Galactica anziché dell'Enterprise e avrete idea di come vada in giro in questo periodo, ordini di teletrasporto vs salto al cellulare compresi e ricerca dei nemici cyloni per obbligarli a ramazzare il ponte della nave XD. Almeno voi salvatevi ^^"

    Sul cubo immagino tu abbia ragione come riguardo alla versione migliore di RE4. Però credo che per semplicità Killer 7 lo prenderò per PS2: se gli scafali della famosa catena avranno il consueto ordine alfabetico, vado di K e dovrei trovarlo al volo ^^

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  8. Arrivo a commentarlo con OTTO anni di ritardo rispetto a voi perchè io ho i miei tempLOL

    FSR è un gioco duro da approcciare, fa di tutto per non farsi voler bene: poligoni tagliati con l'accetta, dialoghi inutilmente verbosi, trama che ci impega del tempo a decollare, telecamera oscena, backtracking esasperato -soprattutto nelle fasi finali di gioco-, aiuti sbloccabili tramite passi da farmare che manco le risorse in un MMO.. non propriamente un bel biglietto di presentazione; ma se si riesce a stringere i denti, alla lunga emerge tutto il suo fascino, fatto di personaggi bizzarri, dialoghi interessanti, divertenti, occasionalmente "meta" ed un'ambientazione affascinante accompagnata da una colonna sonora di tutto rispetto. Purtroppo il gioco sembra non voglia soddisfare il giocatore fino in fondo e occasionalmente gli dà carota e bastone insieme nella forma degli enigmi, la cui soluzione spazia dall'intelligente al fin troppo tirato per i capelli. Dove però il gioco lascia veramente perplessi è sulla trama e sopratutto sul suo chiarimento a fine gioco: questo titolo è il seguito di The Silver Case e riprende narrativamente situazioni e personaggi di quel titolo non curandosi del fatto che il giocatore potrebbe non conoscerli ed invece è una cosa tutt'altro che banale visto che a differenza di questo capitolo The Silver Case in occidente non ci era arrivato e nel frattempo ci è arrivato solo a partire dall'anno scorso con una versione appositamente rimasterizzata; questo rende le spiegazioni finali piuttosto fumose ed è probabile che chi lo ha dovuto recensire all'epoca non ci abbia capito un granchè, a parte il loop temporale alla base del tutto.
    Personalmente ho preferito The Silver Case per la sua maggiore concentrazione sulla narrazione, quest'ultimo è comunque importate giocarlo per primo perchè altrimenti qui ci si perde un importante pezzo di storia. Flower Sun and Rain è un titolo interessante ma che difficilmente si consiglia perchè è talmente particolare che dovete fondamentalmente già sapere voi se potete essere inclini a giocare titoli giapponesissimi di questo genere: se sì allora dovreste darci un'occhiata.

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