mercoledì 25 marzo 2009

[I Bellerrimi] La luce per le falene

A differenza del critico cinematografico che basa la sua analisi considerando fattori tecnici e artistici riconosciuti a livello accademico, l'utente comune ricava l'opinione su un film controllando se a fine visione le richieste seguite alla scelta del genere (commedia per ridere, horror per paura…) hanno ottenuto una valida risposta. L'utente leggermente più evoluto, quello che ad esempio acquista riviste dedicate e conosce la maggior parte dei protagonisti, può rendere più mirata l'aspettativa legandola a questo o quell'autore di cui conosce la capacità di fornire determinate emozioni. Nel nostro caso Sunshine viene scelto dall'utente comune per l'appartenenza al genere catastrofico/spaziale e da quello più evoluto per la presenza di Danny Boyle, regista in grado di performance mediocri come The Beach o ammirevoli come il recente The Millionaire vincitore di diversi premi oscar: a prescindere dal risultato, è in grado di rendere riconoscibili i suoi lavori grazie ad una sorta di rappresentazione più credibile della norma, nonostante i temi trattati viaggino ai confini della realtà.

La storia racconta la classica escursione spaziale vissuta nell'ambiente claustrofobico dell'astronave, con i membri dell'equipaggio che partecipano allegramente al meccanismo della selezione naturale (un tempo a morire per primo era sempre il protagonista di colore, oggi la situazione è più imprevedibile). Che si tratti di una missione di soccorso, d'esplorazione o di semplice cazzeggio stellare, le difficoltà saranno abbondanti e legate alle emergenze a cui porre rimedio sistematicamente. In Sunshine la parte della spada di Damocle è interpretata in maniera convincente dal sole, mostrato in tutta la sua devastante e "oscura" presenza. Ad ogni oscillazione del filo che tiene la lama sospesa sopra i membri dell'equipaggio, si prova un soddisfacente grado di tensione presente per tutta la durata della pellicola e classico fenomeno capace d'incollare lo spettatore allo schermo, anche durante qualche episodio poco chiaro o inflazionato.

Dopo una partenza lenta quanto un veliero all'uscita dal porto, inizia la salita verso il picco emotivo con il vago sentore della presenza di una risoluzione mistica oltre alla più scontata riuscita della missione. Se si tratta di una sensazione confermata lo saprete solo vedendo il film, perché in Sunshine lo scopo della visione sta proprio nell'attesa di scorgere cosa si cela oltre la vetta, ancor prima della forma della vetta stessa.

A conti fatti le risposte che si possono ricavare dopo la visione suggeriscono che si è trattato di un viaggio gradevole anche se con più stucchevolezze del previsto. Il risultato comprende la soddisfazione per una tensione sempre alta e la perplessità scaturita da un primo tempo che promette tanto e un secondo non del tutto in grado di mantenere gli impegni. Chiudendo un occhio per volta, Sunshine è una storia a cui vale la pena partecipare.

7 commenti:

  1. E diciamo che se gli horror proprio non mi piacciono perchè sono stupidi, i film catastrofici comunque li tollero poco perchè sono pallosi. Ovviamente, anche in questo caso South Park ne ha una sua versione XD

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  2. Due giorni prima di dopodomani… oh cazzo, ma è oggi :O
    ahahhah bellissimo: queste segnalazioni mirate mi stano facendo apprezzare molto di più la serie ^^

    I film catastrofici, oltre a sfiorare sempre il ridicolo sia nelle situazioni che nei comportamenti dei sopravvissuti, di buono hanno che sono sempre stati il top in quanto ad effetti scenografici: di solito quanto decidi di vederne uno è perché sai che sarà tutto così dannatamente esagerato, Godzillesco; mi piacciono molto sotto questo aspetto.

    Però nel caso specifico di Sunshine è assente perché gli effetti del male a cui rimediare li hanno tagliati (la terra non si vede "mai"), concentrando il film tutto sulle vicende del viaggio spaziale (infatti inizia già dentro la nave e "in prossimità" del sole).
    Non ci avevo pensato, in effetti la copertina USA che scimmiotta la camminata in parata slow motion all'Armageddon può trarre in inganno: non c'è nel film (anche perché paradossalmente non ci sarebbe "lo spazio" per eseguirla xD).

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  3. Sunshine a me è piaciuto specie all'inizio.
    C'è quella sorta di alone onirico, quel Sole che è quasi un Dio morente da contemplare. Poi il punto di non ritorno, il fisico chiamato a prendere da solo una decisione su cui pende il destino di ben più dell'equipaggio a bordo.
    Poi partono i clichè a raffica ed il tutto diventa abbastanza pragmatico, al che si spezza un po' l'incantesimo anche se la tensione della situazione estrema rimane giocoforza.

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  4. Sì esatto, nella prima parte anch'io mi sono lasciato andare alla situazione; diciamo che si poteva anche arrivare a pensare di essere realmente a bordo con loro, quindi considerare normale i tempi leggermente diluiti. Complice anche il fatto che il film inizia già sopra la nave senza fattori "esterni" che potevano inficiarne l'appartenenza, insomma senza una storia dietro che poteva escluderci.

    Poi ancora d'accordo, la seconda parte è stranamente sottotono, secondo me molto ben rappresentata dalla battuta sarcastica "di che hai paura, che ci uccidano gli alieni uno ad uno" riferita ad altre pellicole simili; come se si sentisse la presenza dell'ovvietà e si cercasse di scacciarla puntando ad una soluzione più straordinaria. Poi realmente presente/assente? Una risposta in tal senso sarebbe troppo spoilerosa, la evito.
    Diciamo che tra i film sui viaggi spaziali può essere annoverato fra i degni di nota; alla fine sono davvero pochi fra quelli girati interamente nello spazio ad essere del tutto riusciti.

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  5. Da poco ho visto Solaris, la versione moderna, quella con l'attore brizzolato di "No Martini, No Party" e "Mag-nifico" :D
    Per quanto viri un po' troppo sul sentimentale rispetto al fantascientifico, conserva per tutto il film quell'atmosfera sospesa ed ambigua di "non capisco se sono sveglio o se sto continuando a sognare", cosa che a Sunshine non riesce (volutamente o meno).
    Insomma, altra "situazione tutta spaziale o quasi" a cui si può dare un'occhiata.

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  6. Se si parla di film "tutti nello spazio" mi pare ci stia dentro anche Wing Commander: Attacco Alla Terra, dallo stesso regista del videogioco e talmente gramo da non essere ricordato neanche quando si parla di pessimi adattamenti videogioco-film XD

    (per la serie Koji Kabuto: l'uomo che non sa nulla di cinematografia ma che ha comunque visto l'inguardabile)

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  7. E infatti Wing io non l'ho mai sentito (ma lo guarderò xD). Neanche io sto sempre pappa e ciccia con il cinema, ho avuto sempre un rapporto altalenante. Periodi in cui mi compro tutte le edizioni esistenti del Morandini segnandomi con l'evidenziatore liste chilometriche di film da non perdere e altri dove riesco a malapena a vederne uno al mese. Erano almeno due anni che non ne vedevo così tanti di seguito. Per esempio oggi è toccato a The Sentinel aggratis sui canali nazionali (il solito film sui servizi segreti ammerrikani, con un Douglas che l'ha elevato ad un qualcosa di godibile).
    Aspetto che l'interesse cinematografico ricali (tanto me ricala ^^").

    @xpeter Solaris l'ho evitato perché ho pensato che il George ha troppi amici e quindi che li avessero vantato le prestazioni alla regia per fargli un favore. Se dici così gli darò una possibilità (ma deve aspettare che mi stanchi di riguardare i capolavori del dio regista Clint Eastwood... azz non ne sbaglia una, un grande)

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