David Cage, in un'intervista rilasciata a Gamasutra, ha avanzato un paragone tra il tipico andamento narrativo dei videogiochi e quello dei film porno, prendendo come esempio la struttura del recente Uncharted per PS3, in riferimento a quanto intenderebbe invece realizzare con il suo prossimo progetto, Heavy Rain.The big difference between Uncharted and what we're doing here is that Uncharted was still structured like a video game. It gives you a bit of story, then action, then a bit of story, then action - like porn movies, when you think about it.
Porn movies are structured in exactly the same way, except that the action is not the same (laughter), but it's the same structure. Most video games are done like that. It's one thing to do a great cutscene, even if it's real time. It's another thing to try to tell the story as you play, so the story's not told through cutscenes -- it's told through gameplay. So you don't need acting performance in cutscenes. You need interactive performance.
E' un un punto di vista interessante, peccato che arrivi proprio dall'autore di Fahrenheit, un titolo disastroso sia dal punto di vista narrativo sia da quello dell'interazione, quest'ultima confinata ad un insieme snervante ed intrusivo di quick time event - ebbene sì, c'era un minigame apposito anche per una scena d'amore XD
Per ora il buon Cage ha dimostrato di predicare bene e razzolare male, ma una seconda chance non la si nega a nessuno.
Per ora il buon Cage ha dimostrato di predicare bene e razzolare male, ma una seconda chance non la si nega a nessuno.
Che barba che noia che noia che barba...
RispondiEliminaPreciso, non ce l'ho col post di xPeter ma con Cage che dice sempre le stesse cose da anni... e i risultati si vedono eh
RispondiEliminaUn altro esempio di questo tentativo d’evoluzione non del tutto riuscito si trova in Bioshock, dove si è partiti dal concetto di raccontare (quindi permettere di vivere l’esperienza) attraverso un ambiente steampunk ben caratterizzato per poi inscenarci solo una serie ininterrotta di “trombate” differenziate solo dalla possibilità di eseguirle con qualche posizione rubata al kamasutra, ma nulla più oltre a questo (soprattutto se con la versione “missionario” si riusciva a portare a casa lo stesso risultato senza troppi sbattimenti).
RispondiEliminaQuello che voglio dire è che prima di preoccuparsi di proporre una prestazione interattiva ci si dovrebbe preoccupare di proporne una che abbia senso e che risulti più coinvolgente del solito secco gesto meccanico. Continuo a pensare che la base di Bioshock sarebbe stata ottima per imbastire un altro tipo d’approccio e iniziare a dimostrare che con il videogioco si possono vivere situazioni potenzialmente coinvolgenti, “goduriose” ma non per questo legate imprescindibilmente alla soddisfazione di un solo tipo di prurito... insomma se non si vuole ottenere un film porno non si deve infarcire la pellicola di rapporti sessuali e inquadrature di genitali, così come se si vuole fare un videogioco che non ne ricordi la blanda e ripetitiva struttura non bisogna riempirlo per forza di ammazza-mazza e zoom su arti tumefati e pozze di sangue.
Hai ragione Koji sono sempre le solite buone (e sole) intenzioni che lastricano la strada dell’inferno. Sfogliando le anteprime di qualsiasi vecchia rivista se ne trovano a decine e tutte disattese. Prima o poi ci arriveranno o magari avremo info più realistiche quando l'informazione ufficiale smetterà di appiopparci le preview a mo' di spazi pubblicitari o le interviste senza nessun tipo di contraddittorio (anche in questo caso a mo' di auto-promozione al limite della pubblicità occulta stimola hype). Di buono c'è che qualcosa su cui discutere l'offrono sempre in un modo o nell'altro, alla fine - per me utente - è quello che conta ^^
RispondiEliminaOT
caspita, sto fuori due giorni, rientro e ti becco nell'uscio (stesso orario del commento ^^)... se ci mettiamo d'accordo nel cercare di beccare il minuto nell'arco di 48 ore non ci riusciamo di sicuro xD
Fahreneith non l'ho trovato malaccio come film.
RispondiEliminaOps, doveva essere un videogioco?
No, perchè sembrava un puntata di "Sensualità a corte" o una rivisitazione del sistema di controllo di "Dragon's Lair".
Ovvero "hai un bivio, poi lascia che ti faccia vedere 15 minuti di storia, poi c'è un altro bivio"
Non credo ce abbia capito che i VG sono più come Uncharted e non come Fahreneit.
Mmhm, non so. Nel gioco dell’avvocato Phoenix Wright per DS non fai altro che pigiare tasti intervenendo di quando in quando dopo una mole considerevole d’informazioni passive. Eppure è divertente, eppure è proprio “gioco” ottimamente implementato nel video, quindi è videogioco, con la V maiuscola aggiungerei. Insisto: secondo me si tratta di offrire azioni coerenti, per certi versi nuove o comunque adeguate al contesto narrativo e abbandonare il dannato ammazza-mazza, o comunque riservarlo ad un determinato genere senza pretendere che questi - con le caratteristiche di gioco arcade - diventi qualcosa d’altro. In Bioshock citato prima il problema non era il mancato racconto di una storia coinvolgente di per se, ma era il risultato di storia piegata al sistema FPS…, che capisco sia un qualcosa di ormai acquisito e facile da esporre, ma se non ci appiccica un cavolo nel contesto è come abbiamo detto prima, infilare trombate su trombate perché non si sa in che altro modo impostare le cose.
RispondiEliminaFahreneith è un tentativo mal riuscito, ciò non toglie che possano esistere tentativi validi... secondo me.