by VicRattlehead
Titolo scaricabile di stampo action/platform da me comprato
in formato scatolato tramite Strictly Limited Games, trattasi della prima loro
produzione che gioco.
Il gioco si caratterizza subito per una direzione artistica
molto bella e piena di colori accesi che lo distinguono un po’ dalla massa e,
una volta preso il pad in mano, ci si rende conto che dentro “c’è anche della
ciccia”: il gioco era inizialmente previsto come episodico, è uscito di fatto
in due sole parti ma è stato pensato fin da subito come un titolo unico
completo, rendendo l’esperienza di gioco molto più omogenea e completa di
quello che si potrebbe pensare. Nel gioco noi controlliamo Pankapu, un’entità
mutaforma creata da poteri più alti con lo scopo di riportare l’ordine nelle
lande di Peppu sovvertite dal caos; proprio la natura mutaforma del
protagonista è la ragion d’essere di questo gioco dato che il giocatore avrà a
disposizione tre alter ego con abilità e attacchi differenti da switchare in
continuazione per far fronte sia ai nemici che all’esplorazione stessa,
denotando da questo punto di vista un level design molto buono che forza il
giocatore ad usare in maniera reiterata tutte le forme anche all’interno di un singolo
livello; lo sbloccaggio dei poteri prevede inoltre la possibilità di ritornare
sui livelli già completati per aprire nuovi percorsi, dando così al titolo un
certo retrogusto di Metroidvania che non guasta mai. Il senso di progressione
dato dall’acquisizione di oggetti e abilità è buono ma segna forse l’unico vero
difetto del gioco, ovvero che ci vuole un certo tempo prima che si acquisisca
la seconda delle tre forme a disposizione e che il gioco inizi davvero ad
aprirsi. Non essendoci punti esperienza e sistemi di levelling l’apertura
progressiva del gioco è segnata dall’acquisizione di poteri ed oggetti che
riescono comunque a fornire un buon senso di crescita durante il gioco. Il
titolo, nel complesso è anche piuttosto lunghetto, penso di averci buttato
dentro una ventina di ore non facendo neanche tutto al 100%, pur vedendo la
maggior parte delle cose che questo aveva da offrire.
In definitiva siamo di fronte ad un titolo che tuttosommato
non inventa nulla ma quello che fa lo fa bene e intrattiene piacevolmente,
risultando un’esperienza completa e bilanciata che mi sento di consigliare.
Questo titolo di due anni fa rappresenta il seguito di
Chime, gioco a cui dedicai un post anni fa nella mia rubrica dedicata ai Live
Arcade di Xbox 360 qui: la formula è assolutamente inalterata e ripropone la
sua struttura da Lumines+Tetris che lo aveva caratterizzato già all’epoca,
semplicemente il gioco si veste a nuovo grazie a nuove skin e musiche come
avviene nei Lumines e con l’aggiunta di due modalità di gioco extra; purtroppo
queste vanno sbloccate per ogni singola skin rendendole di fatto quasi
inacessibili perché le richieste per lo sbloccaggio sono la copertura di almeno
il 60% dell’area nella modalità precedente o addirittura il completamento totale
dell’area nella modalità standard.
A margine segnalo che questa volta il prezzo del gioco è
raddoppiato (10€) e che non c’è citazione da nessuna parte di eventuali
donazioni come invece era successo per il capitolo precedente; il gioco per venire
alla luce ha anche avuto bisogno di una campagna di Kickstarter (di successo)
che però non ha portato all’implementazione del workshop come inizialmente
previsto (i costi primari da sostenere erano riguardo l’audio che in questo
titolo ha comunque una certa rilevanza).
Gli sviluppatori si stanno al momento dedicando ad altro.
Storia bizzarra, quella di questo gioco: lo sviluppatore lo
ha incluso in un Indie Royale, piattaforma che poi è fallita -due volte-, lo
include in un bundle di Groupees e finalmente passa attraverso l’allora ancora
restrittivo Greenlight per arrivare ad aprire una pagina sullo shop di Valve ma
non far vedere al titolo mai la luce del sole; a distanza di due anni la pagina
è ancora disponibile ma del gioco e dello sviluppatore non ci sono tracce, visto
che tutte le pagine social sono state chiuse e non ci sono dichiarazioni in
giro in merito; voci di corridoio vorrebbero che il Nostro si sia stufato e
abbia mollato il colpo durante la correzione dell’implementazione degli achivement
di Steam che erano “rotti”. Siccome ero curioso di provarlo sono andato sulla
pagina di Groupees e ho scaricato e giocato la versione DRM-Free, anche perché
l’unica altra fonte di reperibilità del gioco era IndieGameStand che è fallito
anch’esso l’inverno scorso, rendendo il gioco impossibile da reperire al di
fuori del solo metodo descritto (grazie tante, digital delivery).
Il gioco è un titolo monoschermata dove se ci si sposta
verso i bordi per scappare si muore (da qui il titolo); a furia di morire si
scopre che gradualmente spuntano fuori degli obiettivi da perseguire ed il
giocatore passa così il tempo a correre verso la propria morte per passare al
traguardo successivo; sulla carta è un concept spiritoso ma a livello di
meccaniche si tramuta nel mantenere premuto le frecce direzionali per un
prolungato periodo di tempo rendendo l’idea limitata e carente di una certa
apertura di cui godono titoli più rifiniti come un DLC Quest a caso. Non
sarebbe male se il concept venisse ampliato ma già questo solo gioco base è
ormai perso nelle lande di internet..



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