domenica 16 dicembre 2018

[L'angolo di Vic] Pankapu, Chime Sharp, Don't Move

by VicRattlehead



Titolo scaricabile di stampo action/platform da me comprato in formato scatolato tramite Strictly Limited Games, trattasi della prima loro produzione che gioco.
Il gioco si caratterizza subito per una direzione artistica molto bella e piena di colori accesi che lo distinguono un po’ dalla massa e, una volta preso il pad in mano, ci si rende conto che dentro “c’è anche della ciccia”: il gioco era inizialmente previsto come episodico, è uscito di fatto in due sole parti ma è stato pensato fin da subito come un titolo unico completo, rendendo l’esperienza di gioco molto più omogenea e completa di quello che si potrebbe pensare. Nel gioco noi controlliamo Pankapu, un’entità mutaforma creata da poteri più alti con lo scopo di riportare l’ordine nelle lande di Peppu sovvertite dal caos; proprio la natura mutaforma del protagonista è la ragion d’essere di questo gioco dato che il giocatore avrà a disposizione tre alter ego con abilità e attacchi differenti da switchare in continuazione per far fronte sia ai nemici che all’esplorazione stessa, denotando da questo punto di vista un level design molto buono che forza il giocatore ad usare in maniera reiterata tutte le forme anche all’interno di un singolo livello; lo sbloccaggio dei poteri prevede inoltre la possibilità di ritornare sui livelli già completati per aprire nuovi percorsi, dando così al titolo un certo retrogusto di Metroidvania che non guasta mai. Il senso di progressione dato dall’acquisizione di oggetti e abilità è buono ma segna forse l’unico vero difetto del gioco, ovvero che ci vuole un certo tempo prima che si acquisisca la seconda delle tre forme a disposizione e che il gioco inizi davvero ad aprirsi. Non essendoci punti esperienza e sistemi di levelling l’apertura progressiva del gioco è segnata dall’acquisizione di poteri ed oggetti che riescono comunque a fornire un buon senso di crescita durante il gioco. Il titolo, nel complesso è anche piuttosto lunghetto, penso di averci buttato dentro una ventina di ore non facendo neanche tutto al 100%, pur vedendo la maggior parte delle cose che questo aveva da offrire.
In definitiva siamo di fronte ad un titolo che tuttosommato non inventa nulla ma quello che fa lo fa bene e intrattiene piacevolmente, risultando un’esperienza completa e bilanciata che mi sento di consigliare.



Questo titolo di due anni fa rappresenta il seguito di Chime, gioco a cui dedicai un post anni fa nella mia rubrica dedicata ai Live Arcade di Xbox 360 qui: la formula è assolutamente inalterata e ripropone la sua struttura da Lumines+Tetris che lo aveva caratterizzato già all’epoca, semplicemente il gioco si veste a nuovo grazie a nuove skin e musiche come avviene nei Lumines e con l’aggiunta di due modalità di gioco extra; purtroppo queste vanno sbloccate per ogni singola skin rendendole di fatto quasi inacessibili perché le richieste per lo sbloccaggio sono la copertura di almeno il 60% dell’area nella modalità precedente o addirittura il completamento totale dell’area nella modalità standard.
A margine segnalo che questa volta il prezzo del gioco è raddoppiato (10€) e che non c’è citazione da nessuna parte di eventuali donazioni come invece era successo per il capitolo precedente; il gioco per venire alla luce ha anche avuto bisogno di una campagna di Kickstarter (di successo) che però non ha portato all’implementazione del workshop come inizialmente previsto (i costi primari da sostenere erano riguardo l’audio che in questo titolo ha comunque una certa rilevanza).
Gli sviluppatori si stanno al momento dedicando ad altro.



Storia bizzarra, quella di questo gioco: lo sviluppatore lo ha incluso in un Indie Royale, piattaforma che poi è fallita -due volte-, lo include in un bundle di Groupees e finalmente passa attraverso l’allora ancora restrittivo Greenlight per arrivare ad aprire una pagina sullo shop di Valve ma non far vedere al titolo mai la luce del sole; a distanza di due anni la pagina è ancora disponibile ma del gioco e dello sviluppatore non ci sono tracce, visto che tutte le pagine social sono state chiuse e non ci sono dichiarazioni in giro in merito; voci di corridoio vorrebbero che il Nostro si sia stufato e abbia mollato il colpo durante la correzione dell’implementazione degli achivement di Steam che erano “rotti”. Siccome ero curioso di provarlo sono andato sulla pagina di Groupees e ho scaricato e giocato la versione DRM-Free, anche perché l’unica altra fonte di reperibilità del gioco era IndieGameStand che è fallito anch’esso l’inverno scorso, rendendo il gioco impossibile da reperire al di fuori del solo metodo descritto (grazie tante, digital delivery).
Il gioco è un titolo monoschermata dove se ci si sposta verso i bordi per scappare si muore (da qui il titolo); a furia di morire si scopre che gradualmente spuntano fuori degli obiettivi da perseguire ed il giocatore passa così il tempo a correre verso la propria morte per passare al traguardo successivo; sulla carta è un concept spiritoso ma a livello di meccaniche si tramuta nel mantenere premuto le frecce direzionali per un prolungato periodo di tempo rendendo l’idea limitata e carente di una certa apertura di cui godono titoli più rifiniti come un DLC Quest a caso. Non sarebbe male se il concept venisse ampliato ma già questo solo gioco base è ormai perso nelle lande di internet..

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