domenica 6 maggio 2018

[L'angolo di Vic] Sky Force Anniversary, Nirvana Pilot Yume, What Remains of Edith Finch

by VicRattlehead


Gioco già giocato su PC nel Giguno 2016 (link) e di cui, siccome mi era piaciuto, ho preso l’edizione scatolata realizzata dalla solita Limited Run Games; il gioco rimane sempre bello ed adattissimo ad una piattaforma portatile come PSVita (d’altronde nasce su mobile) ma a differenza della versione PC da me precedentemente giocata qua devo segnalare la presenza di un minor numero di obiettivi (in questo caso trofei) e, soprattutto, di occasionali cali di frame rate che non sono frequenti ma quando capitano si fanno sentire in maniera abbastanza fastidiosa.
Devo dire che me lo ricordavo un po’ meno farmoso dal punto di vista della progressione ma rimane comunque un buon prodotto, di sicuro anche il fatto di aver già dedicato al gioco parecchie ore alla versione PC ha avuto il suo peso – Steam dice 13 ore.
In ogni caso si tratta di una conferma, prima o poi cercherò di giocare anche il Reloaded.



Ve lo ricordate il vecchio Skyroads? Era un gioco di corse arcade futuristico per DOS, pubblicato nel 1993; questo gioco ripropone quella meccanica e la mischia con una storyline raccontata in stile visual novel con tanto di bivi, romance selezionabili e finali multipli. Funziona? Incredibilmente sì perché le parti di racconto non sono così lunghe da tenere il giocatore lontano dalle gare ma allo stesso tempo le gare non impegnano così tanto da distogliere l’attenzione dalla parte visual novel; il gioco di per sé è corto –la prima run, giocata con calma, l’ho completata in un’oretta e un quarto circa- perciò rifare la storia e le gare per poter vedere tutti i bivi narrativi non è di per sé un grande impegno, io ho visto tutto quello che c’era da vedere in 3 ore/3 ore e mezza.
Considerando che gli sviluppatori –peraltro italiani- hanno pure abbassato il prezzo e adesso il gioco si può comprare con appena 4€ non posso che consigliarlo.



Il piatto forte di questa tripletta è uno dei titoli più apprezzati nel filone dei walking simulator, uscito l’anno scorso; nei panni di Edith Finch ereditiamo dalla nostra defunta madre una chiave che non sappiamo cosa apra e facciamo così ritorno alla vecchia casa di famiglia per scoprirlo e accedere così alle storie legate alla nostra famiglia che ci sono sempre state tenute nascoste. Sarò sincero, io ho due grossi problemi con i walking simulator: 1) non riesco a non vedere la loro struttura a corridoio che riduce il gameplay a “N ore di stick verso l’alto” 2) trovo irritante che la narrazione sia nella maggior parte dei casi frammentata e fumosa e che spesso concluda l’esperienza senza che ci sia una vera e propria storia dietro quanto una semplice sequela di eventi che raccontano fondamentalmente tutto e niente, con il giocatore che dopo i crediti di fine storia si ritrova a cercare su internet intepretazioni degli avvenimenti per cercare di mettere insieme i passaggi e si ritrova di fronte ad interpretazioni contrastanti e -a volte- inconcludenti; purtroppo neanche What Remains of Edith Finch riesce a sfuggire a questi due punti e la sensazione che mi ha lasciato a partita conclusa è ben lontana da quella del titolo da ricordare addirittura vincitore di premi.. aggiungerei anche che ogni tanto ci sono delle soluzioni di gioco un po’ diverse dal solito ma non vanno molto oltre al “ruota lo stick per mimare il movimento” che fa un qualunque gioco di Cage da tipo quindici anni.
Per la media dei walking simulator è comunque un buon titolo ma se non siete amanti del genere difficilmente vi farà cambiare idea.


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