by VicRattlehead
Gioco già giocato su PC nel Giguno 2016 (link) e di cui,
siccome mi era piaciuto, ho preso l’edizione scatolata realizzata dalla solita
Limited Run Games; il gioco rimane sempre bello ed adattissimo ad una
piattaforma portatile come PSVita (d’altronde nasce su mobile) ma a differenza
della versione PC da me precedentemente giocata qua devo segnalare la presenza
di un minor numero di obiettivi (in questo caso trofei) e, soprattutto, di
occasionali cali di frame rate che non sono frequenti ma quando capitano si
fanno sentire in maniera abbastanza fastidiosa.
Devo dire che me lo ricordavo un po’ meno farmoso dal punto
di vista della progressione ma rimane comunque un buon prodotto, di sicuro
anche il fatto di aver già dedicato al gioco parecchie ore alla versione PC ha
avuto il suo peso – Steam dice 13 ore.
In ogni caso si tratta di una conferma, prima o poi cercherò
di giocare anche il Reloaded.
Ve lo ricordate il vecchio Skyroads? Era un gioco di corse
arcade futuristico per DOS, pubblicato nel 1993; questo gioco ripropone quella
meccanica e la mischia con una storyline raccontata in stile visual novel con
tanto di bivi, romance selezionabili e finali multipli. Funziona?
Incredibilmente sì perché le parti di racconto non sono così lunghe da tenere
il giocatore lontano dalle gare ma allo stesso tempo le gare non impegnano così
tanto da distogliere l’attenzione dalla parte visual novel; il gioco di per sé
è corto –la prima run, giocata con calma, l’ho completata in un’oretta e un
quarto circa- perciò rifare la storia e le gare per poter vedere tutti i bivi
narrativi non è di per sé un grande impegno, io ho visto tutto quello che c’era
da vedere in 3 ore/3 ore e mezza.
Considerando che gli sviluppatori –peraltro italiani- hanno
pure abbassato il prezzo e adesso il gioco si può comprare con appena 4€ non
posso che consigliarlo.
Il piatto forte di questa tripletta è uno dei titoli più
apprezzati nel filone dei walking simulator, uscito l’anno scorso; nei panni di
Edith Finch ereditiamo dalla nostra defunta madre una chiave che non sappiamo
cosa apra e facciamo così ritorno alla vecchia casa di famiglia per scoprirlo e
accedere così alle storie legate alla nostra famiglia che ci sono sempre state
tenute nascoste. Sarò sincero, io ho due grossi problemi con i walking
simulator: 1) non riesco a non vedere la loro struttura a corridoio che riduce
il gameplay a “N ore di stick verso l’alto” 2) trovo irritante che la
narrazione sia nella maggior parte dei casi frammentata e fumosa e che spesso
concluda l’esperienza senza che ci sia una vera e propria storia dietro quanto
una semplice sequela di eventi che raccontano fondamentalmente tutto e niente,
con il giocatore che dopo i crediti di fine storia si ritrova a cercare su
internet intepretazioni degli avvenimenti per cercare di mettere insieme i
passaggi e si ritrova di fronte ad interpretazioni contrastanti e -a volte-
inconcludenti; purtroppo neanche What Remains of Edith Finch riesce a sfuggire
a questi due punti e la sensazione che mi ha lasciato a partita conclusa è ben
lontana da quella del titolo da ricordare addirittura vincitore di premi..
aggiungerei anche che ogni tanto ci sono delle soluzioni di gioco un po’
diverse dal solito ma non vanno molto oltre al “ruota lo stick per mimare il
movimento” che fa un qualunque gioco di Cage da tipo quindici anni.
Per la media dei walking simulator è comunque un buon titolo
ma se non siete amanti del genere difficilmente vi farà cambiare idea.



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