Ho letto per la prima volta "Abissi d'acciaio (The Caves of Steel)", citando wikipedia:
"è un romanzo di fantascienza del 1954 di Isaac Asimov, appartenente al ciclo dei Robot. Essenzialmente è una detective story e chiarisce un'idea di Asimov: la fantascienza è un ingrediente che può essere applicato ad ogni genere letterario".
In realtà, secondo il mio modesto parere di lettore per caso, l'operazione è riuscita a metà, se non del tutto mancata. La trama di fondo è debole, l'omicidio irrisolto è palesemente un mero pretesto su cui imbastire tutta una serie di considerazioni riguardo il rapporto tra uomo, IA e la descrizione del mondo in cui l'autore ha immaginato avvenisse l'interazione. Spesso il prevalere dei dettagli ambientali, politici, culturali sul resto della vicenda, è talmente evidente da creare situazioni grottesche. Ad esempio, quando le lacrime sul volto di una signora diventano lo spunto per riportare le basi del makup del futuro per un paio di pagine. O quando interrogando un potenziale imputato, l'ispettore finisce per filosofeggiare sul destino dell'umanità per quasi un intero capitolo. Vero che a un certo punto del racconto quest'ultimo passaggio avrà una conseguenza diretta, ma è ugualmente vero che si percepisca forzato riguardo il suo ruolo e il fatto che si lasci andare a determinati discorsi in momenti così inopportuni.
I contenuti in se, le "nozioni dal futuro", sono sempre interessanti, scorrevoli se considerati singolarmente. Alcune sono ormai storia come quelle che introducono le tre leggi della robotica. Non a caso il background è stato ripreso in tantissimi prodotti d'intrattenimento, magari spogliato proprio del contesto "giallo" o pesantemente modificato come nel caso di "Io, Robot" con Will Smith, film, molto liberamente, ispirato. O un "Almost Human" serie tv con un androide indistinguibile dal collega poliziotto umano che ricorda il rapporto della coppia di questo romanzo.
Ritengo che Abissi D'Acciaio sia un ottimo spunto e ancora lettura consigliabile nonostante siano passati sessantanni dalla sua stesura e oggi si ritengano meno "nuovi" determinati concetti legati alla IA, per quanto sempre attuali. Si può scegliere di leggerlo per ricavare le nozioni senza badare troppo al modo in cui sono offerte. Magari immaginando l'ambientazione in cui si svolge simile a film in bianco e nero degli anni '50 in cui i dialoghi "Ai Confini della Realtà" prevalevano sulla rappresentazione scenica.
Scheda giudizio finale (tipo la fantascienza tanto al chilo)
- Un pollice su per i contenuti dal valore storico, culturale. Le basi dei racconti di Asimov e non solo.
- Un pollice verso per il sistema con cui sono offerti, con troppe parentesi, sia letteralmente che sotto forma di divagazioni fuori contesto. A tratti pesante nell'offrire una mole di contenuti quasi a livello enciclopedico dove una descrizione porta ad un'altra, dimenticando che si sta cercando un assassino misterioso. Forse volutamente ingenuo nella stesura del racconto dell'indagine o il risultato dell'essere alle prime armi, quanto all'avanguardia, riguardo determinati sistemi "crossover", diciamo così.
Motivi per leggerlo
Appartiene a una saga storica, le basi da cui partire.
Piacevole ricavare nozioni fantascientifiche anche se apparentemente "datate".
Motivi per non leggerlo
Nessuno realmente importante.

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