Se avete una PS Vita sarà impossibile non toccarlo in qualche modo. Un titolo che merita di essere perlomeno provato a prescindere da qualsiasi predisposizione videoludica (demo presente nello store, nessuna scusa). In generale è un motivo in più per possedere l'affascinante console portatile sonara, allo stesso tempo non sufficiente da giustificarne l'acquisto. Un gioco che potrebbe (indole fanciullesca permettendo) meravigliare per la resa complessiva, stupire riguardo le decine di dettagli presenti nel piccolo schermo, il tutto in versione essenziale quanto riuscita.
Cos'è? Un gioco ambientato in un Cartamondo, una sorta di Paese delle Meraviglie da esplorare e ricavare piacere nelle piccole scoperte e altrettanto semplici interazioni. La carta protagonista degli scenari è resa benissimo sotto ogni aspetto, spesso con punte creative straordinarie riguardo le strutture ambientali tridimensionali e gli oggetti che riproduce, oltre alle reazioni fisiche praticamente perfette a livello di percezione nel contatto con quella tipologia di materiale.
Carta alla base anche dell'editor, altro pezzo forte del gioco e tecnicamente incredibile considerando che tutto ciò che si "taglia & incolla", in sostanza le decorazioni per protagonista e coprotagonisti delle missioni, restano visibili su schermo fino al più piccolo dei particolari. Molte caratteristiche sono prese di peso dal sistema collaudato di Little Big Planet Saga che però applicate a questo contesto hanno una resa, visiva ed emotiva, più forte.
In soldoni, cosa si fa? Si attraversa uno scenario composto da piccoli spazi ambientali, "sandbox" che nell'insieme compongono il palco dov'è rappresentata la storia principale e dove a sua volta, in ogni "piazzetta / livello", sono presenti sottomissioni e occasionali situazioni di sollazzo casuale da sfruttare a discrezione.
Il protagonista si sposta attraverso i classici input della levetta analogica e in maniera indiretta sfruttando il touch anteriore e soprattutto touch posteriore che finalmente dimostra tutte le sua potenzialità. Ok, un attimo, "tutte le potenzialità" forse è un'affermazione esagerata, diciamo "miglior modo tra i peggiori, offerti dai giochi dedicati finora", potenzialità presenti e adeguatissime al contesto richiesto di volta in volta, al punto che non si può (quasi) pensare di non poter avere il gioco in altra piattaforma, almeno non ottenendo questo particolare risultato.
Cioè? Si diceva, muovere un protagonista, accompagnare un protagonista attraverso gli scenari, per andare dove? Risposta ad effetto: "verso di noi". Su schermo ha un complice d'eccezione, ossia l'utente (WOW!) che incontra attraverso la famosissima "metareferenzialità", cioè (tipoooh cheee) il personaggio che si trova al di là dello schermo è consapevole della presenza dell'utente, un esserci fisico perché la cam frontale della console cattura la sua immagine e la mostra all'interno dello scenario, in un ritaglio dedicato. Oltre al semplice quanto affascinante fatto che il protagonista è un messaggio - in carta e bollata - proprio per l'utente in questione.
(parentesi personale) Sinceramente questa parte della metacoso che ha mandato molti giocatori in brodo di giuggiole e percepito come un elemento sopra cui costruire le lodi di Tearaway, a me ha infastidito, più che altro il modo in cui è realizzato. Essendo un paranoico della privacy, vedermi la cam sparata in faccia per troppo tempo e situazioni dove scattare foto, possibilità di condividerle in un click nei social a casaccio, mi ha fatto ribrezzo.
Se non altro questa parte riguardo "la fotocamera", offre l'occasione di segnalare l'importanza della caratteristica legata alle foto, questa volta quelle "ingame", screenshots che possono andare dal fantastico all'interessante passando per il creativo anche nella stessa realizzazione. Basta dare un'occhiata (con prudenza) al sito dedicato alla raccolta che dimostra la bontà dei risultati, sia nello scatto casuale che in quello ricercato.
Nello sfogliare il sito linkato sopra ho precisato "prudenza", insomma state attenti agli spoiler molesti. E a proposito, a questo punto del discorso inevitabilmente si dovrebbe arrivare a citare proprio degli esempi pratici, "rivelatori", altrettanto inevitabilmente (come ripeto all'ossessione in ogni post) c'è la questione delle sorprese rovinate dal gusto dell'accenno (alla stregua del "io c'ero!"), situazione ancor più fastidiosa in un gioco di brevissima durata che basa la sua forza proprio nell'esplorazione e nella scoperta.
Ordunque, come proseguire il discorso senza parlare delle azioni di gioco nel dettaglio?
Non si prosegue, appunto :D
Se avete domande, rispondo. Quando lo giocherete, se vorrete, condivideremo l'esperienza ed eventuali altre opinioni, comprese le opere di carta personali , dalla decorazione dell'eventuale post-moderno maiale, alla personale versione dell'oggetto costruito per quella particolare missione. Tutto, come sempre, se&quando, nei commenti qua sotto.
In questo post del blog ufficiale, ci sono dei link che portano ad alcune opinioni su Tearaway, positive sul genere: IGN: “Il miglior gioco a cui ho giocato su PS Vita” 9.3/10 (Editor’s Choice) - Destructoid: “Livello tecnico e artistico magistrale” 10/10 (Editor’s Choice) - Edge: “Un gioco splendido e brillante” 9/10
RispondiEliminaSto giocando un livello per volta, a notte fonda e in quel modo, compresa per certi versi la paradossale atmosfera "onirica" dell'insonne, è sì straordinario. Non so come apparirebbe di giorno e svolgendo più di un livello per volta. Sicuramente resterebbe la sensazione godereccia del fanciullo che c'è in noi, certo che alla lunga, forse, un po' meno enfatica di come vien raccontata. Tecnicamente neanche ci provo a descriverlo, non riesco a realizzare come possano funzionare tutte le robe che hanno inserito e da iNiorante resto stupito e bon. Già detto nel post, ma è bene ribadirlo perché di fatto è il suo punto forte oggettivo; il resto è filtrato dal IO di ciascuno e, un po' come capitato con Journey PS3, potrebbe anche non prendere, soprattutto e purtroppo, proprio a causa delle aspettative generate dalle opinioni che ho linkato all'inizio di questo commento :nono:
A piccole dosi, almeno nel mio caso è così che lo gradisco, si conferma dell'ottimo intrattenimento. Leggero comandi alla mano, un piccolissimo parco giochi dove rilassarsi e lasciarsi trasportare dalle situazioni che sono proposte man mano. Sicuramente non è un gioco dove mettere alla prova le proprie abilità manuali, non richieste, di alcun tipo, neanche durante i numerosi quanto riuscitissimi tentativi di utilizzare tutte assieme tutte le funzionalità della console PS Vita. Una di quele situazioni che immagini siano state utilizzate durante la riunione che ha stabilito quali dovessero far parte di questa fantastica macchina, touch screen posteriore compreso.
RispondiEliminaUnica pecca l'ho trovata in alcuni passaggi "3D" dove l'eccesso dei particolari e il piccolo schermo non aiutano a rendere chiaro, soprattutto se si avanza "di corsa", dov'è posizionata nello spazio la piattaforma successiva. Niente di particolarmente fastidioso con le vite infinite a disposizione, i checkpoint vicinissimi e fuori dal desiderio di completismo della prima run.
L'ho quasi finito, credo di essere arrivato a quello che sembra l'ultimo livello. Ieri ero troppo stanco ed ho evitato di bruciare il finale. Stanotte ultimo atto e più avanti forse proverò a completarlo al 100%
Parlandone a livello di sensazioni, perché gran parte questo vuol generare, sto gioco è proprio una carezza, anche se si è dei cinici ceppi di legno con appena mezza tacca piena nella barra della sensibilità, riesce a toccare ugualmente corde molto intime. Anche fosse quelle legate al piacer della scoperta, dall'utilizzo della carta in un particolare contesto piattaformico o solo a livello di rappresentazione visiva. Robe di rilassarsi, staccare dalla feccia del mondo e ricaricare, cioè la condizione di essere cullati e non per forza una qualcosa di super sentimentale da batticuore. Si vince facile a dirlo in questo caso, ma siamo di fronte all'ennesima dimostrazione di cos'è capace di suscitare, anche nel piccolo e per alcuni piccolissimo, la magia dei videogiochi. Bello.
Finito. Gli ultimi livelli sono inutilmente bastardi in confronto al resto oppure non ho capito come approcciarli e ho sbagliato più del dovuto. Il finale mi è stato in parte spoilerato dai soliti simpaticissimi ometti che popolano le chiacchiere online e l'impatto è stato inferiore di quanto immagino sarebbe stato altrimenti. Poco male, i giochi sono fatti :sisi:
RispondiEliminaIl da dire credo di aver detto. Al limite aggiungerò qualcosa quando proverò il platino. In finale, come scritto nel post, il gioco è da avere avendo PS Vita, non avere PS Vita per averlo.