Quanto segue è ciò che racconta cos’è in sostanza District 9, qualsiasi altro dettaglio sarebbe spoiler molesto. A dirla tutta siamo già leggermente oltre il limite, ma sarebbe stato impossibile tacere sull’elenco della molta carne al fuoco presente, a meno di non voler parlare in nessun modo del film. Se v’ispira evitate il post e piazzatevi davanti allo schermo. Non vi ritroverete il capolavoro che il trailer suggerisce e forse, considerando la particolarità, potrebbe non rientrare neanche nella top venti dei vostri film preferiti. Però merita ugualmente perché ha quel sapore diverso che molti di noi hanno bisogno di sentire. Per avere un termine di paragone ignorante, come tipologia di prodotto non è dissimile da 28 giorni dopo di Danny Boyle; c’è chi lo ama e chi lo disprezza, chi ci vede riferimenti positivi che altri non gli riconoscono. Anche District 9 è un film per palati grossi o palati fini, in ogni caso meritevole di degustazione.
(si parte senza preamboli)
toh, un documentario alla Report che simula le cattive condizioni di vita degli immigrati alieni relegati nelle baraccopoli del Distretto 9
(dopo quindici minuti)
ah no, è un horror splatter... mii tutto sangue e budella.
(dopo quarantacinque)
l’emorragia è finita... almeno quella ematica. Caspita che lacrimoni, ma allora è un “drama”…
(1h)
thriller drama, chissà come ne vien fuori, mo’ so razzi sua…
(passata l’ora)
no, spe che fanno, sparano? Ma quanto sparano… fiquo però… guarda che roba, manco coi giochini…
(prima che finisca)
ma che è in loop? Ripassano tutte le versioni offerte finora… e adesso che ci scrivo di fianco alla voce relativa al genere? Horror, giornalistico, sci-fi, drama, action...?
District 9 è l’opera prima di Neill Blomkamp, prodotto da Peter Jackson. La pellicola ricalca in pieno la sua natura di prodotto acerbo mostrando piacevoli novità offerte da una visione delle cose al di fuori dei canoni, ma anche i difetti generati dall’inesperienza. Il più evidente è l’incapacità di amalgamare tutte le diverse situazioni che mette in campo, creando una miscela più grassa del dovuto, ma meno sostanziosa. Ad esempio il sistema di telecamere a mano che simulano le riprese tv sono un’ottima idea realizzata a modo; il problema nasce dal suo abuso che confonde lo spettatore nel momento in cui è costretto a vivere le sorti del protagonista guardando attraverso un occhio, che per ovvie ragioni non può essere sempre lo stesso (quando il protagonista rimane da solo il cameraman non è presente eppure lo stile “steadycam” utilizzato è il medesimo). La situazione che vede gli alieni vittime della temibile “bontà” umana è raccontata in maniera sufficientemente credibile. L’ironia che ogni tanto fa capolino nelle scene è amara come poche, in alcuni casi al limite del disturbo. Il merito risiede anche nella realizzazione dei gamberoni perseguitati, talmente perfetta che appare indistinguibile dalla realtà che li circonda. Il paradosso è che tanta verosimiglianza sminuisce il lavoro che è stato fatto per ottenerla, poiché la loro presenza in scena sembra “normale”. Questa sorta di difetto causato da una realizzazione eccellente, si scontra anche con eventuali termini di paragone suggeriti dai soprusi. Per capirci, mentre scorrono le immagini iniziali la mente si sposta a fatti reali cercando riferimenti che chiaramente non coincidono, poiché quella situazione è LA situazione dei gamberoni, la loro (ir)reale tragica situazione e di nessun altro.
Il film scorre dall’inizio alla fine e, cosa più importante, lascia una traccia dentro di noi. Non profondissima e non grazie alle tematiche trattate (che a dirla tutta spesso appaiono incidentali e al servizio del resto) o scolpita dagli ottimi effetti speciali (interessantissimi a prescindere per un videogiocatore), ma dalla particolarità dell’insieme. District 9 non fa il botto, ma dice la sua e a modo. In mezzo a tanto pattume che mensilmente ci viene rifilato da tv e sale dal costo del biglietto sempre più oneroso, non si può che premiarlo dedicandogli le quasi due ore che gli occorrono per raccontarsi. E poi altri dieci minuti per mettere insieme tutti i pezzi.
Voto 7.99 euro
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