L'ultimo film legato alla serie Star Trek fa del paradosso temporale la sua principale caratteristica, sia nella trama che nell'impianto offrendo un prequel "avanti" tecnologicamente anni luce dalla prima trasposizione cinematografica. La principale chiave di lettura per analizzare un film del genere può essere trovata nel fanatismo dei suoi fruitori. Non perché i dissensi trekkiani (sì, hanno pure un nome) offrano la verità assoluta sul risultato finale o perché l'approvazione dei più contentabili seguaci di J.J. Abrams (alias Lost) si genuflettano di fronte a qualsiasi lavoro del loro guru, ma solo perché nel coro che ciancia su questo titolo utilizzano una tonalità più alta, quindi – in un certo senso – sono le voci con più peso, da tenere in maggior considerazione. La situazione particolare di queste due fazioni è che, nonostante sembrino offrire un quadro diametralmente opposto - trekkiani "pù, cacca", abramsiani "ua, figherrimo" - riescono ad avere ragione entrambe. Star Trek "undici" non riflette la filosofia che ha contraddistinto la famosa serie originale essendo pieno d'incongruenze, palesi anche senza analizzare nel dettaglio i paradossi causati dall'apparentemente maldestra sceneggiatura, ma proprio per questo offre una brillantezza che la serie originale non è mai riuscita ad avere o forse non ha mai cercato. D'altro canto l'azione scoppiettante e surreale offerta dal tipico Entertainment Hollywoodiano è simile a quella tanto cara al regista produttore di famose serie tv, con protagonisti immortali e costretti a catturare l'attenzione dello spettatore attraverso i modi bizzarri in cui salveranno le proprie chiappe piuttosto che sul timore per loro incolumità. E funzionerebbe se non si scontrasse con la difficoltà di ottenere una varietà di situazioni tali da non apparire ridondanti, come dimostra l'esempio classico di un protagonista sospeso nel baratro, però in questo caso in "sette baratri" diversi nell'arco di soli cento minuti.In pratica è un film che non rispecchia la serie originale acquisendo per questo una vivacità apprezzabile, anche se ottenuta attraverso delle meccaniche serial style che perdono parte dell'impatto ansiogeno quando concentrate in una porzione di tempo insufficiente per un format diluito per natura.
Al di fuori dal coro – letteralmente – si tratta di un film bellino, pieno di esplosioni, corse affannate, cazzotti, umorismo da gradassi e cosce femminili multi etniche. Situazioni goliardiche, banalotte, esuberanti, che se non accontentano la frangia più estremista dei fan della serie o chi di serie ne è fan, potrebbero stimolare tutti coloro che decidessero di lasciarsi andare di fronte all'ennesimo sistema che potremo definire come fumetto cinematografico, tanto caro ai produttori più prolifici degli ultimi anni. Insomma non è "Odissea nello Spazio", non è neanche una versione concentrata di un "Lost" qualsiasi, piuttosto è l'ennesimo "Spiderman" con tutine multicolori degne di uno spot sul detersivo per bucati, teloni salvagente e forze di gravità violate. L'unico appunto realmente oggettivo che si può fare riguarda il casting, pessimo a prescindere, a partire dal Ken (di Barbie) che impersona Kirk, passando per un irriconoscibile quanto stereotipato cattivone Eric Bana, fino all'icona vulcaniana impersonata da un Zachary Quinto che – anche a causa di un ruolo similmente cupo – non è riuscito a scrollarsi di dosso il protagonista interpretato nel serial Heroes che l'ha reso famoso, mostrando un - fuoriluogo - Sylar con le orecchie a punta.
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Bla bla bla (bla)… intanto Battlestar Galactica è la piùmIgliore \o/
RispondiElimina(The Plan, coming soon sept 2009)
Star Trek suka! xD