sabato 27 dicembre 2008

Fiasco divino

Un MMORPG può essere ricondotto ad una vigna che a differenza di molte altre coltivazioni digitali deve essere considerato un progetto a lungo termine, quindi avviato con la consapevolezza che inizierà a dare dei frutti solo diverso tempo dopo la sua messa in opera. Il padrone del podere e l’utente mezzadro che avranno scelto di andare a lavorare in quel tipo di contesto, dovranno fare un vero e proprio patto con la terra. Parafrasando in maniera ancor più diretta e indegna il teologo Enzo Bianchi che riflette sull’analogia della vita\vite reale, si può dire che: ...occorre stipulare un’alleanza con un pezzo di "software", affermare che lì, in quel luogo "digitale", si vuole dimorare, che ci si prende il tempo di attendere proprio lì e non altrove i frutti del proprio lavoro: coltura e cultura radicalmente diversa da quella nomade... una sorta di patto nuziale tra l’uomo e la natura "digitale" senza il quale non può nascere la civiltà "videoludica".

Spesso il connubio diventa difficile e i patti saltano anzitempo portando ad una prematura risoluzione del contratto. È il caso di Tabula Rasa l’ultimo MMORPG (in tutti i sensi) di Richard - Lord British – Garriot che chiuderà i battenti a fine febbraio. Il fatto che neanche un personaggio di tale fama sia riuscito a tenerlo in piedi abbastanza a lungo da permettere di coprire le ingenti spese di sviluppo, la dice lunga sulla solidità di un progetto probabilmente troppo ambizioso o minato da cambi di gestione e ripensamenti troppo radicali. Nell’amarezza del suo fallimento è venuto fuori un po’ di agrodolce in seguito all’apertura gratuita dei server. Come riportato dalle maggiori testate online, fino al 28 febbraio si potrà visitare Tabula Rasa senza pagare il consueto abbonamento; basterà scaricare il client dopo aver portato a termine la registrazione nell'apposito spazio, fornendo ugualmente i dati della carta di credito che però non sarà utilizzata. Tentare quel viaggio può essere un modo per offrire al nostro palato gusti che con il tempo diventeranno ricordi d’annata, per ovvie ragioni irripetibili. In pratica sarà come trovarsi ad una sagra paesana di fronte al banchetto di degustazione gratuita, nel nostro caso di un vino novello prodotto in una vigna che da lì a poco scomparirà sommersa dall’acqua di una nuova diga. Beh certo, se poi il “vino” non piace a prescindere diventa tutta un’altra storia. Al limite dopo aver tracannato la piccola dose disponibile si potrà andare d’igiene orale ripulendo il palato con prodotti meno pastosi e impegnativi, anche della stessa NCSoft (Guild Wars saga "della birra” ruleZ!).

Altri Link
recensione di Gamesurf

4 commenti:

  1. Il buon Garriott, di tutti gli MMORPG, Ultima Online fu l'unico ad avere avuto un po' di appeal su di me; se a quei tempi i server unofficial non fossero stati irrimediabilmente buggati e quelli official irrimediabilmente laggati, chi sa, forse la mia carriera videoludica avrebbe preso un'altra direzione XD

    RispondiElimina
  2. Forse sei stato fortunato, di solito si trova più facilmente qualcuno che prova rammarico per aver conosciuto il World of Warcraft di turno rimpiangendo tutto quello che non ha provato in seguito all’ossessione che n’è derivata.
    Immagino che mi troverei anch’io fra questi se non avessi incontrato il digital divide italiano che ha generato, come si suol dire, due forti braccia rubate all'agricoltura ^^

    RispondiElimina
  3. bella iniziativa quella del gioco gratuito fino alla chiusura definitiva. ¦ un peccato che un progetto simile chiuda ma devo dire che non ci ho giocato perciò non ho idea dei motivi per cui questo avvenga (a parte il solito strapotere di WoW)

    RispondiElimina
  4. Ha chiuso definitivamente i battenti attraverso una messa in scena spettacolare che ha visto protagonista un'invasione aliena e un combattimento disperato e senza possibilità di vittoria.
    Una fine particolare, accennata in un video commemorativo e riassunta brevemente in un post su Ars Ludica.

    RispondiElimina

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.