Com'è stato premesso altre volte, esistono tanti modi per parlare di un prodotto videoludico. Se si tiene conto delle versioni più diffuse (il semi-consiglio per l’acquisto e la semi-critica) il problema del malcontento che inesorabilmente segue un testo del genere è solitamente lo stesso, ossia il risultato non rispecchia ciò che si pensava di trovare all’interno della recensione. Il motivo può essere il mancato riconoscimento del valore di un prodotto oppure il sentore di una generale carenza d’informazioni. A leggerla così sembra una questione irrisolvibile, soprattutto perché la maggior parte delle volte le sfumature sono talmente tante che le possibilità d’interpretazione generano risultati plausibili anche quando molto distanti tra loro, così come può essere accettabile una loro eventuale assenza. Per non parlare delle diverse tipologie d’utente a cui può essere indirizzata, dall’appassionato al casual, dal potenziale cliente al giocatore che l’ha già portato a termine e vuole andare oltre l’analisi priva di riferimenti diretti (spoiler). Ed qui che entrerebbero in gioco delle “FaQ” in grado di fornire a chi scrive un’idea più chiara di ciò che dovrebbe mettere insieme per stendere un testo recensorio più vicino alle esigenze di chi legge.Durante un episodio di un serial hollywoodiano avete mai sentito un testimone di un misfatto affermare di non aver detto qualcosa perché non gli era stato chiesto? Più o meno il concetto di recensione interattiva si basa su questo. Si tratta di lavorare da investigatori della critica affinché si faccia emergere ciò che d’inconsapevolmente buono si avrebbe da dire su un prodotto quando si stimola adeguatamente la fonte delle informazioni. Nel rispondere ai quesiti diretti si approfondirebbero dei particolari che magari in sede recensoria si sono ritenuti superflui, fornendo indicazioni più mirate che nel complesso darebbero un quadro della situazione su misura.
Facciamo un esempio: esce Uccelli di Rovo 2, quali sarebbero le informazioni che si vorrebbero leggere sul secondo episodio del sacerdote donnaiolo? Un’utentessa vorrebbe conoscerne quali sono le caratteristiche simili al predecessore (se entrando in gioco deve imparare qualcosa di nuovo o può partire spedita attingendo dalle nozioni apprese nel capitolo precedente). Ad un’altra interesserebbe la libertà e la quantità di trasgressione. Ad un hardcore che ha seguito lo sviluppo fin dall’inizio, l’effettivo risultato raggiunto quando si è passati dalle parole hai fatti. Chi ci ha già giocato vorrebbe conoscere il percorso immorale di qualcun altro o particolari come il modo in cui si è sbrogliato dall’impiccio di una perpetua onnipresente (qualora ci fossero più sistemi) e il relativo impatto nella qualità complessiva dell’interazione.
Quanto sopra è la teoria; in futuro si potrebbe tentare di proporre un esempio pratico montando un testo attraverso l’interattività diretta fra chi cerca e chi intende offrire informazioni. Sempre se ci saranno dei titoli in grado di generare un numero adeguato di domande e risposte. La questione resta aperta in attesa di spinte benevole o sabotaggi ^^
P.S. Pensate che in questo discorso manchi qualcosa? Ecco, appunto; magari io non pensavo di dovermi soffermare su "quel" particolare di cui avete notato l'assenza. Dopo che mi è stato "chiesto" di chiarire ho potuto rispondere. Inserendo questa nuova informazione nel contesto il risultato assume connotati più esaustivi. Ma quali sarebbero le domande da inserire e quali scartare? Beh questo dipende dalla sensibilità del recensore che non diventerebbe un "trascrittore", ma continuerebbe la sua funzione di critico basando però il montaggio - anche - sulle richieste pervenute.
P.P.S.S. si tratta di una variante delle due righe spese tempo addietro sull"evoluzione della critica--mirata", o meglio, una sorta di revisione che cerca di offrire lo stesso discorso attraverso una forma più "concreta" (pur restando abbondantemente nel beato mondo della teoria abbozzata).
In effetti, il recensore stesso davanti alla pagina bianca si autopone dei quesiti con fare marzulliano. L'articolo finale è appunto costituito da una serie di risposte scritte ad una serie di domande implicite.
RispondiEliminaL'eventuale disaccordo del lettore può stare nel fatto che lui avrebbe impostato diversamente l'intervista, certo, ma molto più spesso accade che, partendo da un analogo grado di conoscenza dell'argomento, avrebbe dato responsi differenti a medesime questioni.
Mi sa che hai ragione, probabilmente le due questioni andrebbero affrontate separatamente; anzi, una delle due - quella che occupa di risolvere il problema delle risposte differenti - andrebbe proprio esclusa. In caso contrario il recensore che sceglie – in quanto tale - di proporre una critica, smetterebbe la sua funzione. Sull’aspetto della mancanza di info invece si potrebbe fare qualcosa, alla fine non sarebbe molto diverso dall’inserimento di una patch in seguito ai feedback degli utenti: solo che si tratterebbe di farlo “in diretta” durante la stesura.
RispondiEliminaNon l’ho precisato perché l’ho dato per scontato, ma giusto per… non sarebbe un “nuovo” sistema che andrebbe a sostituire l’attuale lavoro svolto a due mani (mi rendo conto delle difficoltà oggettive di una simile procedura applicata su larga scala): si tratterebbe solo di verificare quanto di buono arriverebbe da una “versione 2.0” scritta a più mani. Un po’ come il tentativo di rendere scorrevoli – se eventualmente montate su un testo unico – le FaQ classiche costruite in sezioni.
Beh in un certo senso i commenti alle recensioni su internet sono già un qualcosa nella direzione indicata dal post.
RispondiEliminaIl problema rimane sempre cosa è "critica", se basta un semplice giudizio bello/brutto o se c'è bisogno di un approfondimento o un vero e proprio cambiamento del punto di vista: in questo caso si avrebbe come risultato che il critico esprime un'opinione più personale, ma quasi paradossalmente meno attaccabile. (Tra le altre cose, il tema è tornato a galla negli ultimi post del blog del Bittanti)
La vignetta direi che vince il premio "situazioni comiche che non fanno ridere" XD
In generale la nascita di nuovi approcci segue due strade: quella di fornire una risposta ad una domanda che non è stata ancora formulata (e di cui l’utente finale non conosce nemmeno l’esigenza) e quella che invece si offre di risolvere quesiti nati direttamente da esigenze esplicitate. Nel primo caso sono gli addetti ai lavori che prestando la loro genialità e le loro conoscenze del mezzo creando del nuovo (che avanza): un sistema che ha fatto la fortuna di molti, per esempio in campo videoludico della stessa Nintendo con i suoi controller bizzarri. Nel secondo si basa l’evoluzione sugli input ricevuti, su quel tentativo di soddisfare una richiesta pervenuta, insomma generare una “risposta su ordinazione”; in questo caso devono arrivare sia da chi conosce il mezzo (gli hardcore), ma soprattutto da chi n’è rimasto fuori perché ciò garantisce una sorta di punto di vista genuino, alternativo (ricordo un interessante episodio raccontato da xpeter riguardo i passanti casual davanti al televisore mentre si smanetta con qualche gioco). L’ipotesi del post pensa di far evolvere le cose attingendo da questa seconda fonte.
RispondiEliminaNon c'è una certezza del risultato, ed è normale perché questo sistema servirebbe proprio per verificare se esistono dei quesiti (approcci) sul videogioco che potrebbero rendere lo scritto che ne parla un qualcosa di più ampio. In pratica invece di pensare cosa potrebbe essere “critica” e cosa no, si potrebbe chiedere cosa si vorrebbe vedere analizzato\criticato e in seguito decidere se si tratta di elementi che possono rientrare in quel tipo di discordo - recensione - o magari generarne uno del tutto nuovo chiamato "approfondimento", "backstage" o uno degli altri termini che non mi vengono in mente e che renderebbero più chiaro ciò che ho appena detto xD
Per la vignetta… beh oddio, in teoria è solo funzionale al testo, quasi seria (offrire una similitudine che sfiori l’assurdo in modo da mostrare un risultato possibile e allo stesso tempo discutibile). In realtà – qui lo dico e qui lo nego - mentre la facevo su stripgenerator sghignazzavo come un imbecille xD