Ancor prima di un videogioco The World Ends With You è un’esperienza nel senso più stretto del termine, qualcosa che un appassionato videoludico dovrebbe provare per scoprire la propria reazione di fronte ad un determinato mix di caratteristiche come quelle di un RPG action che tenta di ridisegnare vecchi schemi collaudati. Il risultato potrebbe non essere del tutto positivo o addirittura negativo; ciò non toglie che nella memoria dedicata ai prodotti videoludici meriti un posto tutto suo in ognuno di noi.Il mix di cui si è accennato è tenuto insieme da una colonna sonora adeguata alla scenografia contemporanea in cui si svolgono le azioni principali, che fondamentalmente si possono suddividere nei tre classici canoni del genere: il racconto passivo (qui presente sotto forma di graphic novel), il combattimento dei nemici minori e del boss (su due schermi attraversi una formula sperimentale), le pause per aggiornare il proprio personaggio in modo da ritrovarlo sempre all’altezza dei nemici successivi. Poi c'è tutto il contorno rivisto per la nuova ambientazione, dal quartiere di Tokio riprodotto in maniera minuziosa che va a sostituire le foreste classiche del genere o nei particolari del “negozio” che invece di armature medioevali e armi d’acciaio vende capi alla moda e “spille magiche”.
Il gioco si svolge attraverso il racconto di una storia (esclusivamente in inglese) al cui interno saranno contenute delle indicazioni utili a svolgere le “quest” del caso, solitamente l’uccisione di particolari nemici o il ritrovamento di determinati oggetti.
Il sistema d’ingaggio, che si può collocare nel mezzo fra quello classico degli incontri casuali e quello moderno dei nemici presenti su schermo, è un tipo d’innovazione che farebbe piacere ritrovare in altri prodotti dello stesso genere. I nemici non sono del tutto invisibili come negli rpg vecchia scuola e non provocano incontri casuali non richiesti, ma non sono neanche visibili evitando così d'intralciare l’esplorazione e rendendo l’ambiente completamente disponibile in ogni suo spazio. Per scovarli bisogna scannerizzare l’area e successivamente toccare l’eventuale icona del mostro con cui vogliamo confrontarci: il colore e la forma determinano la sua difficoltà o l’eventuale utilità ai fini della storia.
La seconda caratteristica che sarebbe interessante ritrovare anche altrove è quella di una difficoltà regolabile che permette di gestire sia l’avanzamento nella storia (se il boss è troppo tosto la si abbassa e via), che la qualità del bottino dove più difficoltà significa maggiori possibilità di acquisire oggetti preziosi. Insomma più libertà e flessibilità proprio dove gli rpg di solito risultano maggiormente difficili da digerire.
Questo in teoria, perché in pratica avere un’area libera non è di per se utile quando tutta l’azione si svolge dentro confini (quartieri) ben definiti o quando puoi scegliere di combattere o meno incontri dalle meccaniche che non convincono del tutto.
Una volta avviato il match la prima sensazione ricevuta è che l’azione suddivisa fra due schermi con due PG diversi da comandare sia un po’ una forzatura, non molto diversa da quelle che abbiamo trovato osservando altri utilizzi sconsiderati del pennino. Ci sono due schermi, si usano due schermi: ma la presenza di altrettanti due occhi non permette due punti di vista separati. Per sopperire al presunto sesto senso che dovrebbero avere gli hardcore videoludici per gestire una situazione del genere, si deve fare affidamento sull’udito per captare i messaggi utili per una eventuale combo risolutiva (o al limite si attiva il sistema automatico che delega la gestione del PG dello schermo superiore alla CPU).
Con la pratica e un po’ di fortuna si riesce a raggiungere un sufficiente “continuum distruttivo”, ciò non toglie che il tutto poggi su un sistema sperimentale con delle carenze che si posso avvertire a pelle, anche senza andare a scomodare i trattati di game design. Manca la sensazione di avere le cose sotto controllo e che ciò che si è realizzato derivi tutto e solo dalla propria abilità e non dal caso. A confermare l’ipotesi ci pensa l’unica tecnica che non fallisce mai e cioè il martellamento continuo dei tasti per quanto riguarda il co-protagonista superiore, l’utilizzo di tre armi-spille blasonate e i relativi frenetici movimenti del pennino per il nostro alter ego. Insomma il caos è presente in forme più o meno elevate, anche se a discolpa del sistema si può dire che si tratta di una scelta originale e in quanto “prima volta” (soprattutto immaginandola come unica) si può anche arrivare ad apprezzarla.
Quando un prodotto tenta la strada dell’innovazione è sempre difficile giudicarne la reale portata, almeno non nell’immediato. The World Ends With You ci ha provato e di questo bisogna dargli atto, poi se effettivamente si potrà considerare un sistema efficace anche altrove solo il tempo e la percentuale di gradimento soggettiva di ogni singolo utente potrà confermarla, perché il risultato finale è un qualcosa di così particolare da poter accontentare quanto scontentare eventuali avventori. Considerato ciò, la possibilità d’intraprendere il viaggio è lasciata completamente nelle mani dei videogiocatori: valutate il costo di un prodotto non localizzato nella nostra lingua madre, un sistema RPG avveniristico con i pro e i contro del caso e la piccola quanto particolare console su cui dovrà girare.
"The World Ends With You" l'ho tenuto d'occhio, è sicuramente affascinante, ma sento anche che non è per me... atmosfera troppo "metropolitana/stilish", che non mi si addice quando si tratta di gdr.
RispondiEliminaNon mi impedirà di provarlo... oggettivamente è un'esperienza.
Con me però, rischia di fare la fine di quelli "iniziati che prima o poi finirò" XD
Sì, la sensazione è quella ci hai preso in pieno; soprattutto è così se non hai 14 anni o giù di lì.
RispondiEliminaBisognerebbe giocarlo fruendolo come quei film capolavori - ma pallosi da martellarsi gli alluci (come Odissea nello Spazio) - che però bisogna vedere perché fanno parte della storia del cinema e in quanto appassionati ci appartengono.
A conti fatti il fascino della foresta in un RPG difficilmente potrà essere sostituito dalla moderna "lamiera" ... eccezioni a parte ^^"
Di sto gioco ho visto solo un filmato, l'ambientazione mi intriga anche ma il character da cartone animato giapponese per nuovi 14enni è effettivamente odioso.
RispondiEliminaMi sa che alla fine sono un innovatore tradizionalista, ovvero voglio l'innovazione ma come dico io. Ho sempre mal digerito turni e similari, ma se ci si mette una meccanica action, pretendo che sia fatta bene: trovate all'insegna del "famolo strano" finiscono per diluire la formula.
Alla fine, credo che il mio contributo alla causa "sistemi di controllo alternativi per DS" lo darò all'uscita di Ninja Gaiden Rival Swords.
Ninja Gay per DS l'ho provato, non mi è parso poi questo granchè, a parte il suo riuscire a ricreare su scala ridimensionata in tutti i sensi la resa dell'originale, con la combinazione di bitmap e personaggi poligonali.
RispondiEliminaIl controllo con il pennino funziona ed è immediato ma è anche piuttosto all'ingrosso, si sta lì tutto il tempo a raschiare sul dannato schermo inferiore.
@maxlee
RispondiEliminaIo ho commesso l'impredonabile errore di non mettere una protezione. Pensavo fosse una pignoleria e che lo schermo fosse stato realizzato e testato per resistere di natura alle abrasioni.
Beh, a giudicare delle sue condizioni attuali, sembrerebbe che l'abbia pulito metodicamente con la carta vetrata XD
Sai qual è il paradosso? Che io le ho usate fin da subito e ho uno schermo nuovo, solo che non lo vedo mai e mai ne posso godere perché è ricoperto da una pellicola perennemente “raschiata” alla carta vetro come hai ben detto… acc dobbiamo venire a capo di questo "simpatico" controsenso xD
RispondiEliminaE che manone c'avete in Sardegna? XD
RispondiEliminaIo ho ancora lo schermo intonso, la protezione c'è ma mi è costata più di un'ungia, chi sa quando dovrò toglierla; ma io il ds lo uso pochissimo. E il 50% di quel pochissimo è Castlevania, che nell'uso del pennino è morigerato.
Secondo me, più che le manone, centra la qualità costruttiva della console Lite. Ricordo che il DS ciccio era rimasto intonso, nonostante la mancanza di protezione... ma è pur vero che è stato utilizzato di meno.
RispondiEliminaSul DS ciccio la salvaguardia del touchscreen dipende molto da quanto lo si usa... sia io che la mia fidanzata non usiamo le pellicole protettive.
RispondiEliminaIl ds che uso io ha due anni ed è ancora quasi perfetto (lo uso poco), quello che usa lei è il mio "ex", quindi siamo sui tre anni di uso abbondantissimo, e grazie a Nintendogs-Wario-Cooking Mama il suo touchscreen è massacrato.
Adesso le va ancora bene, sono mesi che gioca sempre ad Animal Crossing e il touchscreen serve a poco ^_^
Ma il riacquisto è imminente.
Se devo dire l'impressione che ho, è che comunque l'hardware del DS da questo punto di vista lascia a desiderare.
Perchè che con uso normale sia già da ricomprare dopo due anni mi sembra una mezza presa in giro.
Ok, ci sono le pellicole, ma se devono essere necessarie al 100% allora secondo me dovrebbero essere incluse nella confezione.
E non si può neanche dire agli utenti "usatelo con estrema delicatezza", perchè sono giochi cavolo... è come se un joypad iniziasse a fare le bizze dopo un anno... non va bene.
Visto che Nintendo punta tanto sullo scartavetrare del touchscreen, perchè è bello, perchè è innovativo, perchè vende, allora dovrebbe farlo più resistente e duraturo.
Ma che la Nintendo dia per scontato che i suoi clienti sono disposti a ricomprare console portatili ogni uno/due anni è storia nota.
HK "Adesso le va ancora bene, sono mesi che gioca sempre ad Animal Crossing e il touchscreen serve a poco"
RispondiEliminaLa prima pellicola l'ho sfondata acquistando e rivendendo un milione in rape proprio in A.C., in pratica con il trascinamento dalla borsa al negozio ho fatto due solchi che mi cambiavano il colore in tutti i giochi... ma credo sia a causa della qualità delle pellicole perché il mio tocco è delicatissimo (a parte giochi come quello di questo post, wario e simili).
Le hori superfigose non le ho ancora provate; sto aspettondo di trovarle dove c'è anche qualcosaltro da acquistare, se no mi costa più il corriere che il prodotto ^^"
Comunque pensavo che la voce "pellicole" o possibilità di rigare lo schermo andrebbe inserito come parametro nella tabella di un gioco DS, o esagero? xD
@HK
RispondiEliminaTi quoto, la Nintendo con i portatili segue una politica disastrosa (per gli utenti, non per lei XD ).
Non si può basare la console sul touch screen, pensare i giochi sul suo uso intensivo e poi realizzare uno schermo che si erode in qualche mese.