martedì 8 aprile 2008

[Top 5] personaggi videoludici dimenticati dalla storia, ma che meriterebbero un ripescaggio

5 Kid Chameleon (Kid Chameleon)

Solo i veri intenditori lo conoscono (almeno credo): sguardo penetrante perfino dietro agli occhiali da sole, volto vissuto, look da Fonzie, tutto questo a 12 anni su per giù. Creatura di Sega protagonista di un videogioco a lui stesso intitolato, il nostro eroe deve il suo aspetto alle innumerevoli avventure videoludiche da cui è uscito vincitore.
La storia narra infatti di una misteriosa sala giochi spuntata fuori da un giorno all'altro, ma che ha subito incredibile successo grazie alle mirabolanti esperienze che permette basate sulla tecnologia olografica; ben presto però, si scopre che il videogioco in questione è in realtà un malvagio strumento per la conquista del mondo, dato che gli ologrammi sembrano in grado di interagire col mondo empirico e cominciano a far strage di bambini delle medie. No, nessuno di loro ha mai pensato di sfruttare quella tecnologia per un gioco erotico.
Ma tant'è, cosa si può fare in una situazione del genere? Chiamare mamma e papà? Non ci crederebbero mai. Chiamare miocuggino? Ha prodotto della menta, ma non era autorizzato, per cui l'hanno imprigionato. La nostra ultima speranza è lui: il migliore della sala giochi. Quello che ha viaggiato in tutto il mondo per vedere (e finire) i videogiochi che arriveranno tra 5 anni. Quello che con un gettone ti finisce Ghouls&Ghosts, entrambe le volte. Quello che arriva silenzioso nella tua partita tranquilla a Street Fighter, comincia un doppio, ti carancola di mazzate senza che tu neanche ti sia reso conto che il match è iniziato e ti ruba il turno. I più acuti avranno notato che il maggiore punto di forza di questo personaggio è il suo carattere metareferenziale.
In realtà il pischello in sè non è che fosse tutta 'sta forza, ma il suo potere consisteva nel poter trasformarsi, attraverso maschere speciali ottenute attraverso craniate a macigni sospesi in aria, nei personaggi più disparati: un samurai, un maniaco omicida, un tornado umano, un carroarmato, e avanti avanti così per un totale di 36 trasformazioni possibili, ognuna con le sue caratteristiche e possibilità tattiche (beh, molte erano incredibilmente simili). Il gioco in sè si strutturava secondo i canoni dell'action platform, ma con una complessità al di sopra della media: ben presto infatti la sequenza lineare dei livelli si rivelava in realtà radiale, con passaggi segreti, sequenze inverse, livelli in loop, tutte cose che espandevano la percezione di grandezza. Purtroppo a quei tempi il beta testing era un'opinione, e quindi questo ha generato conseguenze come percorsi senza logica, ripetizioni senza uscita, vicoli ciechi nei quali aspettare solo che il tempo si esaurisse, e il tutto senza un minimo di mappa per tenere traccia degli spostamenti e dei collegamenti fra i livelli. Probabilmente questo ne ha decretato l'oblio.

Cosa sarebbe oggi: un action rpg, o un third person shooter

4 Ranger-X (Ex-Ranza)

Sempre da Sega, un altro ottimo character design ignorato dal mondo: voi siete Ranger-X, un mech componibile impegnato in una missione di salvataggio del pianeta nel videogioco Ex-Ranza (rinominato Ranger-X in occidente, quindi potrebbe essere che Ex-Ranza voglia dire Ranger-X in giapponese, ma la sapienza millenaria orientale è impenetrabile a questi livelli).
Molti sono i meriti di questo gioco: dalla grafica sopraffina, al background molto particolareggiato per i tempi (con tanto di introduzione in wireframe), al sistema di controllo molto profondo, al level design particolarmente brillante per uno shooter a scrolling - i livelli erano percorribili in entrambi i sensi e sviluppati anche in altezza. Purtroppo io sono arrivato solo al terzo livello coi cheat quindi non è che vi possa parlare molto di queste cose. Ci soffermiamo quindi sul character design: il vostro sprite è un mech volante estremamente ben disegnato, in grado di rivaleggiare, quanto a modernità e pulizia della linea, con lavori del calibro di Zone of the enders. Ma non è finita qui: il nostro mech volante infatti era assistito da un elemento terrestre, che seguiva i nostri movimenti ma poteva anche essere indirizzato a mo' di pod (caldamente consigliato joypad a 6 tasti): i due soggetti si potevano combinare in tempo reale per formare una sorta di carroarmato con la velocità di una moto per portare distruzione tra le fila nemiche.

Cosa sarebbe oggi: trattasi del classico gioco che dà la paga alle produzioni odierne, quindi basterebbe un massiccio upgrade grafico - senza perdere l'eccezionale direzione artistica - e mantenere l'impianto da shoot'em up a scorrimento con elementi platform. Oppure un third person shooter.

3 Hagane (Hagane)
Il personaggio di Hudson Soft segna l'ingresso e l'unica comparsa nella nostra classifica del SNES, ma c'è un motivo logico per questo: come sappiamo, Nintendo è molto abile nel manterenere in vita e rinnovare i suoi prodotti per renderli sempre appetibili a un pubblico attuale, e questo è valido per tutte le sue IP, nonostante possano essere considerate innumerevoli: Mario e Zelda.
Quello che abbiamo per le mani in questo videogioco è nientemeno che un ninja completamente robotico, creato con la stessa tecnologia di terminator ma qualcosa come diecimila anni fa, con tanto di motore interno a scoppio con pistoni a forma di Buddha zen (visibili nell'introduzione). I saggi anziani giapponesi ne decretano l'attivazione quando il male raduna le sue forze per lanciare un attacco definitivo alla terra, che come potere immaginare è il caso di questo videogioco.
Nell'agire, il nostro ninja robotico si comporta come un vero e proprio ninja: è velocissimo, usa gli shuriken, usa la spada, salta, doppiosalta, piroetta, effettua addirittura manovre evasive: un'agilità insospettabile per un pezzo di ferrazzo al carbonio che non si sa neanche se abbia le giunture ben lubrificate, ma si sa che l'ingegneria metallurgica dell'epoca Sengoku era una cosa che anche adesso noi ci sognamo.

Cosa sarebbe oggi: un action game duro e puro in un mondo steampunk, oppure un third person shooter.

2 Chakan (Chakan)

In realtà non sono sicuro che il nome del personaggio sia proprio questo, ma comunque gli si addice. Dall'onnipresente Sega, un altra perla di caratterizzazione.
Chakan è il guerriero più abile del mondo, caduto in disgrazia quando decise di sfidare nientemeno che la morte. Costei vistasi battuta acconsentì alla sua richiesta di vita eterna, ma con la classica faccia del venditore indiano quando ti sta rifilando una patacca da antologia.
Per nostra delizia quindi, ci ritroviamo a guidare un personaggio stanco di vivere, in un mondo da incubo ambientato solo da demoni immondi, nel quale si suppone la razza umana, i cani, gli scoiattoli, le piante, e tutte le altre forme di vita simpatiche si sono ormai estinte da millenni. Per portare distruzione tra le fila demoniache ci si affida alla coppia di spade del protagonista, mentre i power up sono gestiti attraverso la sua profonda conoscenza dei segreti dell'alchimia: combinando pozioni di diverso colore, recuperabili sul campo con estrema fatica, si possono ottenere gli effetti più diversi.
E' un vero e proprio ribaltamento dei clichè videoludici, un antieroe che di più non si può, un essere che combatte solo perchè quanto saranno morti tutti, sarà concesso di morire anche a lui. Tutto questo è sottolineato da un character design eccezionalmente azzeccato, niente sangue e violenza da super action hero ma tanta disperazione e rabbia per la propria condizione, in una manciata di pixel. Lo sprite principale e gli sfondi desolati abitati solo da creature immonde si rispecchiano l'uno nell'altro creando una potenza evocativa che trascendeva la tecnica solo discreta e le animazioni semplicistiche. Il gioco quindi presentava un fortissimo carattere visionario e trovate sorprendenti che ancora oggi si trovano nelle produzioni più studiate, come l'hub-tutorial nel quale si viene buttati al principio. Peccato che a parte questo ci si trovi di fronte a un action platform mediocre, basato sul trial&error, con il protagonista che nonstante avesse sconfitto la morte si trovava a prenderle da ogni dove a causa di nemici particolarmente elusivi e la difficoltà cronica a colpire nel punto giusto al momento giusto. Non si moriva mai però, si tornava all'hub di partenza: la coerenza era rispettata, tutto sommato.

Cosa sarebbe oggi: un rpg solitario nell'ambientazione e nei suoi caratteri di unicità, o un third person shooter.

1 Sparkster (Rocket Knight Adventures)


Lo scettro di questa classifica spetta a Konami e alla sua creatura, protagonista di una delle migliori e più difficili da pronunciare avventure per Megadrive.
Sparkster, questo il suo nome, è un opossum dotato di spada magica, investito di una corazza caratterizzata da un bel paio di razzi attaccati alla schiena. So che a noi può sembrare strano, ma dal posto dove viene lui è perfettamente normale, infatti esiste un vero e proprio ordine di questi cavalieri razzo; i regnanti inoltre sono anche loro degli opossum, o almeno della stessa razza del nostro protagonista, quindi nessuno stupore se poi tra il nostro e la principessa rapita nasce del tenero, mica principesse umane che si innamorano di porcospini o cubiste che si innamorano di anatre aliene antropomorfe.
Sparkster comunque non è solo un tipico ganzo anni '90, è anche molto ben caratterizzato, cito infatti direttamente il libretto di istruzioni:
"Orfano di guerra, fu adottato dalla famiglia di Mifune Sanjulo, il discendente di una lunga linea di cavalieri a razzo. Anche Sparkster venne allevato ed educato come uno dei cavalieri. Dieci anni fa, il suo tutore Mifune venne permanentemente messo fuori combattimento da Axle Gear, il Cavaliere Nero.
Sparkster è giunto nel Regno di Zebulos (il luogo dei fatti, N.d.K.) dopo aver cercato in lungo e in largo Axle Gear, nei confronti del quale ha giurato vendetta. Sparkster si presenta come un vagabondo fuorilegge, ma è in realtà un leale difensore della giustizia. Ma Sparkster ha anche dei lati deboli nel suo carattere, e si compiace anche troppo facilmente di lodi e lusinghe."
Tutto questo ha rilevanza zero durante il gioco, anzi certe volte non centra proprio una mazza, ma è bello pensare che a quei tempi c'era gente che si sbatteva per scrivere queste cose sui libretti. Adesso ci dobbiamo sorbire cutscene e/o tutorial di anni per sentirsi dire le stesse cose, mah.
Tutto questo comunque fa capire che Konami credeva veramente al suo personaggio, gli ha costruito una mitologia attorno, e un teatro di personaggi in grado di farsi notare per quanto stereotipati: sulla copertina capeggia addirittura un bel timbrone "FEATURING SPARKSTER" (suppongo che a quei tempi non titolare un videogioco con il nome del protagonista fosse considerato un rischio). Il gioco da parte sua era ottimo: difficoltà ben bilanciata, tecnicamente all'altezza della sua generazione, personaggi e ambienti caratterizzati (da notare, quando si entra nel territorio industrializzato del malvagio impero dei maiali che hanno mosso guerra agli opossum, le facciate dei palazzi in background dalle fattezze suine), colonna sonora evocativa, e soprattutto un gameplay vario e soddisfacente: la spada magica permetteva di affettare i nemici sulla distanza (niente salti in testa, vivaddio) mentre i razzi sulla schiena potevano fungere da supporto per superare ostacoli o usati creativamente per attacchi dirompenti.
Il gioco ebbe un ottimo successo di critica e di pubblico, tanto da permettersi un seguito: purtroppo la caratterizzazione virò dal disneyano al manga e i ritocchi al gameplay e al level design finirono per diluire la formula invece di rafforzarla. Poi di lì a poco passò Kojima e della tradizione 2d di Konami rimase solo Castlevania, perchè i personaggi li disegnava una sua parente.

Cosa sarebbe oggi: un action adventure come Dio comanda.
Ma anche un third person shooter.

11 commenti:

  1. Questi personaggi non sono scomparsi. Hanno solo modificato il proprio aspetto continuando a lavorare sotto mentite spoglie:

    -Kid Chameleon. E' cresciuto, si è sbiancato i capelli e adesso si fa chiamare Dante. Riconoscibile dall'aspetto "trendy a tutti i costi".

    -Ex-Ranza. Ha subito un restyling della carrozzeria, poi è stato mandato dalle parti delle lune di giove. Siccome Ranger X era un nome troppo ridicolo l'hanno ribattezzato Jehuty.

    -Hagane. Infiltratosi nei ranghi Sega, ha tentato di spacciarsi per uno shinobi futuristico. Ma l'hanno scoperto e cacciato via. Sembra che per pietà Igarashi gli abbia poi offerto la parte principale in Nanobreaker.

    -Chakan. Non ha mai sfondato, ma neanche è rimasto senza lavoro. Era in Onimusha. E in Shinobi. E anche in Ninja Gaiden. Ricordate quelle interminabili schiere di soldati demoniaci tutti uguali? Ecco, lui era fra quelli.

    -Sparkster. Un gran personaggio che è giusto ricordare. Da anni non se ne sa più niente. Che fine avrà fatto? (io ci scommetterei che l'hanno preso a fare lo stuntman di Topolino).

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  2. Earthworm Jim, quello sì che avrebbe meritato.
    Ricordo quando lo vidi per la prima volta su Megadrive, con un cane ad azzannargli le natiche e una espressione corrucciata.
    Peccato che il suo sequel a 16-bit fosse già al limite dell'ingiocabilità e che il primo e unico episodio 3d si sia rivelato fetente come pochi.

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  3. Un bel po' di roba Sega, noto.
    Oh, certo che son specializzati a mandare alle ortiche la loro roba.
    Sonic ormai è da anni che se lo stanno lavorando per screditarlo definitivamente XD

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  4. Di EWJ non doveva uscire un titolo psp? Ricordo comunque che il secondo ricevette ottime critiche ai tempi - oggi è insostenibile, affetto a parte.
    Sega in effetti aveva una capacità immaginifca notevole, se andasse a ravanare nei suoi magazzini potrebbe vivere di rendita. Beh, se fosse ancora in grado di fare prodotti decenti (io in Altered Beast ps2 ci speravo anche...)

    Comunque non so perchè ma secondo me tu xpeter sei uguale a Kid Chameleon, solo col pigiamino verde di Link

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  5. Gran bella classifica. Ancor prima dei personaggi trovo affascinanti assai i gameplay, soprattutto quello di Chakan dal primo momento che l’ho conosciuto quando l’avevi citato tempo addietro. Sarà che mi ci ritrovo in quell’obbligo di finire giochi anche quando non mi sono del tutto graditi; spesso diventano davvero una sorta di prigione da cui liberarsi. Magari non sono l’unico: diciamo che c’è un po’ di Chakan in ognuno di noi ^^”

    Kid Chameleon ci andrà vicino, ma non rende giustizia a xpeter: videoludicamente parlando è Han Solo interpretato da Clint Eastwood: gli occhi oscurati sì, ma dalla falda del cappello xD

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  6. In realtà sono più un incrocio tra Kratos e Donkey Kong.

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  7. Ah ah, parlando di classifiche mi è tornata in mente questa del buon Koji, e mi sembra giusto segnalare che il desaparecido numero 1 è stato avvistato. Non in un ruolo principale, ma dopo tanti anni di oblio anche un cameo è un segno confortante. Per vestire i panni del valoroso opossum ancora una volta non dovete far altro che prendervi il fenomenale New International Track & Field, collaborazione Konami/Sumo Digital per DS.

    Opossum a parte, il gioco ve lo consiglio sul serio - un notevole update del concept originario, che il controllo tramite stilo rinfresca di molto. Ottima anche l'infrastruttura online... Se aveste voglia di paragonare i vostri record ai miei, chiedetemi il codice amico.

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  8. In pieno delirio olimpico mi ero buttato su quella cosa con Sonic&compagni. Purtroppo la paranoia e il timore di far saltare in aria il touch screen mi ha spinto a lasciarlo quasi subito in balia della polvere. Immagino che per T&F mi troverei di fronte allo stesso problema... e però, l'idea di una sfida è come sempre moltoo intrigante. Ci penserò su ^^

    A proposito di sfide tavernicole, qualcuno l'ha poi preso Space Invaders Extreme? Nel caso quale versione (PSP, NDS)?

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  9. Quando si dice il fato - SIE l'ho trovato usato giusto ieri! Eccoti il mio friend code: 159098 573237

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  10. Hai fatto benissimo, la versione DS secondo me è migliore di quella PSP (magari updatiamo il post dedicato). Per eventuali confronti (per far emergere la mia schiapperia xD) siccome ho avuto la brillante idea di noleggiare il modem non wi fi (con l'intenzione di sceglierne uno di mio gradimento), devo ancora prendere la chiavetta che serve per andare online: invece dell'ufficiale stavo pensando a quella datel per connettere anche la PSP. Domani vado a cercarla in zona, ma mi sa che dovrò ordinarla come per tutto ciò che è videoludico o giù di lì.

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  11. Track&Field non ha mai fatto per me, e i cameo di questo tipo mi fanno più tristezza che piacere XD

    Parlando invece del numero 2, che so essere caro a Maxlì, ho scoperto quasi casualmente che il personaggio originale è tratto da una serie di graphic novel, che purtroppo a una breve ricerca risultano ormai introvabili: più notizie qui, il sito curato direttamente dall'autore.
    Ho scoperto anche che c'era un seguito in sviluppo per Dreamcast che però non è mai stato rilasciato, e girano voci che buona parte dei contenuti siano poi finiti in Blood Omen 2.

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