Non è facile trovare un videogiocatore capace d’indignarsi di fronte ai contenuti di un videogioco. Il proprio dissenso, manifestato anche in modo aspro, lo riserva agli aspetti strettamente legati all’utilizzo del prodotto, come può essere un gameplay violato dall’inserimento di elementi innovativi, una rappresentazione visiva non adeguata alla potenza che è in grado di sviluppare la propria macchina. Ciò che evita come la peste è di prendersela con il senso morale delle azioni che deve svolgere mentre gioca. Ed è normale considerando la quantità d’impegno che deve mettere per ribattere agli attacchi esterni, quei tentativi degli alieni al videogioco che provano a screditarlo, condannando senza distinzioni l’esecuzione di azioni irreali in modo fazioso e spesso senza conoscerne le reali peculiarità.Non è facile dicevo, ma non impossibile. Ed è qui che entra in gioco il prodotto citato nell’immagine, quel Babypals: Matti per i Bimbi! che dopo la sua uscita statunitense approda in Europa (metà Marzo). Il gameplay è basato sull'allevamento alla “Nintendogs”, cioè il fornire assistenza ad un cucciolo cercando di soddisfare le sue esigenze più elementari. In questo caso il soggetto preso in considerazione non è un cagnolino e neanche un mostriciattolo alla Pokemon, ma un vero e proprio cucciolo d’uomo, un neonato nelle sue prime fasi di vita.
Inserendo nel DS questa cartuccia ciò che ci si ritroverà davanti è un bimbo visivamente reale quanto surreale a causa della famoso problema del Uncanny Valley, che spesso crea l’impressione di avere a che fare con un infante morto, o comunque con una figura disturbante (a differenza di prodotti simili come Giulia, Passione Baby Sitter che hanno puntato più su un rappresentazione in stile cartoon). Il fulcro dell’interazione con questo soggetto sarà basato su azioni in tema come cambiare il pannolino, dar da mangiare, agevolare la nanna ecc, il tutto attraverso una serie di minigiochi non dissimili per concetto, ma ancor più minimali, da altri prodotti come Cooking Mama.
Tralasciando il gameplay in se (che comunque risulta piuttosto blando e ripetitivo), il fatto che sia stato scelto un soggetto sacro, soprattutto cercando di rappresentarlo in ogni suo particolare, è da condannare a prescindere. Esiste la libertà d’espressione, quella che può spingere un’impresa ad investire su un prodotto che ritiene valido, ma c’è anche un limite da non superare ed è quello per alcuni valori da tutelare fra cui senza ombra di dubbio si trova la figura del neonato.
Lo so, può sembrare un discorso assurdo considerando quanti bambolotti di plastica esistono, ma il fatto è che quelli, per quanto fisicamente credibili, non arrivano a creare quell’impatto di verosimiglianza distorta come il pupo "vivente" di questo prodotto. E se ancora un adulto (non si sa per quale assurdo motivo) avendoci a che fare potrebbe razionalizzare il disturbo, sarebbe decisamente più difficile se ad interagirvi fosse l’utente tipo di questo genere di prodotti, quella bimba sopra i 3+ come consigliato dal PEGI.
Va bene cercare di distinguersi lavorando su "nuovi" concetti, va bene anche tentare di avvicinare i non-giocatori con prodotti che risultino "riconoscibili", ma in linea generale queste esagerazioni fanno male alla nostra passione, rischiano di offrire una visione sbagliata del nostro mondo attraverso un videogioco di dubbia utilità oltre che dannatamente fuori luogo.
P.S. mi sono indignato vedendo l’annuncio del gioco, ho cercato d’informarmi trovando una convalida dello sdegno nella recensione sul sito di IGN; i particolari sul gioco provengono da lì. Considerando ciò mi riservo la facoltà di fare edit e realtivo mea culpa se avessi cannato sull'effettiva qualità del gioco... ma ne dubito, anche fosse solo a livello di concetto il disturbo provato è quello, al massimo si ridimensionerebbe a personale.
Chiedo scusa se semplifico brutalmente la cosa, ma alla fine mi sembra una semplice questione di cattivo gusto, più che di moralità.
RispondiEliminaNon hai da scusarti perché hai ragione, nel senso che il discorso andrebbe fatto in quel modo, proprio per non cadere nell’errore che fa spesso la stampa “generalista” (che noi stessi abbiamo più volte criticato) di prendere un caso isolato da utilizzare per intavolare un discorso superficiale su cosa sia giusto o sbagliato. Ma avendo toccato un argomento che mi è vicino, mi sono concesso il lusso di parlarne senza star lì a mettermi problemi su come sarebbe stato giusto impostarlo.
RispondiEliminaSono a stretto contatto con mia nipote da quando ha visto la luce, oltre al fatto di essere il suo “tutore video-ludico”, lo zio che decide cosa deve giocare specialmente riguardo gli aggeggi di nuova generazione. L’idea che il concetto sacro di neonato sia stato rinchiuso in quella scatoletta a mo di cucciolo da allevare cercando di renderlo quanto più verosimile, e che quel prodotto può essere uno di quelli candidati al suo parco giochi, mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene.
Mettiamola così: sono consapevole che fare un discorso del genere non è del tutto corretto, ma non mi era ancora capitato che mi toccassero un argomento così vicino da spingermi a pensare di mettermi a fare prediche sui limiti degli argomenti che possono essere rappresentati nei videogiochi XD
Vince chi seppellisce la bambina (cit.)
RispondiEliminaNon riconosco la sacralità del bambino a prescindere, quindi discutendo di queste cose potrei offendere la sensibilità di qualcuno xD
cercando di trattenermi nei miei deliri radicalanarcodarwinisti, non capisco se il problema sarebbe la rappresentazione palesemente finta di un qualcosa che nell'immaginario comune è simbolo della vita stessa o il voler ridurre a un brutto gioco l'attività educativa dell'infante.
Faccio notare che ci sta la percezione diversa dalla bambola, perchè quella è "giocattolo".
Tra l'altro, curioso che uccidere letteralmente le bambine in Bioshock non abbia provocato nessuna reazione, mentre un gioco per quanto brutto ma dedicato all'educazione susciti questo rigetto.
RispondiEliminaSulla “sacralità” si potrebbe anche sorvolare, immaginando che nel concetto di assistere un qualcosa di vulnerabile si possano trovare delle meccaniche che si prestano ad un’attività ludica. In questo caso però il tutto deve essere rappresentato a livello simbolico, nel senso che si “gioca” a fare i genitori perciò gli strumenti a disposizione devono essere appropriati al contesto ludico.
RispondiEliminaFaccio un esempio estremo: posso decidere che operare qualcuno di una malattia possa avere un riscontro ludico, dove questo si esprime nell’abilità di rimuovere determinati organi (un’appendicite), di tenere in vita il paziente ecc. Dall’allegro chirurgo giocattolo al videogioco Trauma Center il passo è breve. Nonostante quest’ultimo, per ovvie ragioni, sia più d’impatto e a suo modo “discutibile”, la cosa può starci. Il problema nasce quando un Trauma Center diventa un reale tavolo operatorio in cui dover asportare un reale problema tumorale e il conseguente disagio dell’avere a che fare con un’azione “seria” che non è più un gioco, che ha alle spalle un qualcosa di “sacro” che non andrebbe toccato, tanto meno per gioco.
I problemi sono l’aver confinato la crescita di un bimbo all’interno di un contesto giocoso cercando di renderla quanto più reale possibile, dissacrando un qualcosa che a mio modo di vedere non andrebbe toccato, con in più (questa è la ciliegina sulla torta) l’handicap di non essere riusciti del tutto nell’impresa creando un risultato da casa degli orrori.
Hanno sbagliato due volte, una nel cercare di farlo “reale”, due nel non riuscirci creando un’alternativa disturbante.
Sul discorso della bambola giocattolo, se per quello sono contro tutti quei bambolotti in cui si inseriscono esigenze del tipo, cerottino (non capisco perché diamine si dovrebbe agevolare la conoscenza delle malattie in un bimbo) o quella del pannolino. Ma va bhe come ho detto se ludicamente si trovano degli aspetti “divertenti”, potrei anche passarci su: però oddio dare un bisturi “vero” ad un bimbo no eh XD
P.S. leggendo la prima frase mi sono venuti in mente i boyscout, non so perché… ahhahha… :p
P.P.S.S. ahem mi accorgo che su questo argomento sono un po’ pedante… forse quando ne parlo dovrei munirmi di avatar-Flanders per risultare più in tinta con il discorso… quando parto riesco ad oscurare anche le prediche del Moige… acciderdindirindina, lol.
P.P.P.S.S.S. riguardo a bioshock sono inserite in un contesto moolto diverso. Lì è tutto irreale a prescindere.
I videogiochi hanno una lunga storia alle spalle di spot trash. Credo che in questo caso una pubblicità interpretata dalle caricature che hai citato entrerebbe di diritto nella top five. Meglio non continuare, potrebbero prenderlo come un suggerimento XD
RispondiEliminaEcco, se pensavate di avere vicino un tavernicolo lagnoso e paranoico che si lamentava di problemi frivoli e trascurabili è perché ancora non siete venuti a conoscenza della reale malignità contenuta all'interno di questo prodotto: come denunciato in un servizio giornalistico con i controcazzi visionabile partendo dal link sottostante, Baby Pals per NDS contiene un messaggio subliminare che può rovinare le coscienze dei più “Islam is the light” esprime convindo il cucciolo d'uomo che ci viene dato in gestione mettendo a rischio le convinzioni religiose più radicate dei grandi e dei piccini.
RispondiEliminaGuardate il VIDEO e tremate :O
(no, in verità è una notizia che fa molto trash e probabilmente del più becero, però - come dire - i punti necessari per farci giungere alla vetta della lungimiranza tavernicola assoluta non sono mai abbastanza, percio... xD)
Forse perché il risultato che si ottiene comportandosi in un certo modo è lo stesso. Rendendo esplicita la paranoia, volontariamente per denunciarla o involontariamente, si ottiene la stessa sensazione di disagio. Però secondo me c'è un problema più profondo, legato al fatto che il mondo dei videogiochi (della musica o di altre realtà circoscritte) e il mondo "vero" della realtà (mostrata) comune a tutti, hanno due linguaggi diversi: il casino provocato dallo stridore di certi atteggiamenti nasce quando s'incontrano mantenendo ognuno il proprio tono e la stessa impostazione, o comunque non facendo niente per adattarsi.
RispondiEliminaLa (non)notizia linkata è frivola (al pari dei genitali in GTA di cui si discute scherzosamente in giro per il web o lo stesso discorso affrontato a livello personale nel vecchio post sopra), però in mano ad un mezzo che ha un linguaggio diverso diventa inquietante e fa sorridere decisamente meno di quanto possa fare nei forum dedicati.
Per dirne una recente, stavo facendo zapping e ho beccato Benigni che per venti minuti ha messo in luce molto di ciò che non va in questo periodo: l'ha buttata sul ridere e tutto è diventato leggero nonostante abbia esposto delle verità amare ritenute tali da molti. Impostare quelle accuse in maniera diversa, ad esempio con un taglio più aggressivo e irato, avrebbe reso l'intervento totalmente fuori luogo facendoli perdere un valore a livello di contenuti ed impatto o come semplice espressione di un pensiero. In un mondo ideale il servizio sui messaggi subliminali sarebbe uscito come perla divertente sulle bizzarrie dei videogiochi, ma il mondo ideale è lontano soprattutto perché, per natura, dovrà essere comune a tutti.