sabato 29 marzo 2008

[Delirium] La pirattaggeria legale [maxlee]

Avreste mai immaginato che la pirateria (acquisizione di una copia immateriale di un prodotto “scritto” in digitale) un giorno sarebbe stata incoraggiata? Eppure è accaduto, o meglio accadrà. La fonte di questa notizia, oltre che voler restare anonima per non rischiare di perdere il suo futuro posto di lavoro, mi ha spiegato come si sia arrivati al primo spot che incoraggiava a scaricare materiale videoludico senza averlo prima acquistato. Sarà stata la birra fortemente alcolica che serviamo da queste parti, sarà il viaggio nel tempo che ha dovuto affrontare per raggiungerci qui alla taverna, sarà quel che sarà, sto tizio ha iniziato a sciolinare tutta una serie di eventi che di seguito riassumerò per praticità (e anche perché non potevo non fargli compagnia perciò… ahem… non è che ricordi il tutto paro paro come l'ha detto).

Il magnate di una grossa azienda che sfornava prodotti videoludici, stanco del fatto che ciò che metteva in commercio non venisse acquisito dietro compenso, decise di spendere il 60% del budget riservato all’ultimo capolavoro digitale per creare un sistema di protezione che, nel momento in cui sarebbe stato avviato all’interno di una copia illegale, avrebbe eseguito tutta una serie di azioni devastanti sulla macchina in cui fosse stato messo in funzione. Invece di puntare sulla difesa del prodotto decise di puntare su una punizione diretta di chi l’avesse fatto. Oltre che “marchiare” l’hardware con un (magnifico, a detta della fonte) simbolo grafico indelebile, il famigerato software anti-pirata agiva sul sistema sonoro e video in modo tale da “urlare” letteralmente la propria condizione di software illegale e ciò senza che potesse essere spento in alcun modo. Il tutto non era esposto in maniera grossolana con un teschio anni ’90 o cazzate simili, ma attraverso uno spot intrigante (e integrato) dove una serie di montaggi video e motivetti orecchiabili messi in scena dai protagonisti del videogioco, umiliavano in diverse maniere l’utente. Ne piazzò ben trenta versioni diverse che in tempi assolutamente casuali s’innescavano nel tentativo d’infastidire il giocatore e la sua coscienza.

Fatto sta che il sistema, sia perché appena terminato lo show permetteva di riprendere la partita, sia perché la qualità artistica della gogna virtuale era eccelsa, prese piede riuscendo persino a superare l’interesse per il gioco in se. Si arrivo a registrare e a diffondere tutti i modelli di questa sorta di videoclip che spopolò fra gli appassionati videoludici e non solo; addirittura iniziarono a circolare copie illegali utilizzate solo per “griffare” la propria console e un noto autore teatrale riuscì persino a ricavarci un’opera completa.

La conseguenza di questo attacco, assorbito e restituito al mittente sotto forma d’interesse, ebbe una logica conseguenza. Tutti i videogiochi successivi cercarono d’inserire extra invasori, ma non con “rimproveri” come nel caso specifico, piuttosto con un tipo di messaggio che si rifaceva alla classica sponsorizzazione da parte di aziende che vendevano prodotti materiali nel reale.

Nacque la pubblicità nei videogiochi e l’altrettanto logica conseguenza di volere che questa venisse guardata da quanti più possibili utenti. Più persone ci avrebbero avuto a che fare, maggiori erano possibilità che il messaggio potesse far presa e quindi più soldi per il proprietario di quel determinato veicolo.

Dal giorno alla notte ciò che un tempo veniva bandito venne incoraggiato, ciò che aveva richiesto notevoli sforzi per essere contenuto ora veniva lasciato libero e anzi spinto in modi più o meno espliciti. “...avevamo un fiume a disposizione... per la stupidità di voler contenere le due trote che ci mettevamo dentro, abbiamo perso di vista la forza di un sistema veicolare assolutamente efficace… dovevamo arrivare fino al 2024 per capirlo...” (cit. confidenza di un noto esponente del settore)

"Meglio tardi che mai... la diffusione del videogioco dovrebbe essere ritenuta importante..." dissi all’amico che si preparava a salire sul trabiccolo sferico che l’avrebbe riportato nel 2024. Mentre mezzo sbronzo cercava nel cavallo dei pantaloni l’interruttore d’accensione (non chiedetemi il perché), non potevo che domandargli se era felice di quella soluzione. “Non so che dirti, ora come ora sono altri i problemi… ci godiamo la situazione anche se non durerà… ormai aspettiamo da un giorno all’altro che il videogiocare venga ritenuto illegale come qualsiasi altra azione che non porti una reale conseguenza… con tutta l’immondizia che abbiamo da raccogliere il pigiare dei tasti a vuoto è già ritenuto discutibile di per se…"

Pigiare, accensione e soprattutto cavallo dei pantaloni…? mi ha salutato lasciandomi questi pensieri in testa senza il tempo di chiarirli... comunque sono sicuro che presto si farà risentire...

3 commenti:

  1. Thx a Zehar che mettendomi in un post "ingame advertisement" + "sommersi dalla pubblicità" e soprattutto "se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico..." nella stessa frase, mi piazza davanti un assist facile facile da portare a casa ^^"

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  2. Grazie carissimo, bel post ovviamente... idea accattivante quella della pubblicità etica, se così possiamo definirla: forse deprecabile nel ledere la privacy (anche se il pirata, di fatto, non avrebbe diritto a fruire di un prodotto che di fatto non ha acquistato) ma estremamente bastarda :)

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  3. Attualmente ne esiste una versione più subdola e come dire a doppio taglio, ossia quella dei "ringraziamenti esagerati per aver giocato" di solito alla fine (o ad un tot di tempo se escono per bloccare una copia illegale).

    Da una parte servono effettivamente per ringraziare un giocatore che l'ha acquistato (un sostenitore), ma dall'altra può essere letta anche come un'accusa alla coscienza se non si è in regola... insomma suona sarcastico sentirsi ringraziare se si sa che non se ne ha diritto soprattutto di una versione generosa; in un certo senso tocca più di altre forme tonte come la cosa del ladro, almeno credo sia così se si amano davvero i videogiochi e di conseguenza si rispettano coloro che ne permettono l'esistenza (e il relativo piacere che ci danno)

    P.S. tutta teoria comunque, mettere realmente in pratica certi sistemi e farli funzionare, deve essere tutta un'altra cosa ^^"

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