domenica 12 novembre 2017

Rabi-Ribi

di VicRattlehead


Titolo indipendente giapponese pubblicato su PC da Sekai Project e su PS4 da PQube, la quale ha realizzato per il mercato europeo anche un'edizione scatolata, che è quella comprata e giocata dal sottoscritto.
Il gioco è stato originariamente rilasciato su PC a Gennaio 2016 e, dopo l'aggiunta di qualche extra ed un DLC gratuito a tema Halloween l'anno scorso, ha visto quest'anno l'arrivo di un secondo DLC a pagamento e della release su console in formato GOTY.
Il gioco è un bizzarro mix di action/platform, boss battle con pattern da bullet hell e fasi di esplorazione in stile metroidvania con componente ruolistica annessa.

Nel gioco si controlla una ragazza-coniglio (don't ask) di nome Erina, accompagnata da una fatina di nome Ribbon, che si ritrova ad attraversare il mondo di gioco affrontando una serie di personaggi quantomeno bizzarri (e tutti femminili), tutti dotati di pattern d'attacco peculiari e solitamente "a più fasi", in perfetto stile boss di bullet hell;  di fatto con Erina si effettuano gli attacchi melée, mentre con Ribbon si utilizzano le magie a distanza. Con il procedere dell'avventura si aumenta il proprio livello e diventa possibile imparare nuovi attacchi, equipaggiare nuovi oggetti o usare potenziamenti assortiti recuperabili tra i collezionabili del gioco.

Le nostre eroine in azione in una delle diverse decine di boss fight
Durante l'esplorazione del mondo, come in ogni metroidvania che si rispetti, si incontrano aree inizialmente bloccate che diventeranno raggiungibili mano a mano che si sbloccano le abilità della protagonista e il tutto è immancabilmente riassunto nella mappa di rito di cui è visualizzata una porzione in alto a destra e per intero nel menù di pausa; da questo punto di vista è innegabile che il level design sia buono ma immancabilmente ancorato ai canoni del genere. Le boss fight, come detto, sono molte e varie (ce ne saranno una quarantina) ma a spiccare su tutto è l'equilibrio che gli sviluppatori sono riusciti a trovare tra le due principali anime di gioco -quella "danmaku" e quella metroidvania-: le boss battle sono sufficentemente frequenti ed impegnative da essere un elemento cardine del gioco ma allo stesso tempo non sono così frequenti da non lasciare spazio all'esplorazione della mappa. La longevità è buona ed è data, oltre che alla naturale lunghezza del titolo, anche la presenza di feature extra come boss rush, new game+ e ovviamente i dlc. Il titolo ha un tasso di sfida medio peraltro piuttosto impegnativo e non è tanto strano che all'avvio di una nuova partita il gioco sia settato su "casual".

Erina, la protagonista.
Cosa mi impedisce quindi di consigliarlo senza riserve? Semplice, il fanservice sfrenato su cui è basato il gioco: tra ragazze-coniglio, ragazze-gatto, fatine, loli e pose "ecchi" c'è un concentrato talmente alto di weeb material da tener lontano le persone meno inclini alle produzioni giapponesi. Quello qua accanto è uno degli artwork più casti del gioco, vi basta trascrivere il titolo su Google filtrando per immagini per vederne certe parecchio equivoche.. In realtà una volta che si comincia a giocare quella che ci si trova davanti è una grafica dal forte stile retro con pixel a vista, il problema rimane legato più che altro alle sequenze di dialogo che vi troverete ad affrontare sperando che non entri qualcuno nella stanza nel frattempo.


Se questa cosa non è un problema (eccessivo) per voi non posso che consigliare il gioco perchè le meccaniche sono solide e la loro somma è superiore alle singole parti, altrimenti consideratevi avvisati.

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