domenica 1 luglio 2018

Luglio 2018

Prosegue in estate l'andazzo "calmo" fatto di porting e riedizioni (questo mese addirittura due ripescaggi da WiiU) ma ciononostante non manca qualche gioco atteso come Octopath Traveller o The Banner Saga 3.


Uscite videoludiche del mese:
03/07 - Runbow (PS4, Switch)
03/07 - Red Faction Guerrilla Re-Mars-Tered
04/07 - Nekopara Vol. 1 (PS4)
06/07 - The Wardrobe (PS4, Switch)
10/07 - Shining Resonance Refrain
10/07 - The Culling 2
11/07 - Warhammer: Vermintide II
11/07 - Touhou: Scarlet Curiosity (PC)
12/07 - Hotel Transilvania 3: Mostri in Mare
13/07 - Earthfall
13/07 - All-Star Fruit Racing (PS4, XOne)
13/07 - Captain Toad: Treasure Tracker (Switch)
13/07 - Octopath Traveller
17/07 - Tempest 4000
17/07 - Mothergunship
17/07 - Sonic Mania Plus
19/07 - Adventure Time: I Pirati dell'Enchiridion
24/07 - The Persistence (PSVR)
24/07 - Mega Man X Legacy Collection 1 & 2
25/07 - Remothered: Tormented Fathers
25/07 - Ys: Memories of Celceta
26/07 - The Banner Saga 3
27/07 - No Man's Sky (XOne)
27/07 - Wario Ware Gold


sabato 23 giugno 2018

[L'angolo di Vic] Monument Valley, Owlboy, MouseCraft

by VicRattlehead


Il primo titolo mobile a trovare spazio in un post triplo non poteva che essere uno dei titoli più apprezzati degli ultimi anni; il gioco, lo conoscete, è un puzzle/platform che gioca sulle prospettive come nelle opere di Escher alla stessa maniera di quello che faceva Echochrome su PSP dieci anni fa; il pacchetto base contiene una campagna di una decina di capitoli ed un capitolo bonus, poi c’è un dlc a pagamento a parte che ho comprato subito dopo aver finito il pacchetto base e che aggiunge altri otto capitoli. Il livello di sfida non è molto alto, si innalza giusto con il capitolo extra ed almeno in parte con il dlc; avendolo giocato nei ritagli di tempo non saprei dire la durata totale ma non si va oltre la qualche ora. Nonostante la prosecuzione nel gioco sia abbastanza lineare e senza sussulti l’esperienza si rivela comunque piacevole, grazie in primis alla ottima direzione artistica.
Non posso che consigliarlo.



Gioco 2D a base di VERA pixel art che ha richiesto circa una decina d’anni per essere completato; è un titolo esplorativo influenzato dalle produzioni Nintendo dove non mancano dugeon e boss fight e c’è la caratteristica che il protagonista, che ha come abilità solamente quella del volo, può trasportare con sé tre personaggi con abilità differenti per aprirsi la strada verso la salvezza della sua terra. Tralasciando il comparto artistico -bellissimo- e tecnico -gioco fluido con belle animazioni- che parlano praticamente da soli, c’è da sottolineare come il gioco sia piacevole pur non avendo un tasso di sfida particolarmente alto ma ha comunque qualche piccola magagna da segnalare incarnata principalmente in un paio di sessioni di platforming brutte collocate in quelle due sezioni della storyline dove non si può volare e delle boss fight non particolarmente ostiche ma in certi frangenti non proprio abili a far capire al giocatore cosa deve fare.
Alla fine dell’esperienza l’impressione risulta positiva, vi consiglio di darci un’occhiata.



Ci sono tre topolini a cui far attraversare delle stanze con delle trappole per farli arrivare al formaggio ed il giocatore ha il compito di indirizzarli modificando il percorso interagendo con blocchi che di fatto sono tetramini del Tetris ed interagendo con le caratteristiche extra dei blocchi speciali; di fatto il gioco viene venduto come Tetris meets Lemmings e tuttosommato non ci andiamo nemmeno tanto lontano ma l’originaria natura mobile del gioco azzoppa il prodotto dato che l’intarfaccia non è chiarissima e, soprattutto, la necessità di dover far girare il gioco sugli schermi piccoli dei telefoni ha costretto gli sviluppatori a creare livelli di dimensioni piuttosto contenute limitando di fatto le potenzialità del gioco. Neanche la curva di difficoltà è regolata benissimo visto che ci sono occasionali picchi di difficoltà dovuti principalmente all’accentrarsi in alcuni livelli sia della necessità di posizionare dei blocchi in punti specifici dello scenario, sia di dover mettere in pausa in momenti specifici lo scorrere del gioco per poter modificare le disposizioni dei blocchi al volo.
Non un brutto titolo in senso assoluto ma va con una versione casalinga ad hoc avrebbe potuto puntare sicuramente più in alto.


mercoledì 20 giugno 2018

FIFA World Cup Russia 2018



Mondiale amarissimo questo Russia 2018, visto che la nostra nazionale non si è nemmeno qualificata dato che i Nostri hanno perso lo spareggio con la Svezia l'anno scorso dopo essere arrivati secondi nel girone eliminatorio dietro la Spagna; il risultato è che la Rai non ha fatto nemmeno l'offerta per il pacchetto delle partite da mandare in onda e di conseguenza se l'è aggiudicato Mediaset per la prima volta nella storia e sta trasmettendo in chiaro tutte le partite.
Ho deciso di aprire ugualmente una discussione dedicata come per le edizioni precedenti perchè le prime partite hanno riservato risultati inaspettati perciò c'è margine per mettere in piedi un po' di discussione.


Qua di seguito il calendario, aggiornato in corso d'opera:

Fase a Gironi:
Gruppo A: Russia (nazione ospitante), Arabia Saudita, Egitto, Uruguay
CLASSIFICA: Uruguay 9, Russia 6, Arabia Saudita 3, Egitto 0
Gruppo B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran
CLASSIFICA: Spagna 5, Portogallo 5, Iran 4, Marocco 1
Gruppo C: Francia, Australia, Perù, Danimarca
CLASSIFICA: Francia 7, Danimarca 5, Perù 3, Australia 1
Gruppo D: Argentina, Islanda, Croazia, Nigeria
CLASSIFICA: Croazia 9, Argentina 4, Nigeria 3, Islanda 1
Gruppo E: Brasile, Svizzera, Costa Rica, Serbia
CLASSIFICA: Brasile 7, Svizzera 5, Serbia 3, Costa Rica, 1
Gruppo F: Germania, Messico, Svezia, Corea del Sud
CLASSIFICA: Svezia 6, Messico 6, Corea del Sud 3, Germania 3
Gruppo G: Belgio, Panama, Tunisia, Inghilterra
CLASSIFICA: Belgio 9, Inghilterra 6, Tunisia, 3, Panama 0
Gruppo H: Polonia, Senegal, Colombia, Giappone
CLASSIFICA: Colombia 6, Giappone 4, Senegal 4, Polonia 3


Ottavi di Finale:
Sabato 30 giugno
1 – Francia - Argentina: 16CET, Kazan
2 – Uruguay - Portogallo: 20CET, Sochi
Domenica 1° luglio
3 – Spagna - Russia: 16CET, Mosca (Luzhniki)
4 – Croazia - Danimarca: 20CET, Nizhny Novograd
Lunedì 2 luglio
5 – Brasile - Messico: 16CET, Samara
6 – Belgio - Giappone: 20CET, Rostov
Martedì 3 luglio
7 – Svezia - Svizzera: 16CET, San Pietroburgo
8 – Colombia - Inghilterra: 20CET, Mosca (Spartak)


Quarti di Finale:
Venerdì 6 luglio
QF1 – Uruguay - Francia: 16CET, Nizhny Novograd
QF2 – Brasile - Belgio: 20CET, Kazan
Sabato 7 luglio
QF3 – Svezia - Inghilterra: 16CET, Samara
QF4 – Russia - Croazia: 20CET, Sochi


Semifinali:
Martedì 10 luglio
SF1  – Francia - Belgio: 20CET, San Pietroburgo
Mercoledì 11 luglio
SF2 – Croazia - Inghilterra: 20CET, Mosca (Luzhniki)


Finale per il Terzo Posto:
Sabato 14 luglio
Belgio - Inghilterra: 16CET, San Pietroburgo


Finale:
Domenica 15 luglio
Francia - Croazia: 17CET, Mosca (Luzhniki)


FRANCIA CAMPIONE DEL MONDO



venerdì 8 giugno 2018

E3 2018


Nonostante la progressiva perdita di lustro degli ultimi anni, l'E3 di Los Angeles rimane l'evento cardine del settore; come sempre c'è qualche piccolo spostamento sugli orari ma il programma rimane grossomodo lo stesso del passato più o meno recente, con l'unico cambiamento di rilievo rappresentato dalla conferenza PC che ora si sposta a mezzanotte e la sua vecchia fascia oraria delle 19 usata l'anno scorso viene ceduta alla rediviva Square Enix che l'anno scorso era del tutto assente; torna per la gioia di molti il carrozzone del delirio firmato Devolver Digital e, a pochi giorni dalla convention, è stata annunciato un media briefing pure dei da me pluri-citati Limited Run Games che nell'ultimo anno hanno avuto una crescita sul mercato quasi esponenziale. In chiusura c'è la solita Nintendo che si affida come ormai da consuetudine alla formula del Direct e l'E3 Coliseum che rappresenta una serie di interviste ed approfondimenti dei giochi della fiera lanciata con successo l'anno scorso dal conduttore Geoff Keighley.


Lista delle conferenze:
09/06 | Electronic Arts - EA Play | h 21:00
10/06 | Microsoft Showcase E3 2018 | h 22:00
11/06 | Conferenza Bethesda E3 2018 | h 03:30
11/06 | Devolver Digital Big Fancy Press Conference 2018 | h 05:00
11/06 | Suqare-Enix E3 2018 | h 19:00
11/06 | Limited Run Games Media Briefing | h 21:00
11/06 | Conferenza E3 Ubisoft | h 22:00
12/06 | PC Gaming Show | 00:00
12/06 | Playstation E3 2018 | h 03:00
12/06 | Nintendo Direct E3 2018 | h 18:00


venerdì 1 giugno 2018

Giugno 2018

Anticipato come sempre dalla solita ondata di leak, il mese di Giugno è prima di tutto il mese dell'E3, l'evento dove si butta uno sguardo su cosa si goicherà nell'arco dell'anno a venire (e di cui, come sempre, potete leggere riassunti e approfondimenti nella discussione dedicata); ciò non toglie che siano previste anche un nutrito gruppo di uscite che spaziano da conversioni tardive a giochi più o meno attesi e che sono previste anche le prime tranche di saldi estivi.


Uscite videoludiche del mese:
01/06 - Fallen Legion: Rise to Glory (Switch)
05/06 - Warhammer 40.000: Inquisitor - Martyr
05/06 - Vampyr
05/06 - Onrush
05/06 - The Elder Scrolls Online: Summerset (espansione)
05/06 - Shape of the World
05/06 - BlazBlue: Cross Tag Battle (PC)
06/06 - Shaq-Fu: A Legend Reborn
06/06 - Antigraviator
07/06 - MotoGP 18
07/06 - The Banner Saga 2 (Switch)
08/06 - Sushi Striker: The Way of Sushido
12/06 - Jurassic World Evolution
14/06 - Super Bomberman R (PC, PS4, XOne)
15/06 - LEGO Gli Incredibili
22/06 - New Gundam Breaker
22/06 - Mario Tennis Aces
26/06 - Far Cry 3 Classic Edition (PS4, XOne)
26/06 - Lumines Remastered
26/06 - The Awesome Adventures of Captain Spirit
28/06 - Le Tour De France 2018
28/06 - Pro Cycling Manager 2018
28/06 - Drift Stage (Early Access)
29/06 - The Crew 2
29/06 - Crash Bandicoot N.Sane Trilogy (PC, Switch, XOne)
29/06 - MXGP Pro
29/06 - Wolfenstein II: The New Colossus (Switch)
29/06 - Ys VIII: Lacrimosa of Dana (Switch)

martedì 29 maggio 2018

[L'angolo di Vic] Bud Spencer & Terence Hill - Slaps and Beans, Bombshell, Ziggurat

by VicRattlehead


Videogioco dedicato a Bud Spencer e Terence Hill ed ai loro vecchi film, finanziato con successo a fine 2016 su Kickstarter; l’impostazione è quella dei beat’em up da sala anni ’90 dove si procede in maniera univoca da sinistra verso destra con giusto qualche minigioco a variare un po’ la situazione ma, da buon gioco indie della decade corrente, il titolo non disdegna di proporre una campagna sufficientemente articolata da circa 4-5 ore cercando al contempo di aggiungere qualche variazione sul tema tipo una fase stealth piazzata verso la fine del gioco e un paio di sezioni di guida; purtroppo quanto sopra indicato oltre ad essere il tratto distintivo del gioco ne è anche il suo principale difetto, ovvero il fatto di volere tenere il piede in due staffe: come beat’em up “vecchia scuola” non ha un sistema di combattimento abbastanza profondo e presenta livelli troppo lineari, lunghi e popolati di nemici che assorbono veramente troppi colpi per andare al tappeto generando un’esperienza fin troppo diluita ma come indie moderno manca della ciccia che giustifichi il prezzo di 20€ al di fuori della sola bellezza grafica visto che il gioco manca di qualsivoglia modalità di gioco alternativa alla campagna -che già di suo non invoglia a farsi rigiocare- e perfino i minigiochi non sono rigiocabili separatamente.
Il mio parere è che sia comunque un titolo che merita di essere provato per l’amore smisurato che vi è stato riversato ma che una volta terminato lascia un po’ di retrogusto amaro per un risultato finale che è una via di mezzo che non soddisfa nessuno dei due tipi di pubblico e che difficilmente porterà il gioco a farsi rigiocare.



Twin stick shooter che un paio di anni fa ha rappresentato il tentativo di 3D Realms di rilanciarsi sul mercato con un gioco che inizialmente avrebbe dovuto fare parte della saga di Duke Nukem e di cui non a  caso eredita un certo tipo di caratterizzazione caciarona.
Questo gioco ai tempi della sua pubblicazione ha sofferto principalmente di due cose: 1) le pioggia di recensioni negative che lo hanno accompagnato al lancio; 2) il prezzo non proprio amichevolissimo di 39,90€; laddove il primo punto si spiega con la classica corsa alla recensione fatta su una build fallata fixata al lancio del gioco che ha portato molti recensori a giocare fondamentalmente una versione del gioco non definitiva, il secondo punto è invece più “oscuro”, nel senso che la mancanza di un marketing robusto non ha dato bene l’idea al pubblico della portata del progetto e del perché avrebbe potuto rientrare in quella fascia di prezzo: il gioco è caratterizzato da livelli ENORMI e pieni di nemici da abbattere e lo shooting è accompagnato da un sistema simil-RPG dove si acquisisce esperienza e livellando si possono migliorare sia le statistiche di Shelly “Bombshell” Harrison (la protagonista) che quelle delle sue armi, di cui si può scegliere e migliorare anche il sistema di fuoco secondario; purtroppo però, l’esperienza si infrange sui difetti che sono presenti nel gioco: i nemici sono pochi generando poca varietà di situazioni e questo misto ai livelli enormi tende a rendere l’esperienza ripetitiva e diluita; le sidequest sono poche, poco ispirate e costringono spesso al backtracking (come se un gioco così grosso ne avesse bisogno); ciliegina sulla torta: nonostante alcuni aggiornamenti il gioco a distanza di un paio d’anni è ancora piagato da freeze, crash e glitch di ogni sorta.
La campagna mi ha rischiesto una quindicina d’ore per essere portata a termine e sono convinto che anche rushando almeno 9-10 ore siano necessarie. Purtroppo dati i difetti di cui sopra il tempo non è tutto speso bene e l’impressione è che gli sviluppatori abbiano puntato troppo in alto per questo progetto e che avrebbero dovuto lavorarci su di più o al limite ridurre la portata e fare un gioco più “condensato”; il team aveva grandi progetti per questa IP (si parlava di una conversione console e di un prequel FPS) ma è fallito questo Febbraio quando ancora dovevano buttare fuori patch 1.3 che avrebbe dovuto aggiungere feature importanti come la selezione del livello a gioco finito.. sono però riusciti non so come a ripartire con una nuova ragione societaria e stanno continuando a lavorare sia a questo progetto che all’altro che hanno realizzato parallelamente (Rad Rodgers), vedremo se in futuro arriveranno altre notizie.



FPS fantasy simil-Heretic/Hexen (da cui la versione PC eredita addirittura i trucchi) che segna il mio personale ritorno su One dopo mesi passati sulla sola PS4, specialmente per quel che riguarda gli indie; si tratta di un titolo scatolato con distribuzione regolare ad opera di Soedesco a cui le statistiche di Xbox dicono che ho dedicato una trentina d’ore.
Un apprendista deve superare la sua prova di iniziazione e questa consiste nell’attraversare i piani della ziggurat del titolo tempestati di nemici e trappole di ogni sorta; oltre a bonus, malus, magie, trappole e mostri assortiti non mancano elementi rougelite come il permadeath e la generazione procedurale dei livelli che ovviamente rappresenta come sempre in questi giochi un’arma a doppio taglio dato che possono rendere ogni partita insormontabilmente ostica o stupidamente facile. Ciò che dà a questo titolo una marcia in più sono principalmente due caratteristiche: la prima è che c’è una modalità facile che permette anche ai negati come me di giocare e godersi il titolo (a me questo genere di giochi piace parecchio ma sono veramente una pippa astronomica a giocarci) e la seconda è che c’è un considerevole numero di potenziamenti e sbloccabili di ogni sorta per cui ad ogni partita si diventa realmente più forti pur ricominciando da capo ogni volta, il che può essere visto sia come una buona progressione che come una necessità di farmare potenziamenti a seconda dei punti di vista. Come unico vero difetto a margine segnalo invece la tendenza del gioco a freezare temporaneamente in certi frangenti, in particolare quando vengono effettuate le creazioni di stanze o di ondate di mostri, non sono nulla che impediscano di giocare ma sono frequenti e di conseguenza fastidiose.
In definitiva io il gioco lo promuovo perché ho finito per dedicarvici molto più tempo di quello che avevo inizialmente previsto per la sua accessibilità superiore alla media che lo rende anche consigliato come titolo “d’ingresso” per i principianti del genere.


domenica 6 maggio 2018

[L'angolo di Vic] Sky Force Anniversary, Nirvana Pilot Yume, What Remains of Edith Finch

by VicRattlehead


Gioco già giocato su PC nel Giguno 2016 (link) e di cui, siccome mi era piaciuto, ho preso l’edizione scatolata realizzata dalla solita Limited Run Games; il gioco rimane sempre bello ed adattissimo ad una piattaforma portatile come PSVita (d’altronde nasce su mobile) ma a differenza della versione PC da me precedentemente giocata qua devo segnalare la presenza di un minor numero di obiettivi (in questo caso trofei) e, soprattutto, di occasionali cali di frame rate che non sono frequenti ma quando capitano si fanno sentire in maniera abbastanza fastidiosa.
Devo dire che me lo ricordavo un po’ meno farmoso dal punto di vista della progressione ma rimane comunque un buon prodotto, di sicuro anche il fatto di aver già dedicato al gioco parecchie ore alla versione PC ha avuto il suo peso – Steam dice 13 ore.
In ogni caso si tratta di una conferma, prima o poi cercherò di giocare anche il Reloaded.



Ve lo ricordate il vecchio Skyroads? Era un gioco di corse arcade futuristico per DOS, pubblicato nel 1993; questo gioco ripropone quella meccanica e la mischia con una storyline raccontata in stile visual novel con tanto di bivi, romance selezionabili e finali multipli. Funziona? Incredibilmente sì perché le parti di racconto non sono così lunghe da tenere il giocatore lontano dalle gare ma allo stesso tempo le gare non impegnano così tanto da distogliere l’attenzione dalla parte visual novel; il gioco di per sé è corto –la prima run, giocata con calma, l’ho completata in un’oretta e un quarto circa- perciò rifare la storia e le gare per poter vedere tutti i bivi narrativi non è di per sé un grande impegno, io ho visto tutto quello che c’era da vedere in 3 ore/3 ore e mezza.
Considerando che gli sviluppatori –peraltro italiani- hanno pure abbassato il prezzo e adesso il gioco si può comprare con appena 4€ non posso che consigliarlo.



Il piatto forte di questa tripletta è uno dei titoli più apprezzati nel filone dei walking simulator, uscito l’anno scorso; nei panni di Edith Finch ereditiamo dalla nostra defunta madre una chiave che non sappiamo cosa apra e facciamo così ritorno alla vecchia casa di famiglia per scoprirlo e accedere così alle storie legate alla nostra famiglia che ci sono sempre state tenute nascoste. Sarò sincero, io ho due grossi problemi con i walking simulator: 1) non riesco a non vedere la loro struttura a corridoio che riduce il gameplay a “N ore di stick verso l’alto” 2) trovo irritante che la narrazione sia nella maggior parte dei casi frammentata e fumosa e che spesso concluda l’esperienza senza che ci sia una vera e propria storia dietro quanto una semplice sequela di eventi che raccontano fondamentalmente tutto e niente, con il giocatore che dopo i crediti di fine storia si ritrova a cercare su internet intepretazioni degli avvenimenti per cercare di mettere insieme i passaggi e si ritrova di fronte ad interpretazioni contrastanti e -a volte- inconcludenti; purtroppo neanche What Remains of Edith Finch riesce a sfuggire a questi due punti e la sensazione che mi ha lasciato a partita conclusa è ben lontana da quella del titolo da ricordare addirittura vincitore di premi.. aggiungerei anche che ogni tanto ci sono delle soluzioni di gioco un po’ diverse dal solito ma non vanno molto oltre al “ruota lo stick per mimare il movimento” che fa un qualunque gioco di Cage da tipo quindici anni.
Per la media dei walking simulator è comunque un buon titolo ma se non siete amanti del genere difficilmente vi farà cambiare idea.


martedì 1 maggio 2018

Maggio 2018

Laddove il gioco che il mese scorso ha centralizzato le discussioni si è rivelato essere senza troppa sorpresa God of War, per questo mese ci sono diversi titoli volti a contendersi le attenzioni ed i soldi dei giocatori, a partire dalla remastered di Dark Souls passando per il nuovo titolo di Cage (Detroit) fino ad arrivare a titoli minori ma da un certo interesse come Agony, State of Decay e la sempre verde serie di Shin Megami Tensei.


Uscite videoludiche del mese:
01/05 - Battlezone Gold Edition
03/05 - Total War Saga: Thrones of Britannia
04/05 - Donkey Kong Country: Tropical Freeze (Switch)
08/05 - Conan Exiles
08/05 - Pillars of Eternity II: Deadfire
10/05 - Laser League
10/05 - Super Chariot
15/05 - Death Road to Canada (XOne)
15/05 - Little Witch Academia: Chamber of Time
15/05 - Forgotton Anne
15/05 - Horizon Chase Turbo (PC, PS4)
15/05 - Dragon's Crown Pro
18/05 - Hyrule Warriors: Definitive Edition
18/05 - Shin Megami Tensei: Strange Journey Redux
22/05 - State of Decay 2
22/05 - Tennis World Tour
22/05 - Runner3 (PC, Switch)
22/05 - Mega Man Legacy Collection 1 e 2 (Switch)
22/05 - One Piece: Grand Cruise (PSVR)
24/05 - Bloodstained: Curse of the Moon
25/05 - Dark Souls Remastered
25/05 - Detroit: Become Human
25/05 - PixelJunk Monsters 2
29/05 - Agony
29/05 - SEGA Mega Drive Classics
29/05 - Street Fighter 30th Anniversary Collection
29/05 - Sudden Strike 4: European Battlefields Edition
29/05 - Yoku's Island Express
29/05 - Die for Valhalla!
29/05 - Moonlighter
29/05 - Owlboy (retail - PS4, Switch)
31/05 - Gekido Kintaro's Revenge (PS4)
31/05 - Milanoir


venerdì 27 aprile 2018

Taiko No Tatsujin: Drum Session

by VicRattlehead


Ennesimo capitolo della serie musicale di Namco Bandai a base di tamburi che è nata in sala giochi e ha poi visto ricevere conversioni dalla PS2 in poi su pressoché ogni piattaforma esistente sia portatile che fissa ad eccezione di quelle Microsoft (youdontsay.jpg); il gioco è giocabile sia con il gamepad di PS4 che con l’apposito controller a forma di tamburello che riproduce in piccolo i tamburi giganti con cui si gioca nelle controparti originali da sala.

Una delle millemila postazioni da sala di Taiko No Tatsujin, per cui ringraziamo Taikotime.blogspot.it
Ovviamente il sottoscritto al momento dell’acquisto ha optato per il bundle gioco+tamburo e, essendo esaurito il bundle in formato Pal Asia, ha dovuto optare per quello giapponese avendo comunque la conferma che il gioco è “import friendly” visto che la lingua inglese è presente anche in questa versione direttamente su disco (ho lanciato il gioco prima di aggiornarlo apposta) e che quest’ultima verrà selezionata automaticamente dal gioco come lingua standard al rilevamento di un sistema non giapponese.

Foto presa a caso da internet del bundle PS4 giapponese, l'unico modo per evitare watermark o immagini con sfondi bianchi delle pagine degli store come Play-Asia da cui ho importato il gioco

Questo capitolo per PS4 si presenta con la bellezza di oltre settanta brani, tra cui si distinguono brani J-Pop, sigle di cartoni, musica classica, temi videoludici, brani ripescati da vecchi capitoli della serie e altre stramberie assortite come una canzone di Hello Kitty o la PPAP di Piko Taro.
A differenza di quanto avviene negli arcade qua non c’è una difficoltà scalabile dinamicamente in base alla prestazione del giocatore ma ci sono quattro livelli di difficoltà ben distinti sulla falsariga dei vari Guitar Hero/Rock Band; a differenza di questi ultimi in questo Drum Session non si può perdere ma perché il brano possa essere considerato come “superato” è comunque necessario raggiungere una certa soglia di completamento –indicato da un’apposita barra- che durante l’esecuzione può aumentare ma anche addirittura diminuire in base non solo alle note suonate ma anche alla precisione con cui vengono suonate (è addirittura possibile fallire un brano senza aver mancato una singola nota a causa della scarsa accuratezza, per dire).
Per ogni brano c’è una cartella “bingo” con obiettivi da raggiungere (una combo lunga almeno un tot, punteggi cumulativi tra più partite di una certa soglia, l’esecuzione di una Full Combo, ecc..) completata la quale se ne sblocca una di una difficoltà superiore; per ogni traguardo raggiunto si riceve un timbro dei nove a disposizione e l’ottenimento di una fila da tre timbri (un “bingo”, appunto) permette di ricevere un biglietto da spendere nella lotteria del gioco. La lotteria è il mezzo con cui si sbloccano i contenuti extra in-game (skin, motti, roba così) e ho avuto l’impressione che non fosse una roba simil-F2P quanto qualcosa di pilotato –ovviamente non ne sono certo, è solo una supposizione-.
Ad affiancare questi contenuti ci sono ovviamente gli immancabili DLC ovviamente non disponibili negli store occidentali (o usate un profilo giapponese o con il vostro principale ve li scordate) e l’altrettanto immancabile multiplayer online.

L'interfaccia di gioco, qua in una partita in sessione con una delle special guest del gioco: Doraemon

Purtroppo giocando sono emersi alcuni difetti, non molti ma un po’ fastidiosi che mi ritrovo a dover segnalare: in primis il tamburello, che non può essere fissato in alcun modo e giocando “scappa” in continuazione e che è sì robusto ma di conseguenza richiede colpi forti perché vengano “letti” dalla periferica –cosa scomoda quando si deve percuotere in rapidità per i passaggi più veloci- ed in secundis non si può non rimarcare come l’interfaccia e la struttura di gioco siano invecchiati rispetto ai progressi fatti dai musicali occidentali come i già citati Guitar Hero e Rock Band: l’interfaccia “piatta” lascia poco tempo di reazione alle chart di note –che richiedono un minimo di “scomposizione” mentale delle sequenze di note per poter alternare efficacemente le braccia- e la mancanza di una modalità pratica rende inutilmente difficoltoso impararsi i brani; è possibile utilizzare variazioni come l’hyperspeed ma vanno disattivati per l’ottenimento di parte di timbri e dei trofei di PS4; non bastasse questo, l’interfaccia raggiunge i limiti dell’illeggibile quando ai livelli di difficoltà più alti iniziano a sovrapporsi i pattern delle note, facendo “uscire a schermo” sequenze di note che in realtà dovrebbero venir suonate dopo che vengono invece “scavalcate” da sequenze di note più veloci che vanno in realtà suonate prima che hanno il solo effetto di rendere la lettura dello schermo inutilmente più complicata e generare così una difficoltà “artificiosa”. La voglia di impegnarsi rischia così di venire presto a meno e viene anche definitivamente uccisa del tutto quando ci si accorge che il gioco non ha di classifiche online, lasciando così l’unico lumicino di voglia di migliorarsi relegata al voler scontrarsi in multiplayer, dove gli sviluppatori hanno avuto la pensata di integrare un sistema asincrono basato sui ghost dei giocatori che rende possibile sfidarsi in praticamente qualunque momento. In tal senso è anche positiva l’implementazione di eventi periodici durante i quali con gli scontri multiplayer si possono sbloccare cose extra come costumi, motti o altro.

L’ultimo paragrafo va dedicato alla tracklist, che uno dei fattori principali su cui decidere se prendere il gioco oppure no: questa è sì ampia ma anche estremamente di nicchia perché pensata per il pubblico giapponese e sicuramente per il coinvolgimento del giocatore nell’esperienza fa tantissimo l’essere addentro alla cultura nerd e a quella otaku: nei brani J-Pop ci sono una ventina di pezzi ma i più famosi sono comunque roba di nicchia come Babymetal e X-Japan, nei videogiochi potete trovare un comunissimo Tema di Ryu di SF5 ma anche un probabilmente meno noto medley di musiche di Tales of Berseria (che è sempre di Namco) fino a raggiungere la deriva dei titoli del Touhou Project -che tra partentesi, ho intenzione di riprendere in futuro- e anche tra le sigle di cartoni ci sono cose più famose come la sigla di apertura di Evangelion e altre più di nicchia come la sigla di Totoro o sigle giapponesi che noi non siamo abituati a sentire perché sostituite da quelle italiane (penso ad esempio a quella di One Piece). Il più grande disappunto per me paradossalmente è arrivato dai brani originali della serie (che tra l’altro sono anche la sezione più ampia dell’offerta) che sono spesso brani dalla scarsa musicalità assemblati con cambi di tempo a profusione unicamente per mandare fuori tempo il giocatore e innalzargli il livello di difficoltà, frutto di un modo di concepire i videogiochi ormai obsoleto; i brani di musica classica, al contrario sono quelli che mi sono piaciuti di più, sono proprio divertenti da suonare.. peccato ce ne siano pochi.

Conclusione: ho tuttosommato goduto del tempo speso sul gioco ma non lo consiglio tanto a cuor leggero perché si rivolge ad un’utenza abbastanza precisa e decisamente di nicchia e potrebbe non essere alla portata di tutti, specialmente considerando, come già detto, che certi aspetti del gioco sono ormai vecchi; può però diventare interessante nell’ottica dell’essere il primo approccio alla serie visto che nonostante l’import il titolo si gioca in inglese e ci sono tanti brani con una buona varietà.


mercoledì 4 aprile 2018

[L'angolo di Vic] Jotun, Wartile, Mecho Tales

by VicRattlehead


Titolo indie basato sulla mitologia norrena  dall’impostazione hack ’n’ slash senza la parte ruolistica ma dotato comunque di elementi di progressione e potenziamento, pubblicato un annetto abbondante fa e successivamente aggiornato con nuovi contenuti alla Valhalla Edition che è quella pubblicata in formato scatolato per PS4 da Limited Run Games che è la versione da me giocata. Il gioco si presenta con un comparto grafico piuttosto d’impatto ma appena si prende il pad alla mano ci si rende presto conto che qualcosa non va: i livelli sono poco impegnativi e sembrano quasi un riempitivo, mentre le boss battle con i Jotun (Titani) che fungono da fulcro del gioco sono delle estenuanti maratone di troppi punti vita da depennare rese inutilmente allungate da morti “cheap” dovute all’eccesiva lentezza della protagonista e dal suo eccessivo tempo di carica del colpo potente, durante il quale la nostra Thora (questo il suo nome) arriva a fermarsi completamente per 2-3 secondi.
La fine la si raggiunge ugualmente e l’esperienza generale risulta comunque per lo meno discreta ma rimane il retrogusto amaro dell’aver giocato un titolo in cui se gli sviluppatori avessero curato la sostanza tanto quanto la forma sicuramente si avrebbe avuto un’esperienza decisamente più memorabile.



Ancora titolo indie basato mitologia norrena ma questa volta giocato su Steam e si tratta di un titolo recentissimo visto che è uscito un mese e mezzo fa circa; Wartile è un gioco in cui la storia a tema “miti nordici” è ricreata in diorami all’interno dei quali si controllano delle miniature da spostare tra caselle esagonali in tempo reale; la caratteristica principale del gioco è che avviene per l’appunto tutto in tempo reale ma allo stesso tempo tutte le mosse hanno dei cooldown che costringono ad usare un minimo di tattica, ulteriormente ampliato da alcuni elementi di strategia “basilare” (i vantaggi dell’attacco alle spalle e dell’attacco dal punto rialzato) e dall’uso di poteri ed effetti bonus vincolati dall’uso di carte giocabili spendendo punti ottenibili in battaglia uccidendo nemici o raggiungendo checkpoint. Non manca il solito loot e la possibilità di collezionare miniature dalle caratteristiche diverse (guerriero standard, lanciere, arciere e guerriero “tank”).
Il tutto funziona bene dal punto di vista delle meccaniche ed è presentato bene pure dal punto di vista della “confezione”, andando a porre come principale difetto la brevità della campagna –appena undici scenari- allungabile unicamente dalla possibilità di rigiocare gli scenari con un livello di difficoltà più alto, utile per sbloccare carte extra od ottenere equip più potenti.
Purtroppo il sottoscritto ha le capacità strategiche di una pigna e verso la fine ho brutalmente ragequittato dopo aver speso troppi tentativi a superare uno degli ultimi livelli piuttosto sbilanciati nei confronti del giocatore che finiscono peraltro a mettere in evidenza alcune criticità del gioco come il problema di pathfinding della IA amica e la mancanza di un’opzione per modificare la difficoltà. A parte segnalo inoltre che ci sono problemi di crash quando si cambia risoluzione ma presumo che la cosa verrà fixata via patch.
Rimane un buon titolo ma dovete vedere se fa per voi.



Platform dal taglio action degli Arcade Distillery, quelli che un paio di anni fa erano riusciti a farsi finanziare con successo su Kickstarter Plague Road (che ho ma devo ancora giocare): trattasi di un gioco in stile Mega Man pubblicato su varie piattaforme e da me giocato su PSVita (ancora tramite pubblicazione della già citata LRG), realizzato con lo stile grafico quantomeno bizzarro e costituito da sedici livelli in tutto. Mecho Tales si chiama così perché al suo interno ci sono praticamente due storie con due protagonisti diversi (anche se dal punto di vista delle meccaniche non cambia nulla) che il game designer Luc Bernard ha realizzato nell’universo da lui creato chiamato Mecho Wars e su cui ha basato titoli come Desert Ashes e Eternity’s Child di cui alcuni capitoli hanno ricevuto la distribuzione su Steam e in qualche caso anche su console.
Il nocciolo del gioco sta nel fatto che con lo stick sinistro si muove il personaggio e con quello destro si direziona lo sparo che però non avviene in maniera diretta ma tramite un drone: ovviamente quest’ultimo si limita a seguire il protagonista ed il risultato è che si è così costretti ad esporcisi ai pericoli generando morti a profusione ampliati da un level design  ai limiti dell’osceno e da pericoli insta-kill; a peggiorare la situazione ci pensa anche il fatto che quando si passa vicino ad un muro od un dislivello il drone passa attraverso i muri ma il suo sparo no con il risultato che occasionalmente si rischia di rimanere senza “fuoco protettivo” e bisogna riposizionarsi di continuo per evitare di morire anzitempo. Come ciliegina sulla torta c’è da segnalare come uno dei livelli più brutti presenti in tutto il gioco sia stato inspiegabilmente piazzato come livello iniziale e quasi spinge il giocatore a desistere a gioco appena avviato data la sua pessima combinazione di eccessiva lunghezza e scarsità di checkpoint.
Un completo disastro sotto qualsiasi punto di vista, decisamente sconsigliato.