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mercoledì 24 agosto 2011

Shadows of the Damned soundtrack


Uno dei punti forti di DAMNED è il comparto sonoro, come da tradizione Grasshopper; il motto della casa non per niente recita "video game band", per quel suo approccio così musicale applicato alla creazione di videogiochi. Già autore di alcune musiche di No More Heroes: Desperate Struggle, Akira Yamaoka ha sostituito Masafumi Takada (ora passato a Tango, nuovo studio di Mikami) nel ruolo di sound director, curando integralmente il progetto (con Jun Fukuda).
Da Silent Hill a SOTD il passo non è poi così lungo, data l'affine ambientazione horror demoniaca, per cui è facile riconoscere il tipico stile dell'autore, che si affida alla sua collaboratrice storica Mary Elizabeth McGlynn per le parti vocali e talvolta arriva all'esplicito citazionismo a livello di effettistica.
Il contrasto con la vena ironica e sopra le righe di Suda51 e degli artisti di Grasshopper ha comunque fruttato qualche nuova interessante sfumatura e sperimentazione, che meglio si apprezza ad un secondo ascolto, magari al di fuori dell'azione concitata del gioco.

giovedì 11 agosto 2011

[Retro] Rise of the Robots + soundtrack

Sviluppatore: Mirage
Anno: 1994
Versione di riferimento: SNES
Uno dei picchiaduro a incontri più famigerati della generazione 16-bit, Rise of the Robots aveva fatto scalpore sulle pagine d'anteprima delle riviste con dei suggestivi (beh, ai tempi lo erano sicuramente) screenshot di sprite robotici renderizzati; l'asino cascava una volta visto in movimento, dato che in totale c'erano tipo tre o quattro frame d'animazione per personaggio, e nemmeno disegnati tanto bene. Le collisioni da ergastolo (pane e acqua) e la giocabilità inesistente portavano a scontri stridenti, sgraziati e strazianti; i colpi di base erano tutti uguali, le mosse non volevano saperne di uscire, non si poteva saltare oltre l'avversario e in singleplayer c'era un solo personaggio selezionabile, il Cyborg.
Un gioco così brutto da risultare un'involontaria opera d'arte, in qualche modo capace di esercitare una malsana attrattiva, anche perchè una cosa buona, in fondo, l'aveva.
Al di là della intro "The Dark" di Brian May (la sola ed unica traccia del chitarrista dei Queen che alla fin fine figurasse nella soundtrack del gioco), le musiche avevano un gran carattere; molto fascinosamente elettroniche, molto cibernetiche, molto hi-tech e anche un po' grunge, concorrevano a rendere ancor più triste e beffarda la faccenda.